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Cronaca

Costringeva le figlie minorenni a prostituirsi in cambio di sigarette e pochi euro: arrestata

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Orribile episodio avvenuto a Paola, in provincia di Cosenza, dove due ragazze minorenni, sono state costrette dalla mamma e dalla nonna a prostituirsi ad un anziano del posto, in cambio di qualche stecca di sigarette e pochi euro. La vicenda, è emersa lo scorso 17 maggio e ha portato all’arresto della nonna e di un uomo. Oggi, è stata arrestata anche la madre delle due ragazze. Pertanto, gli agenti del Commissariato di Polizia locale, grazie alla versione fornita dall’uomo, sono riusciti a risalire al ruolo della donna nella vicenda: pare infatti che, fosse lei la vera domina delle figlie e che le costringesse a vendersi all’uomo in cambio di generi alimentari, poche decine di euro e stecche di sigarette.

È stato scoperto, che era proprio la donna ad insistere affinché gli incontri avvenissero, incitando l’uomo a farle la spesa e comprarle le sigarette e invitando le figlie ad “accompagnarlo”, nel mentre l’uomo era autorizzato dalla stessa donna ad approfittare delle due minorenni. La terza figlia, di 5 anni, è stata salvata dalla vicenda appena in tempo.

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Torre del Greco: si allaccia abusivamente alla rete idrica. Arrestato.

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Ieri sera, gli agenti del Commissariato di Torre del Greco hanno effettuato un controllo presso un esercizio commerciale di via Montagnelle dove, con il supporto di personale tecnico della GORI, hanno accertato che il titolare aveva creato un sistema abusivo di fornitura idrica per il proprio locale, allacciando le tubature di alimentazione dell’acqua ad un misuratore con matricola abrasa. Gli operatori hanno, altresì, constatato che per quell’attività commerciale non vi era alcun contratto di fornitura idrica. D.L., 36enne di Torre del Greco con precedenti di polizia, è stato arrestato per furto aggravato e danneggiamento.

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Cronaca

Afragola, tentata rapina ad un negozio: banditi messi in fuga dal titolare

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Ennesima rapina avvenuta ad Afragola, questa volta ai danni di un negozio di telefonia. L’episodio risale allo scorso 9 settembre, quando due uomini dal volto coperto da un casco, hanno fatto irruzione nell’esercizio commerciale armati di pistola e minacciando i dipendenti, anche se grazie al coraggio del titolare, non sono riusciti a portare via il bottino.

Tuttavia, in diversi gruppi Facebook è stato postato il filmato delle telecamere di videosorveglianza, opportunamente segnalato al Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli, il quale ha così commentato:

“Questo commerciante, probabilmente esasperato dalla delinquenza dilagante, ha istintivamente reagito ai banditi, anche per difendere la dipendente che, come si vede dal filmato, era stata spintonata, dimostrando davvero tanto coraggio. Speriamo che questa volta, non venga abbandonato dalla gente del posto, com’era accaduto al titolare di un negozio di computer, sempre ad Afragola, che aveva messo in fuga i rapinatori scaraventandogli contro i componenti di un PC, lo scorso giugno”.

Poi, conclude: “Afragola, ma in generale tutto il nostro territorio è succube della criminalità, e la gente è spaventata ed arrabbiata. Tempo per pensare e discutere su cosa fare non ce n’è più, ora bisogna agire. Va subito varato un nuovo piano sicurezza”.

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Cronaca

Calciatore-narcos arrestato a Napoli, la moglie: “Mio marito è innocente, ma abbiamo finito i soldi per provarlo”

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Lyda Valenzuela è la moglie dell’ex calciatore colombiano Antony De Avila Charris, 58 anni, arrestato a Napoli il 21 settembre dello scorso anno, perché ritenuto un narcotrafficante di ‘caratura’.

Tuttavia, la sua consorte, ha così dichiarato:

“Per provare l’estraneità ai fatti contestati abbiamo dovuto vendere delle proprietà, servono altre risorse ma non ne abbiamo più. Mi sono stancata di bussare alle porte, di chiedere aiuto a tante persone, ex giocatori che condividevano con Anthony, dirigenti, allenatori , tifosi, politici. Hanno detto che ci avrebbero aiutato, ma non si sono più fatti vedere. Altri, non rispondono nemmeno al telefono. Mi sento sola. Quell’amore che hanno professato ad Anthony quando era un giocatore e dopo il suo ritiro, non lo vedo”.

Secondo gli inquirenti, l’ex calciatore era legato al cartello di Cali, dove ricopriva un importantissimo ruolo di primo piano, quello di garante: era lui a decidere se la cocaina dovesse o meno arrivare in Italia. In seguito, fu arrestato una prima volta nel 2001, ma una volta scarcerato fece perdere le proprie tracce, fino all’arresto dello scorso anno.

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