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Cronaca

Tragedia, ex calciatore trovato morto in un garage: aveva giocato nell’Afragolese

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Domenica sera, a Battipaglia, in provincia di Salerno, si è verificata una vera e propria tragedia.

Un ex calciatore, Filippo Viscido, 33enne battipagliese, ex centrocampista dell’Avellino durante il campionato 2009/2010, è stato trovato impiccato in un garage a ridosso di via Baratta, nel rione Sant’Anna. Le cause del decesso sarebbero legate ad un gesto volontario: il calciatore si sarebbe tolto la vita. Sconosciuti per ora i motivi del gesto.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Battipaglia, agli ordini del vicequestore Lorena Cicciotti, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’episodio. 

Secondo le notizie riportate da Fanpage, l’ex centrocampista aveva cominciato la propria carriera nel Chieti, per poi vestire le maglie di Palmese, Sorrento, Licata, Savoia, Potenza, Campobasso, Cavese e Afragolese. L’esperienza all’Avellino è stato il punto più alto della sua carriera, prima in Serie D e poi in C2. Dopo aver lasciato la Salernum Baronissi, Viscido era svincolato dopo lo stop delle categorie minori a causa del Covid-19.

Come detto, Viscido aveva un passato all’Afragolese, che gli ha dedicato un post sui social:

La vittoria più bella nel giorno sbagliato. Oggi 3 punti importanti, poi la terribile notizia. Non sappiamo cosa ti abbia spinto a compiere un tale gesto. Sappiamo solo che il tuo sorriso, la tua energia, la tua voglia di vivere resteranno per sempre nei nostri cuori. Grazie Pippo. Grazie per i momenti che hai dedicato a questa Società, a questa città ed a tutti i tifosi rossoblù. Ci stringiamo all’immenso dolore che ha colpito la famiglia Viscido. Riposa in pace Pitbull“.

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Cronaca

SANT’ANTIMO. L’ex Sindaco Aurelio Russo incandidabile perché assoggettato alla criminalità locale

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SANT’ANTIMO – Niente da fare per l’ex Sindaco Aurelio Russo che nonostante le sue dichiarazioni di circostanza rilasciate anche in una trasmissione andata in onda su MinformoTV, dichiarandosi paladino della giustizia per il solo fatto di essere citato positivamente nella relazione della DDA dell’inchiesta “Antemio”, resta incandidabile e la Sentenza della Corte d’Appello parla chiaro.

L’ex Sindaco durante tutto il suo mandato è rimasto assoggettato e condizionato dalla criminalità organizzata locale.

Non c’è speranza per il centrosinistra santantimese, questa è un’onta che si porterà dietro ancora per parecchio tempo, l’estraneità totale ai fatti scatenanti lo scioglimento non sono stati dimostrati e così per Aurelio Russo comincerà l’oblio per due tornate elettorali e considerata l’età, si può benissimo affermare di aver chiuso in “bellezza” la sua carriera politica.

Così, ereditario della scuola politica del papà, comincia in salita anche la campagna elettorale del figlio Domenico Russo, che non ha mai nascosto le velleità di voler ricalcare le orme del padre. Sarà difficile a questo punto per i santantimesi correre ulteriori rischi alla prossima tornata elettorale, votando un altro Russo, visto che nonostante l’estraneità ai fatti di cronaca dell’ex Sindaco, comunque la carica del primo cittadino è rivestita da altri tipi di responsabilità che se gestite male ti consentono solo di far sciogliere anticipatamente il Consiglio Comunale.

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’incandidabilità dell’ex Sindaco di Sant’Antimo Aurelio Russo che quindi non potrà partecipare “alle elezioni per la Camera dei deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo, nonché  alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova il Comune di Sant’Antimo in relazione ai due turni elettorali successivi allo scioglimento stesso, una volta divenuto definitivo il provvedimento che ha dichiarato detta incandidabilità”.

