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Cronaca

[Video] Marano. Una perquisizione fasulla: entrano in casa, fingendosi Carabinieri, e li rapinano

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Nella mattinata odierna, il personale della Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord che ha coordinato una complessa attività investigativa, nei confronti di tre soggetti, i primi due gravemente indiziati dei reati di rapina aggravata, possesso di segni distintivi contraffatti e lesioni aggravate ed il terzo dei reati di ricettazione e riciclaggio.

Nelle prime ore del mattino del 14 luglio 2020 un gruppo composto da 5 soggetti, muniti di pettorine, mascherine antibatteriche e una paletta segnaletica riportanti lo stemma contraffatto dell’Arma dei Carabinieri, simulando inizialmente una perquisizione, ha perpetrato una rapina all’interno di un’abitazione sita in Marano di Napoli (NA).

I rapinatori, armati di pistola hanno asportato dalla cassaforte circa 25.000 euro in contanti, titoli, nonché orologi e preziosi del valore complessivo di circa € 70.000,00, per poi darsi alla fuga a bordo di un’autovettura.

La reazione delle persone offese, che nel corso della rapina si sono rese conto della falsa identità dei “Carabinieri”, è stata neutralizzata anche con l’uso di manette.

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Cronaca

Uccide il bambino Samuele e va a mangiare una pizza

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NAPOLI “Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto. L’ho fatto perché in quel momento ho avuto un capogiro”.

Queste le dichiarazioni rese da Mariano Cannio, il 38enne fermato dopo la morte del piccolo Samuele Gargiulo, il bambino di 4 anni deceduto venerdì pomeriggio dopo essere stato lanciato dal terzo piano di un edificio situato nei pressi di via Foria a Napoli.

Ho immediatamente udito delle urla provenire dal basso e mi sono spaventato consapevole di essere causa di quello che stava accadendo. Sono fuggito dalla casa e sono andato a mangiare una pizza nella Sanità. Poi ho fatto ritorno alla mia abitazione. Mi sono steso sul letto ed ho iniziato a pensare a quello che era accaduto – ha ribadito Cannio -, dopo sono sceso e sono andato ad un bar in via Duomo ed ho preso un cappuccino ed un cornetto, poi sono rientrato a casa dove mi avete trovato”.

Mariano Cannio, ha rilasciato alcune dichiarazioni, in sede di sommarie informazioni, poi confermate in sede di interrogatorio dinanzi al pm, alla presenza del difensore, l’avvocato Maria Assunta Zotti. “Attualmente sono in cura al centro di igiene mentale in via Santa Maria Antesecula (Sanità), e vengo seguito da un dottore che mi ha riferito che sono affetto da schizofrenia”, ha poi aggiunto. “Non ho detto alla famiglia Gargiulo che ero in cura presso il centro di igiene mentale tantomeno che soffrivo di schizofrenia”, ha concluso.’

Una persona “di spiccata pericolosità, nonostante l’assenza di precedenti”. Così viene descritto l’omicida di Samuele.

Secondo il gip Valentina Gallo del Tribunale di Napoli è “concreto il pericolo che l’indagato, se lasciato in libertà, possa disporsi nuovamente alla commissione di reati della stessa specie di quello per cui si procede, ponendo in pericolo le esigenze primarie di tutela del bene giuridico, la vita e l’incolumità personale”. 

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Campania

La confessione dell’assassino del Bambino

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A un tratto l’ho preso in braccio e sono uscito fuori dal balcone. Giunto all’esterno con il bambino tra le braccia, mi sono sporto a ho lasciato cadere il piccolo”.  Queste sono le parole di Mariano Cannio il 38enne per il quale oggi i giudici hanno confermato il fermo per l’omicidio del piccolo Samuele, il bimbo di 4 anni morto dopo la caduta dal balcone di casa a via Foria.

Ho immediatamente udito delle urla – ha aggiunto Cannio – e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo”. A mettere i brividi è però un’ulteriore dichiarazione: “Sono andato a mangiare una pizza nella Sanità”.

Ora per il 38enne i legali potrebbero chiedere verifiche psichiatriche, per stabilire cioè se fosse capace di intendere e volere al momento dell’incidente e se sia una persona socialmente pericolosa. 

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Città

Ladri di scooter scatenati a Pianura

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E’ emergenza microcriminalità nel quartiere Pianura a Napoli. La segnalazione arriva dai residenti che hanno sottolineato come, nell’ultima settimana, i furti siano in pericoloso aumento. Il fenomeno, stando a quanto da loro raccontato, riguarderebbe soprattutto la ‘sparizione’ di scooter, spesso parcheggiati in strada e quindi facile preda per i delinquenti.

 Nell’ultimo periodo, infatti, l’omicidio terrificante di una donna da parte del figlio ed un suicidio di un giovane con un colpo di pistola. Ora la serenità dei residenti è minata anche dai continui furti che rendono le notti di tutti decisamente meno tranquille.

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