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Cronaca

Beni confiscati: minacce e messaggi “inquietanti” al Sindaco di Quarto

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Messaggi “inquietanti” sono stati fatti pervenire all’indirizzo del sindaco di Quarto, in provincia di Napoli, Antonio Sabino, a colui che gestisce i beni confiscati alla criminalità, Nello Mazzone, e all’amministrazione comunale, dopo l’acquisizione, tre giorni fa, al patrimonio dell’Ente di cinque immobili tra cui la villa di un personaggio considerato dalla DDA di Napoli elemento di spicco della criminalità organizzata locale.

Come riporta l’Ansa, il primo cittadino e il suo referente hanno subito inviato una nota informativa alla Prefettura e alle forze dell’ordine.

Abbiamo inviato una segnalazione ufficiale di quanto sta avvenendo alla Prefettura di Napoli, al comando compagnia Carabinieri di Pozzuoli e alla Tenenza di Quarto, per le valutazioni che riterranno più opportune compiere una segnalazione circostanziata, alla quale abbiamo allegato materiale dal quale si evince il tenore inquietante del clima che stiamo vivendo in queste ore, dopo l’acquisizione al patrimonio comunale di questi immobili. Messaggi anche inneggianti alla figura del soggetto condannato e che abitava in quella casa. Messaggi e atteggiamenti da stigmatizzare, su cui ora saranno le autorità competenti a fare piena luce e chiarezza, anche se è evidente e percepibile il clima fortemente ostile nel quale questa Amministrazione sta lavorando sul tema dei beni confiscati” ha dichiarato il primo cittadino.

Per quanto riguarda le attività di gestione e reimpiego dei beni attualmemte in corso, Sabino e Mazzone hanno voluto precisare che l’amministrazione comunale di Quarto “andrà avanti, a cominciare dalla inaugurazione, il prossimo primo luglio, dell’albergo sociale del ‘Dopo Di Noi’ in tre ville confiscate e assegnate con bando pubblico e, poi, il 19 luglio con la ‘Giornata della Legalità’ che festeggeremo a Quarto. La Quarto onesta e perbene, che è la stragrande maggioranza, è tutta dalla nostra parte“.

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Cronaca

Dramma in casa Ballack: morto a soli 18 anni il figlio Emilio

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Dramma in casa Ballack. Infatti, il figlio dell’ex campione tedesco, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto stanotte. I fatti, raccontano che il giovane Emilio, 18 anni, è morto per le conseguenze di un tremendo impatto mentre era alla guida di un quad, sulle strade di Troia, penisola a sud di Lisbona, dove stava trascorrendo le vacanze. Emilio, era il secondogenito di Ballack: gli altri figli sono Louis, 19 anni e Jordi, 15 anni.

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Cronaca

Tragedia al cantiere: operaio muore travolto da una ruspa

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Dramma avvenuto nella serata di ieri a Parma, dove un 53enne operaio, è morto sul lavoro in un cantiere dell’autostrada A15. Secondo una prima ricostruzione, pare che l’uomo, sia stato travolto da una ruspa che andava in retromarcia e che lo ha schiacciato contro una macchina asfaltatrice. La vittima, residente in provincia di Reggio Emilia, era dipendente di un’azienda del settore edile del modenese: sul posto, anche un Pm della Procura di Parma. Seguiranno aggiornamenti!
   

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Cronaca

Benevento, choc in carcere: detenuto trovato impiccato

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Tragedia avvenuta nel pomeriggio di ieri nel carcere di Benevento, dove un 30enne detenuto di origini romene, si è impiccato. A dare la notizia, è stato il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambrello. Ecco le sue parole: “È il quarto della Campania quest’anno, dopo i suicidi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, Avellino, Poggioreale, più il 16enne agli arresti domiciliari che si suicidò in una comunità di accoglienza. Complessivamente, in Italia, siamo arrivati a 29 suicidi tra i detenuti, alcuni presenti nelle articolazioni psichiatriche delle carceri. Stefan, era arrivato a maggio 2019 nel carcere di Benevento, accusato di furto, ricettazione e oltraggio”.

Poi aggiunge: “In un recente convegno nazionale, che ho promosso sulla salute mentale nei luoghi privati della libertà personale, ho sostenuto che l’efficacia di risposta ai bisogni di assistenza in carcere è davvero scarsa, a macchia di leopardo negli istituti dove, compreso Benevento, mancano psichiatri, progetti di inclusione sociale e un habitat fatto di spazi e relazioni. Quello che si richiede a tutti noi e alla politica in particolare, è la capacità di operare un salto culturale che riporti al centro i diritti dei sofferenti psichici dentro e fuori ogni mura. La salute mentale, è insidiata dalla costrizione fisica e dalla dipendenza totale per qualsiasi necessità della vita quotidiana. I luoghi chiusi, comprimono i diritti individuali in maniera incontrovertibile”.

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