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[Video] Squalo spunta sotto la barca: paura a bordo

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Uno squalo azzurro è stato avvistato qualche giorno fa al largo di Santa Marinella, nel Lazio. Il video dell’incontro ravvicinato con una barca di pescatori ha fatto rapidamente il giro del web, finendo anche nella pagina social di Welcome to Favelas. Le immagini, secondo quanto riporta La Repubblica, risalirebbero a domenica 30 maggio e, come ha specificato la Capitaneria di Porto, l’esemplare immortalato è una ventresca, e cioè uno squalo piuttosto comune, lungo circa due metri.

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De Luca “Il blocco del gas sarebbe un suicidio”

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Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è tornato a parlare della guerra in Ucraina e dei rischi per l’Italia soprattutto relativamente al problema delle forniture di gas.

Queste le sue parole: “Sono molto infastidito del fatto che tanti osservatori ed esponenti politici hanno scoperto con l’Ucraina che la guerra è fatta di barbarie. Non è che le guerre precedenti fossero fatte con la distribuzione di petali di rose. Le stragi, l’uccisione dei civili, le violenze, gli stupri fanno parte di tutte le guerre, nessuna esclusa. Nel caso dell’Ucraina abbiamo un colpevole certo che è la Russia ma non ci sono innocenti in questa guerra.

“Non sono innocenti quelli che hanno assistito per 8 anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito, quelli che negli ultimi due anni hanno inondato l’Ucraina di un fiume di armi avanzate, quelli che fino a 5 mesi fa non hanno mai pronunciato neanche la parola neutralità”.

“Parliamo di armi da inviare, sanzioni, vincitori e vinti ma non di milioni di cittadini ucraini che stanno vivendo un calvario. Il cessate il fuoco, è qualcosa che sembra non interessare nessuno. Ho sentito il ministro degli esteri ucraino chiedere tre cose: armi, armi e armi. Io avrei chiesto armi, aiuto per il popolo ucraino e un’azione diplomatica efficace per arrivare da subito al cessate il fuoco”

Quanto alle conseguenze del conflitto sull’Italia: ” Oggi i margini per il cessate il fuoco sono molto stretti perché diventa complicato fermare la Russia dopo che ha invaso. Così rischiamo due cose. Innanzitutto una guerra lunghissima. L’altro elemento che deve preoccuparci è che rischiamo di portare la guerra in casa nostra”.

“Vedo che si affronta il problema delle sanzioni con grande semplicismo. Io auspicherei maggiore prudenza nel linguaggio da parte del Governo italiano. Noi siamo schierati nettamente con l’Europa e con la Nato ma siamo diventati il paese che grida di più di tutti essendo il più dipendente dal punto di vista energetico. Sarebbe a mio parere opportuno avere perlomeno lo stesso atteggiamento che hanno i tedeschi, i francesi, gli spagnoli. Tutti condannano la guerra, quasi nessuno lavora per un’iniziativa diplomatica ma nessuno hai toni che sta avendo l’Italia”.

“Noi abbiamo il dovere di garantire all’Italia il lavoro e non si può affrontare il tema dell’energia o della sospensione delle forniture di gas in maniera semplicistica. Se dovesse bloccarsi l’apparato produttivo del nostro Paese noi cominceremo ad avere il problema del lavoro, come già abbiamo in alcuni comparti produttivi per l’aumento del prezzo dell’energia. Se si dovesse sospendere la fornitura di gas dovremmo fare i conti con un altro problema che è quello del pane per i nostri lavoratori”.

“Non va bene questo scivolare in maniera quasi inconsapevole sul piano dell’incremento degli armamenti, del prolungamento del conflitto o addirittura sul piano che prevede il blocco delle forniture di gas. Questo sarebbe un suicidio per noi. Mi auguro che sempre di più comprendiamo che siamo arrivati ad un punto delicato”.

“Se continuiamo a scivolare su questo piano inclinato ho la sensazione che dobbiamo parlare per mesi di questa guerra e di queste tragedie. Auguriamoci che prevalga la saggezza e il senso di responsabilità e la moderazione nel linguaggio, nei comportamenti e nelle concrete iniziative di pace da prendere quanto prima possibile”.

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Casal di Principe: allevamento lager di pitbull. Tre le denunce per maltrattamenti su animali

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CASAL DI PRINCIPE – La polizia giudiziaria della Municipale ha rinvenuto l’esistenza di un allevamento di pitbull dalle condizioni impietose in zona Casal di Principe, provincia di Napoli.

L’allevamento costava di una serie di gabbie, alcune di ferro altre di legno, di dimensioni piuttosto ridotte e mal tenute. I cani erano legati con un collare e guinzaglio di ferro ai pali presenti all’interno e camminavano tra le loro stesse feci. L’acqua, poca, era sporca e di certo non priva di batteri. Gli animali erano in evidente stato debilitativo, probabilmente non mangiavano già da tempo.

Sono 8 i pitbull salvati, si pensa, tuttavia, che ve ne fossero di più a giudicare dalla presenza di altre gabbie evidentemente abitate. Sono stati trovati anche dei cuccioli di pitbull proprio nella struttura che, fortunatamente, essendo piccoli non hanno penato quanto i loro fratelli maggiori.

Gli animali sono stati prelevati e trasportati presso la struttura sanitaria convenzionata con il Comune da cui, a cure veterinarie terminate, saranno affidati a famiglie. Denunciate 3 persone per il delitto di maltrattamento animale, così come accertato dal servizio veterinario intervenuto.

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Marina di Camerota: scontento tra i padroni di cani. Dalle finte strutture “pet friendly” alle ordinanze della Capitaneria di Porto

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SALERNO – La stagione estiva sta volgendo al suo culmine, eppure non poche sono le lamentele dei turisti che hanno scelto come meta Marina di Camerota, in provincia di Salerno. Scontento che non si ferma al Comune camerotano, ma coinvolge tutte le aree limitrofe.

Ad alzare la voce sono i proprietari di cani che, oramai da anni a questa parte, sono obbligati a rivolgere le attenzioni verso altre località marine a causa di un’ordinanza della Capitaneria di Porto che impedisce ai loro amici a quattro zampe di bagnarsi nel mare dalle 8.00 del mattino alle 6.30 della sera.

Unico conforto per loro sembra essere la spiaggia “Bau Bau beach” presente sul territorio di Palinuro, nella frazione di Centola, ove è concesso loro di divertirsi e fare il bagno. E’ inoltre a loro disposizione una doccia ed una ciotola per abbeverarsi. Mario, il proprietario della struttura, è stato il primo in tutta la zona a creare un ambiente per i nostri amici e spera di ampliare la sua struttura balneare in un futuro prossimo.

La polemica, tuttavia, non riguarda unicamente i lidi, ma anche alcune strutture “pet friendly” che obbligano i padroni a delle scelte tutt’altro che amichevoli. Abbiamo a tal proposito, raccolto la storia di Adriana, proprietaria di un chihuahua, a cui hanno chiesto di non portare il cane nelle aree comuni dell’albergo prima della mezzanotte. Quest’ultima è dunque obbligata a procedere con una staffetta, coinvolgendo tutta la sua famiglia, al fine di fare colazione (inclusa nei servizi pagati)”.

Questa è solo una delle tante, troppe storie, che sono giunte al nostro orecchio e di cui speriamo di darvi in futuro un aggiornamento che valorizzi davvero “il migliore amico dell’uomo”, non solo come strumento di caccia o salvataggio, ma nella sua funzione di essere in quanto tale.

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