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Cronaca

Tentano di rubare un’auto sulla Circumvallazione Esterna di Napoli: ladri beffati

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Lunedì pomeriggio, sulla Circumvallazione Esterna di Napoli, tra Casavatore e Casoria, due malviventi hanno tentato di rubare un’auto con la ‘tecnica della pietra’.

I due, a bordo di una Mercedes Classe A di colore nero, hanno inseguito il veicolo per alcuni chilometri, poi al momento giusto si sono avvicinati al veicolo in transito e hanno lanciato una pietra. Inoltre hanno iniziato a lampeggiare, sperando che il conducente dell’auto scendesse a verificare eventuali danni.

Questa volta però è andata male perché l’uomo, avendo capito il ‘giochetto’ dei ladri, non si è fermato ed ha continuato per la sua strada.

Bisogna fare molta attenzione perché questi delinquenti sono sempre pronti ad approfittare di un momento di distrazione ed a rapinare o derubare le diverse vittime.

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Arzano

ARZANO. Dopo 32 mesi, la Commissione Straordinaria lascia il “servizio” men che a metà.

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Alla Commissione straordinaria capeggiata dalla D’Orso, ci sono voluti 32 mesi per abbattere una piccola parte degli abusi della 167. Molti altri abusi sono ancora sotto gli occhi di tutti, a testimoniare che lo Stato non vuole vedere, quando sono coinvolti dipendenti comunali, vigili urbani, medici, avvocati, insomma il fior fiore della comunità.

Nel 2018, l’ex Sindaca ottenne un finanziamento per il Parco urbano di via Cardarelli, nell’ambito di finanziamenti regionali tesi a dare segnali forti contro l’illegalità, scoperchiando una triste realtà. Voleva incidere nel quartiere diventato fortino della camorra attraverso la “liberazione” degli spazi comunali e la predisposizione di percorsi attrezzati nel verde per adulti e bambini.

La scuola, cuore centrale del quartiere, doveva diventare raggiungibile da tutte le strade laterali  pedonali previste a raggiera nella originaria progettazione dell’area, la quale disegnava ampi percorsi a verde pubblico attrezzato tra ognuno dei blocchi di villette e condomini di edilizia residenziale e cooperativa. I porticati della 167, la Scuola, la Città dei ragazzi (oggi sede della UILDM e della Protezione civile), l’Isola ecologica, il Distretto sanitario dovevano diventare luoghi aperti con ampi spazi di aggregazione finalizzati ad eliminare la ghettizzazione e la separatezza dei fabbricati IACP dal contesto. Il progetto del Parco urbano sarebbe dovuto diventare la conclusione dell’iter di riappropriazione degli spazi comunali recitanti con cancelli, muri di cemento, pareti di fil di ferro dai notabili della città, da quelli che comprando le villette a schiera di via Cardarelli, di via Colombo e di via Silone, hanno deciso di appropriarsi di demanio comunale nel colpevole e collusivo silenzio delle amministrazioni dell’epoca.

Tutte le cooperative di villette a schiera hanno perpetrato tali abusi, allargando più del triplo i giardini personali, piazzando cancelli per chiudere i varchi diretti verso la scuola e quel grande campo, oggi incolto, che c’è davanti, trasformando un quartiere modello di integrazione pubblico/privato in una serie di bunker anonimi, brutti e facili da presidiare per la camorra.

La Prefetta D’Orso – su tali basi – è stata costretta a dare un segnale anticamorra, anche per le continue sollecitazioni delle associazioni e di parte della stampa, decidendo di abbattere solo il deposito abusivo delle palazzine IACP, ignorando la villona e la villetta spuntate sotto ai portici del palazzo popolare, ma anche tutte le requisizioni private di giardini e strade comunali fatte dalla classe dirigente del paese.

Ed infatti, a leggere gli atti, si scopre che il prestito ottenuto per la demolizione riguardava solo quella piccola porzione di abuso.

Minformo, però, ha fatto bene il suo lavoro di giornalismo libero e d’inchiesta e, con l’articolo “Ad Arzano la camorra resta indisturbata” (leggi qui) ha scatenato un putiferio, mettendo in luce quanto sia inutile l’anticamorra di facciata proclamata da chi cerca solo visibilità se non viene seguita dai fatti.

Gole profonde riferiscono che il Prefetto in persona, in una fredda telefonata, abbia richiamato la D’Orso ad una maggiore incisività – dopo 32 mesi – e così è stato esteso l’abbattimento alla villona, esplicitamente richiamata nell’articolo, mentre sul resto sarebbe stato calato il solito silenzio, a partire dalla villetta sotto i porticati, che spicca con le sue tende parasole.

Sarebbero gli stessi dipendenti dell’ufficio tecnico e del comando di polizia municipale a celare la quantità e l’enormità degli abusi compiuti nell’area: di seguito se ne posta un ampio reportage fotografico, relativo a muri, cancelli, coperture abusive che negli anni hanno trasformato quell’area nel fortino della camorra arzanese, con la speranza che i due attuali comandanti dei vigili urbani sappiano portare a conclusione il ripristino della legalità.

A quando gli altri abbattimenti?

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Cronaca

Quartieri Spagnoli: sparato un 18enne alla caviglia

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NAPOLI – Ricoverato all’ospedale Pellegrini di Napoli, Carmine Grammatica, 18enne già noto alle forse dell’ordine. Secondo le indagini sviluppatesi sin ora, sarebbe stato colpito con arma da fuoco alla caviglia in una strada non precisata dei Quartieri Spagnoli.

Secondo i medici sono trenta i giorni di prognosi necessari affinché la frattura della caviglia sinistra possa guarire. Attualmente il ragazzo è ancora ricoverato presso il reparto di ortopedia.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale per comprendere la dinamica dell’aggressione. Sono in corso le indagini per comprendere la natura dell’evento ancora molto poco chiara e arrestare i responsabili.

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Cronaca

Ambulanza a Napoli: da un lato gli ammalati, dall’altro la droga

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NAPOLI – Ambulanze-corrieri. Da un lato i malati, dall’altro la droga. E’ l’inquietante storia della maxi operazione effettuata dal Comando Provinciale di Salerno.

Quest’ultimi hanno scovato un’organizzazione composta da 56 soggetti, 36 dei quali carcerati e altri domiciliati che, probabilmente, già sottoposti allo sguardo attento delle forze dell’ordine, hanno ideato un piano alquanto ingegnoso per scampare ai controlli.

L’ autista dell’ambulanza si occupava della consegna di ingenti quantità di sostanze stupefacenti che trasportava a bordo del veicolo mentre rendeva il servizio di pronto soccorso per gli ammalati bisognosi di assistenza.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati oltre 5 chili di cocaina e tre di hashish, con contestuale arresto in flagranza del reato di complessivi 15 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori.

Dal volume di sostanze approvvigionate e smerciate nel periodo di svolgimento dell’indagine, è stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a non meno di 5.000.000 di euro annui.

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