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Campania, inchiesta sui rifiuti: indagato il Presidente De Luca

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Continua a tenere banco in Campania l’inchiesta di qualche anno fa sulla gestione delle ecoballe e sulla raccolta differenziata. Qualche giorno fa gli inquirenti hanno chiesto una proroga delle indagini, di cui si stanno occupando i carabinieri.

Secondo le notizie riportate dall’Ansa, tra gli indagati ci sarebbe anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. L’avvocato Andrea Castaldo, che assiste anche l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, però, non ha ricevuto alcuna informazione di garanzia.

Inizialmente erano 23 gli iscritti nel registro degli indagati, l’assessore Bonavitacola, l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice, e diversi funzionari delle aziende partecipate Asia (azienda integrata nel territorio del Comune di Napoli, che effettua i servizi di igiene ambientale) e Sapna (società che si occupa della gestione integrata dei rifiuti nella provincia di Napoli). La proroga riguarda invece complessivamente 26 persone.

Nei confronti della Regione si ipotizzano i reati di omissione di atti di ufficio in relazione al mancato smaltimento delle “ecoballe” e anche in relazione al mancato commissariamento degli enti inadempienti agli standard imposti dalla Ue.

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Whirpool: nessuna lettera di licenziamento fino al prossimo 22 ottobre

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NAPOLI – La Whirlpool non invierà lettere di licenziamento fino al prossimo 22 ottobre. Così la multinazionale dopo l’ok dell’azienda alla richiesta degli avvocati del sindacato di rinviare l’udienza al prossimo venerdì sul ricorso presentato da Fim-Fiom-Uilm per condotta antisindacale.

La Whirlpool, informa una nota, conferma l’intenzione di chiudere comunque la procedura oggi, come annunciato.

L’azienda “conferma la propria disponibilità a lavorare fino al 29 ottobre con l’obiettivo di lavorare e definire un accordo vincolante con il consorzio e le parti sociali per definire la transizione entro e non oltre il 15 dicembre”.

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Scavi di Ercolano, rinvenuto lo scheletro di un fuggiasco

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Importante ritrovamento avvenuto presso gli scavi di Ercolano, dove è stato rinvenuto lo scheletro parzialmente mutilato di un uomo, con molta probabilità risalente all’eruzione di Pompei del 79 d.C.. A tal proposito, il Ministro della Cultura Franceschini, si è così espresso: “E’ una bellissima notizia, innanzitutto perché il ritrovamento è dovuto alla ripresa in questo luogo, dopo tanti anni, di uno scavo scientifico condotto dal personale tecnico del ministero“.

Pertanto, i resti dell’uomo, un maschio di età matura che, secondo i primi esami antropologici, dovrebbe avere avuto tra i 40 e i 45 anni, sono stati trovati alla base dell’altissimo muro di pietra lavica che oggi, chiude l’antico fronte a mare. Le ossa, appaiono di un rosso acceso, praticamente “l’impronta lasciata dal sangue della vittima“, afferma Franceschini che spiega, di come si tratti di una conseguenza del processo di combustione provocato a Ercolano dalla corrente di magma, cenere e gas arrivata dal Vesuvio.

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Terra dei Fuochi, rischio infertilità per il 60% dei ragazzi che ci vivono

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Preoccupano i dati certificati dalla Società Italiana di Riproduzione Umana, che chiarisce come circa il 60% dei ragazzi di 19 anni, che vivono nella Terra dei Fuochi, corrono rischi riproduttivi importanti. A tal proposito, Luigi Montano, presidente SIRU area andrologica, afferma che:

Il liquido seminale, è un ottimo marker, indicatore di salute ambientale del territorio. Abbiamo compiuto ricerche in giovani sani, che vivono in zone a diversa pressione ambientale in Campania e altre regioni italiane e, i dati, indicano rischi riproduttivi molto importanti per i giovani che abitano nella Terra dei Fuochi, nell’area di Brescia e nella Valle del Sacco del frusinate. Dalla ricerca, si evince che sui problemi riproduttivi, non incidono solo gli stili di vita ma anche i fattori ambientali“.

In particolare, la ricerca, ha fatto emergere alterazioni degli spermatozoi in oltre il 60% dei casi, con una motilità progressiva degli spermatozoi inferiore rispetto ai parametri fissati dall’OMS. Sulla questione, si è espresso anche Antonino Gugliemino, presidente SIRU, che ha così dichiarato: “Le coppie infertili, impiegano quattro anni, da quando chiedono aiuto per avere un figlio all’inizio di una terapia per l’infertilità. Troppo, soprattutto considerando che l’età media delle donne, che afferiscono ai centri di riproduzione, è di 36,7 anni: è necessario accelerare, il processo di approvazione delle linee guida cliniche sulla procreazione medicalmente assistita e, attivare i percorsi dedicati, per sostenere una coppia in ricerca di un figlio”.

Conclude, Stefania Iaccarino, coordinatrice del Comitato Sud, che si è così espressa: “Purtroppo, in Campania, non c’è una risposta adeguata, perché c’è la realtà del pubblico e quella del privato, ma manca il privato convenzionato, che darebbe la possibilità ai cittadini di poter scegliere un’assistenza anche in strutture diverse“.

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