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Caivano Inaugurata la sede “Una stanza tutta per sé” nella Tenenza di Caivano

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Questa mattina è stata inaugurata, presso la sede della Tenenza di Caivano, “Una stanza tutta per sé”, dedicata all’accoglienza e all’ascolto delle vittime di violenza di genere, nell’ambito di un protocollo nazionale stipulato nel 2019 tra il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e la Presidenza dell’Associazione Soroptimist International Italia.
In linea con gli obiettivi dell’intesa, il Soroptimist Club Napoli Vesuvius ha donato gli arredi e i materiali informatici per la realizzazione della Stanza, dedicata all’ascolto e alla denuncia da parte delle donne: uno spazio che si connota per la scelta degli allestimenti, distinti da quelli degli uffici ordinariamente utilizzati per la ricezione delle denunce. Offrono, infatti, un senso di accoglienza e vicinanza con colori, luci e arredi che richiamano quelli di un’ambiente domestico più che quelli di un ufficio di polizia. Sono funzionali a favorire la necessaria empatia tra le vittime e gli operatori secondo un modello di prossimità e di dialogo già proficuamente sperimentato nelle procedure operative dell’Arma.
La progettualità si affianca alle importanti iniziative adottate dall’Arma dei Carabinieri, con l’istituzione, a livello nazionale sin dal 2009 di una Sezione Atti persecutori nell’ambito del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche, con la realizzazione di una rete nazionale periferica di personale specializzato nella violenza di genere e con la diffusione di un Prontuario tecnico-operativo che fornisce al personale un riferimento qualificato per la gestione dei casi. E ancora, in provincia di Napoli si è dimostrato di grande utilità il “Mobile Angel”, uno smartwatch che consente alle vittime di allertare tempestivamente i carabinieri in caso di pericolo con un semplice click.
La scelta di realizzare la Stanza nella sede di Caivano, che fa il pari con quella allestita nella stazione di Napoli Capodimonte, ha un significato particolare perché testimonia l’attenzione istituzionale al fenomeno della violenza di genere in un territorio sensibile, sia sotto il profilo della criminalità organizzata che comune. Il contesto di degrado sociale del rione Parco Verde, nel tempo, ha generato problematiche significative con episodi di assoluta gravità che hanno visto coinvolti purtroppo anche i minori. Un territorio quello di Caivano su cui l’Arma dei Carabinieri investe il proprio impegno, non solo nelle indagini ma anche sul piano della prevenzione e della vicinanza, come testimonia l’odierna iniziativa sviluppata d’intesa con Soroptimist.

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Terminato l’incontro tra Biden e Putin: “Una conversazione assai costruttiva”

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È terminato l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin.

I colloqui sono durati circa due ore. Il leader russo ha detto che con il neo presidente americano non c’è stata ostilità e la conversazione è stata costruttiva.

«Valutazione generale: ritengo che non ci sia stata nessuna ostilità. Al contrario il nostro incontro ha avuto luogo su una base di principi. Su molte posizioni le nostre valutazioni divergono. Ma a mio parere da entrambe le parti è stato dimostrato il desiderio di capirsi a vicenda e cercare modi per avvicinare le posizioni. La conversazione è stata assai costruttiva. È stato un incontro produttivo, e proficuo, al termine del quale si intravvede uno spiraglio di fiducia», ha detto in conferenza Putin. Precisando, poi, però «Questo non vuol dire che ci prometteremo amicizia eterna».

Secondo Putin, Biden «ha fornito una spiegazione che io ho trovato soddisfacente» a proposito dell’appellativo «killer» che gli era stato rivolto in un’intervista dal presidente Usa. «Ho visto di persona che Biden è una persona di grande esperienza. Non si hanno conversazioni così lunghe con tutti i leader, è molto diverso dal presidente Trump», ha detto Putin, sottolineando che il faccia a faccia con il presidente Usa è durato due ore.

Prima del via all’incontro c’è stato un breve scambio di battute tra Biden e Putin alla presenza dei giornalisti. «Credo sia sempre meglio incontrarsi faccia a faccia», ha detto il presidente Usa. «Spero che il nostro incontro sia produttivo», ha replicato il leader russo.

I due leader si sono seduti dietro le rispettive bandiere, Biden con le gambe accavallate, a differenza di Putin (che non ha questa abitudine). I due sono stati divisi da un vecchio mappamondo che appare assumere un significato simbolico in questo vertice in cui si discutono tanti dossier decisivi per il futuro del pianeta. La sede del vertice una biblioteca che contiene una ricca collezione libraria, con numerosi volumi antichi.

I due leader hanno scambiato inizialmente pochissime parole di circostanza, restando poi a lungo in silenzio. Biden è apparso sorridente e rilassato, Putin più teso e austero. Con loro anche i rispettivi capi della diplomazia, Antony Blinken e Serghiei Lavrov.