Secondo la corte emerge uno scenario che indica come “Aurelio Russo non abbia posto in essere tutte le attività idonee e necessarie a fronteggiare l’intrusione delle organizzazioni criminali presenti nel territorio del Comune di Sant’Antimo, così finendo col restarne assoggettato e condizionato, lasciando la sua amministrazione aperta al predetto condizionamento. Il non compiuto esercizio da parte del reclamante dei poteri di indirizzo e di controllo nella gestione della cosa pubblica, come sintomaticamente desumibile dalle suindicate vicende, si ritiene, quindi sia stato, più plausibilmente che non, riconducibile alla condizione di soggezione, di subalternità al potere malavitoso in cui il ricorrente è venuto a trovarsi. In tal modo, l’agire del reclamante ha finito, colposamente, con il consentire, nel contesto operativo di una piccola realtà comunale presidiata dal pervasivo agire di più consorterie criminali, che l’ingerenza del potere malavitoso nell’attività del Comune potesse esprimersi nelle sue consolidate forme, il che è quanto basta per giustificare il provvedimento adottato dal Tribunale e, con esso, il rigetto del reclamo, con valore assorbente rispetto alle altre contestazioni pure poste a base della proposta e del provvedimento di incandidabilità”.

Nella sentenza è specificato come ci fosse una dedotta soggezione dell’istante alle pressioni di detta criminalità”. Come sottolineato anche in prima udienza dal Tribunale di Napoli Nord che aveva individuato “fenomeni di devianza amministrativa, finalizzati a favorire l’ingerenza della malavita locale sulla gestione dell’ente e dunque gli interessi criminali” e “l’ingerenza della criminalità organizzata nella vita amministrativa dell’ente ha trovato un puntuale riscontro, come prima già detto, anche nell’ambito dell’assegnazione degli appalti per lavori e servizi pubblici”.

Inoltre è emerso come “l’operato del Russo si è dimostrato colposamente deficitario, non avendo attivato i dovuti controlli sulle attività dei propri assessori, tanto più necessari nella degradata condizione in cui versava l’apparato organizzativo ed amministrativo dell’ente. Emblematica risulta sul punto la ripetuta, costante e sistematica ingerenza di imprese riconducibili alla criminalità organizzata nel settore delle onoranze funebre, altro ambito nel quale era ed è ricorrente la pervasiva azione delle consorterie criminali”.

Ciò è bastato per rigettare il reclamo di Aurelio Russo che quindi non potrà candidarsi alle prossime elezioni comunali che si terranno nel paese a nord di Napoli nella primavera del 2022. Attualmente il Comune di Sant’Antimo è guidato da una triade commissariale che ha dichiarato anche il dissesto finanziario a conferma della mala gestione politica avuta negli ultimi anni.

Si ringrazia il collega Francesco Saverio Petito per la stesura dei passaggi della Sentenza che potete leggere qui

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Arzano

Uomo ferito e portato in ospedale paura ad Arzano

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Un giovedì sicuramente non movimentato nella zona di Arzano dove nei pressi di un cimitero dopo pranzo si è verificato un tentato omicidio. I carabinieri che sono giunti subito sul posto hanno chiamato immediatamente i soccorsi ora starebbero ancora indagando per avere almeno una dinamica dei fatti e secondo le prime istruzioni coloro che hanno sparato i colpi erano due soggetti a bordo di uno scooter che avrebbero sparato cinque o sei colpi addosso a una persona la cui identità è ancora da accertare, che l’avrebbero preso nella zona del volto, precisamente all’altezza degli occhi. Trasportato in ospedale, è ora in prognosi riservata. Seguiranno aggiornamenti.

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Campania

Incendio nella zona agricola di Teverola

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A Teverola nella zona vicino Aversa si è verificato poche ore fa un grosso incendio che avrebbe preso il sopravvento con del materiale plastico all’interno di un capannone dell’autodemolizione Marino nella zona industriale PIP. Le fiamme sarebbero visibili addirittura da un miglio di distanza alcuni testimoni raccontano che le fiamme potevano arrivare fino nell’area Giugliano in Campania. Ora ci sono i Vigili sul posto e non ci sono al momento feriti e ne intossicati.

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