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G20 Napoli. Tangenziale gratis il 22 e il 23 luglio

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Tangenziale di Napoli gratis ai caselli di Corso Malta e Fuorigrotta giovedì 22 e venerdì 23 luglio dalle ore 7 alle 22 a causa del G20.

La richiesta è arrivata dalla Prefettura di Napoli alla società Tangenziale per agevolare gli spostamenti in città.

La zona di piazza del Plebiscito e del Lungomare di via Partenope e via Nazario Sauro sarà infatti interdetta alla circolazione per il periodo del summit dei ministri dell’Ambiente. Su via Chiatamone, contemporaneamente, sarà istituito il doppio senso di marcia, ma considerando che la strada è piuttosto stretta e che la Galleria Vittoria è ancora chiusa a causa del crollo di settembre, il Comune ha consigliato agli automobilisti di preferire come percorso alternativo la Tangenziale per spostarsi tra la parte occidentale e quella orientale della città.

L’esenzione del pedaggio al momento non è ancora ufficiale. Bisognerà attendere il comunicato della Prefettura di Napoli, condiviso dal Comune e dalla società Tangenziale, per avere l’ok definitivo, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. La richiesta è stata però inserita nell’ordinanza prefettizia sul G20.

Fonti del Comune hanno confermato a Fanpage.it che il pedaggio sarà sospeso per quei due caselli nelle due giornate del G20.

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Attualità

In memoria di Giancarlo Siani: assassinato dalla Camorra 37 anni fa

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Giancarlo Siani era un ragazzo che amava la vita, che come tutti i giovani aveva dei sogni, come quello di diventare giornalista. In tal senso, aveva mosso i primi passi nella sua Torre Annunziata, collaborando con un giornale locale, per poi passare a Il Mattino di Napoli.

In particolare, il suo interesse era rivolto alla Camorra e ai suoi rapporti con la politica, che si ripercuotevano anche sui cittadini onesti. Giancarlo Siani amava la verità, che ricercava con impegno e determinazione, senza abbassare la testa dinanzi a chi, all’epoca, comandava nel territorio vesuviano.

Pertanto, la sua lotta alla Camorra non passò inosservata, ma divenne scomoda e per questo, meritevole della morte. Era il 23 settembre 1985, quando il giornalista venne assassinato. Era appena rientrato a bordo della sua Mehari verde, ma non poteva di certo immaginare che due sicari, lo attendessero sotto casa sua per ucciderlo.

Giancarlo Siani morì a soli 26 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella sua comunità ma diventando uno degli esempi più fulgidi della lotta alla Camorra. Grazie anche ai suoi 651 articoli e le varie inchieste pubblicate su alcune riviste, quali ‘Il lavoro nel Sud’ e l’Osservatorio sulla Camorra’.

Tuttavia, a distanza di 37 anni da quella terribile sera, il suo impegno e la sua inesauribile ricerca della verità devono essere da monito per le nuove generazioni, per far sì che la sua lotta non vada perduta, non sia stata solo tempo perso. Perché personaggi come Giancarlo Siani rappresentano la speranza, la voglia di riscatto di un territorio messo in ginocchio dalla criminalità e perciò, è diventato oramai un rito liturgico quello di testimoniare, nei giorni prima del 23 settembre, con grandi parate di celebrazioni, l’anniversario della sua morte.

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Caso Pogba, il fratello Mathias dal carcere: “Ha pianificato di farmi rinchiudere, è malsano”

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Assume contorni sempre più grotteschi, la vicenda che vede coinvolti il calciatore della Juventus Paul Pogba e suo fratello Mathias.

In particolare, quest’ultimo, è stato arrestato la scorsa domenica per estorsione in banda organizzata e associazione per delinquere, in merito all’ormai famoso episodio dello scorso 19 marzo, quando il fratello del centrocampista sarebbe stato rapito e intimato nel consegnare ben 13 milioni di euro, dietro la minaccia di una pistola.

Tuttavia, nonostante l’accusa, Mathias si è dichiarato “totalmente estraneo ai fatti”, rincarando poi la dose su Twitter. Infatti, ha fatto discutere questo Tweet, nel quale egli dichiara:

“Qualcuno sta utilizzando le storie di vittime reali per farsi passare per vittima. Qualcuno disposto a calpestare tutto e tutti, la propria famiglia, la propria immagine e il proprio successo, solo per il proprio piacere. Se volete davvero capire, provate per un attimo a mettervi nei miei panni e considerate che tutto ciò che dico è vero. Prendetevi il tempo di ascoltare tutto ciò che ho da dire, allora potrete capire con quale persona profondamente malsana avete a che fare”.

Chiaro il riferimento al fratello Paul, che accusa addirittura di tirannia:

“Esistono situazioni simili a quelle di Adebayor, ma anche situazioni opposte, in cui le famiglie sono vittime di calciatori tirannici. Parlo non per i soldi, ma per fermare l’ingiustizia. Per fermare l’assunzione di persone cattive a eroi. Parlo e poi fate di me quello che volete, visto che ero già condannato quando mio fratello ha deciso di farlo. Questo perché, come avete visto tutti, anche se non avessi parlato, lui aveva già deciso e pianificato di farmi rinchiudere, facendomi passare per il cattivo. Cosa che ora molti devono credere, grazie alla sua storia preparata e alla sua comunicazione in ombra”. E come tutti sanno, la giustizia non è uguale per ricchi e poveri, per famosi e sconosciuti. Quindi sì, lo denuncio esponendo la sua ingiustizia al mondo prima di non poterlo più fare, perché la sua ipocrisia è pubblica”.

Inoltre, Mathias spiega il motivo per cui ha deciso di non parlare fin dal principio, preferendo di pubblicare un video misterioso sui social:

“Tutti si sono chiesti perché non facessi direttamente le mie rivelazioni, pensando che volessi ricattare mio fratello, ma quello che volevo era che si assumesse la responsabilità di se stesso e riparasse alle sue ingiustizie. Non fatevi ingannare e, soprattutto, prestate attenzione alla storia. Queste dichiarazioni sono di mia spontanea volontà. Questa volta parlerò dei file. Il mio racconto sarà lungo, perché non avrò molte possibilità di esprimermi. Prima di arrivare ai video con le rivelazioni, troverete altre due affermazioni di fila”.

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Mafia e voto di scambio: arrestato Salvatore Ferrigno, candidato del centrodestra

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Sono passate appena 24 ore dall’arresto per corruzione di Barbara Mirabella, candidata alle Regionali per FdI, che nella mattinata odierna i carabinieri di Palermo hanno tratto in arresto Salvatore Ferrigno, 62enne candidato al Parlamento regionale siciliano alle prossime elezioni, nei Popolari Autonomisti di Raffaele Lombardo, lista della coalizione sostenitrice dell’ex presidente del Senato Renato Schifani.

In particolare, l’uomo è accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Inoltre, insieme a lui sono finiti in manette anche il boss Giuseppe Lo Duca e Piera Lo Iacono, la quale sarebbe stata l’intermediaria tra il politico e la Mafia.

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