Si è parlato inoltre di Ucraina e della possibilità che Kiev aderisca alla Nato. «Non c’è nulla da discutere. Questo argomento è stato affrontato, ma non posso dire che sia avvenuto in modo molto dettagliato. A quanto ho capito il presidente Biden è d’accordo sul fatto che alla base della soluzione in Ucraina orientale debbano esserci gli accordi di Minsk», ha detto Putin.

Un altro tema in merito al quale si sono aperte le polemiche è quello del caso Navalny. Putin ha detto che l’oppositore russo Aleksey Navalny «ha agito apposta per farsi incarcerare e ha violato consciamente la legge russa».

Senza mai nominarlo direttamente Putin ha detto: «Sapeva che stava violando la legge, non si era registrato come una persona in libertà condizionata ed è andato invece all’estero per curarsi. Una volta uscito dall’ospedale è tornato in Russia, ha postato i suoi video. Ha ignorato le richieste della giustizia. Ha deciso di essere arrestato».

Entrambe le parti riconoscono che il rapporto tra i due Paesi è ai minimi termini. Nonostante questo la Casa Bianca punta a rinnovare le relazioni con la Russia.

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Vaccino sperimentato al Pascale: efficace contro il Covid e le varianti

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Proseguono i test sul vaccino anti-covid eVax, il candidato italiano prodotto dalle aziende Takis e Rottapharm Biotech e che ha coinvolto nella sperimentazione anche il Pascale di Napoli.

Secondo i dati dei modelli preclinici, pubblicati sul sito BioRxiv, il farmaco riuscirebbe a contrastare il virus mostrandosi efficace anche contro le varianti.

I risultati provengono dalle analisi condotte su modelli animali relativi alla sperimentazione clinica di fase 1 e 2 attualmente in corso.

Lo studio è frutto della sinergia tra Istituto Spallanzani, Istituto Regina Elena, Ingm e ospedale San Raffaele di Milano, università tedesca e israeliana, National Infection Service del britannico Public Health England.

Sulla base di tale studio a inizio marzo sono state avviate le sperimentazioni presso alcuni dei più importanti centri italiani: Ospedale San Gerardo di Monza, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli, Istituto Spallanzani e Centro Ricerche Cliniche di Verona. Il tutto col supporto dei laboratori di VisMederi di Siena.

Il vaccino italiano, sia nel suo funzionamento che per le modalità di somministrazione, si differenzia da quelli finora autorizzati per la messa in distribuzione. Il candidato eVax, infatti, utilizza la tecnologia del Dna e la tecnica di elettroporazione sviluppata grazie alla collaborazione con l’azienda IGEA di Carpi: saranno brevi stimoli elettrici a consentire il passaggio del Dna all’interno delle cellule.

Sono stati avviati anche i primi test sull’uomo. Questi hanno coinvolto anche la città di Napoli dove il farmaco è stato iniettato ad un campione di volontari.

I risultati finora emersi, e presentati ad un’importante rivista internazionale, mostrano che il candidato riesce a contrastare il covid, agendo positivamente anche sui nuovi ceppi.

Lo studio clinico è in corso e ci aspettiamo i primi risultati su sicurezza ed immunogenicità del vaccino per fine Agosto. Nello scenario attuale, COVID-eVax potrebbe rappresentare un ottimo strumento in Paesi dove non c’è attualmente disponibilità di vaccini o come richiamo della risposta immunitaria nel tempo indotta da altre piattaforme vaccinali” ha concluso Lucio Rovati, Presidente e Direttore Scientifico di Rottapharm Biotech.

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Coronavirus in Italia: diminuiscono i decessi e gli ingressi in terapia intensiva

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Sono 1.400 i nuovi casi di Coronavirus individuati in Italia dalle autorità sanitarie, per un totale di 4.248.432 infezioni registrate da inizio pandemia. Ieri, 15 giugno, l’incremento dei contagi era stato pari a 1.255. Nelle ultime 24 ore, sono morte 52 persone nel Paese. Il giorno precedente, le vittime erano state 63.

Stando al dato riportato nel bollettino della Protezione Civile e del Ministero della Salute, oggi, mercoledì 16 giugno, il numero dei decessi da febbraio 2020 ad oggi ammonta a 127.153.

Continua a calare la pressione sulle strutture ospedaliere. Dei 101.855 attualmente positivi in Italia, 3.064 sono ricoverati con sintomi non gravi (ieri erano 3.333). In terapia intensiva, invece, il numero di pazienti scende a 471 (ieri era pari a 504). Nelle ultime 24 ore, i nuovi ingressi in rianimazione sono stati 9, mentre il 15 giugno erano 26.

Sono stati analizzati, nell’ultima giornata, 203.173 tamponi, per un totale di 69.099.370 test eseguiti da quando è iniziata l’emergenza. Ieri, il numero di tamponi esaminati ammontava a 212.112.

Il tasso di positività passa dallo 0,6% del 14 giugno allo 0,7% odierno.

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