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Cultura e spettacolo

‘OrtensiaWay – La notte delle Eccellenze’: la kermesse che valorizza le competenze del Casertano

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ORTENSIAWAY – LA NOTTE DELLE ECCELLENZE

I EDIZIONE

OrtensiaWay – La notte delle Eccellenze’, ad Alvignano la prima edizione che valorizza territorio e competenze del casertano.

Venerdì 17 Settembre, alle ore 18.00, ad Alvignano (Caserta), si inaugura la kermesse ‘OrtensiaWay – La notte delle eccellenze’, volta ad esaltare produttori enogastronomici e personaggi del casertano che hanno valorizzato il territorio attraverso le proprie competenze. Location esclusiva dell’evento, Villa Ortensia D’Avalos, storica dimora che dona lustro alle bellezze dell’alto casertano, creando con questo appuntamento, occasione di turismo ed interesse culturale.

La prima edizione della manifestazione nasce dal desiderio della famiglia Prezioso, proprietaria della Villa, di coinvolgere istituzioni e professionisti della filiera locale in un percorso di divulgazione e consapevolezza dell’unicità territoriale di Alvignano e dintorni, per scoprirne valori e tradizioni attraverso cibo ed arte. ‘Ortensiaway’ in sinergia di intenti con i Comuni di Alvignano, Alife, Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Dragoni, Piana di Monteverna, Pietravairano e Ruviano, promuove la conoscenza di luoghi ricchi di risorse ambientali, professionali ed artistiche.

Con la partecipazione dei produttori locali ed il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Biologi ed ENPAB, Villa Ortensia D’Avalos ospiterà una presentazione di prodotti tipici ad impatto e chilometro zero, curata dall’esperta biologa nutrizionista, Dott.ssa Michelina Petrazzuoli, e dall’enologo Vincent Renzo. Seguirá cena di gala con percorso enogastronomico tematico e menù preparato dallo chef Fabio Riccio in collaborazione con Eden Banqueting, nel rispetto dei princìpi cardine della Dieta Mediterranea badando a gusto, benessere e salute.

Prevista nel corso della serata la premiazione all’eccellenza di artisti e personalità di spicco quali l’Imprenditore pizzaiolo Franco Pepe ed il Baritono Francesco Landolfi. Ospite d’onore il giornalista e conduttore Michele Mirabella.

Presenta la serata la giornalista Pina Stendardo. La Direzione artistica dell’evento è affidata al Maestro Daniele Zanfardino.

PROGRAMMA

Ore 18.00 Presentazione dei Prodotti Tipici e Premiazioni

Ore 19.00 Aperitivo

Ore 20.00 Cena di Gala

INGRESSO SU PRENOTAZIONE

Info: +39 3299413145

Ufficio Stampa

Pina Stendardo

Per Info e Accrediti Stampa:

Mail: pinastendardo@hotmail.it

Telefono: +39 3405726627

Cultura e spettacolo

Stanley Tucci chiede una grazia a San Gennaro e vince un Emmy

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NAPOLI – Nella giornata di ieri 19 settembre, giorno di San Gennaro , Stanley Tucci, attore e regista americano, ha vinto un Emmy (gli Oscar della tv) per “Searching for Italy“, la docu-serie sulla cucina italiana.

Un viaggio tra i sapori, gli odori della cultura culinaria centenaria italiana che fa gola a tutto il mondo. Proprio il giorno della premiazione, Stanley si è rivolto proprio al patrono di Napoli per garantirsi la vittoria.

Già tra i favoriti, con due nomination, la strada di Tucci era già spianata. Tuttavia, la grazia chiesta al patrono San Gennaro sembra essere stata vincente. L’attore holywoodiano, i cui genitori sono entrambi di origine calabrese, non ha nessun legame di sangue con la città partenopea. E’, tuttavia, rimasto così folgorato da Napoli e dalla Costiera Amalfitana. Tanto da essersi innamorato per sino della sua cultura popolare.

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Cultura e spettacolo

“Quanno torna Vierno”. Intervista al cantautore ArSal

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Ha scelto di cantare in napoletano: ma il suo stile non è quel neomelodico mass-mediatico né la Trap dei nuovi cliché di tendenza, generi che vanno per la maggiore. E non propone alcunché di innovativo sotto il profilo musicale: possiamo affermare serenamente che Il suo è un insuccesso annunciato?

Beh sì, ad essere ottimisti… Definirei la mia scelta una ricerca introspettiva, tra emozioni sopite che riaffiorano con forza, dubbi angoscianti e intimi dolori. Musica cantautoriale? Lascio che siano gli altri ad esprimere dei giudizi sul mio conto: nel bene e soprattutto nel male. 

“Quanno torna vierno” è il titolo del primo estratto dal suo album d’esordio: Tiempo (a breve disponibile sulle principali piattaforme digitali, ndr) : nove brani, più due edit version.

Ed un unico filo conduttore, il tempo, che sottende una riflessione profonda sulla vita. Un concept album, si direbbe. Il tempo esteriore, categoria della precarietà e delle umane fragilità, delle contraddizioni feroci di una società cinica ed ipocrita, e quello interiore, metro della consapevolezza sulla fugacità e l’incertezza della nostra condizione che genera sgomento, ma anche ri-elaborazione del dolore, resilienza.  E poi l’amore, che non ha tempo, cantato in tutte le sue accezioni.

Le mie sensazioni, dopo una prima visione: gli arrangiamenti risultano molti curati, una buona scrittura in un napoletano molto forbito, (che qualcuno potrebbe però considerare antiquato) interpretazione molto intensa (che in qualche misura ripaga di tanta imperfezione canora) ed un video davvero ben girato, montato con un taglio estremamente professionale, delicato e a tratti lirico, in grado di donare qualche sprazzo gradevole di originalità. A primo impatto suggerisce una canzone d’amore, ma nel finale si comprende che il messaggio sia altro: quello di uno struggente commiato, di un sofferto e malinconico addio.

La si intenda comunque come una canzone d’amore, di un amore inteso in senso più ampio: è volontà di riconciliazione, catarsi dal dolore, desiderio commosso di riabbracciare chi ci manca in questa vita

Da dove nasce l’ispirazione?

L’idea prende forma nell’Aprile del 2020 durante la catastrofica primavera del picco pandemico: fui particolarmente colpito dalla condizione dei degenti, costretti, per le rigorose normative sanitarie, all’isolamento ospedaliero (e talora domestico) forzato: una pratica senz’altro scientifica, ma incredibilmente disumana, che ha condannato moltissimi ammalati, anche non-covid, ( e la cosa avviene ancora tutt’oggi), a trascorrere gli ultimi giorni della propria vita senza alcun conforto morale e ristoro amorevole: donne, uomini, spesso anziani, totalmente abbandonati alla propria sofferenza fisica e psicologica. Una condizione straziante non solo per i pazienti, ma anche per i loro congiunti, privati del diritto di vegliare e accudire chi amassero. Questa canzone è dunque non solo l’elaborazione di un lutto, ma anche l’intima necessità di liberarsi da quel senso di colpa che nasce dall’abbandono, seppur non volontario. Giorni angoscianti di un tempo sospeso, tra silenzi iniqui e logorante sconforto, il cui epilogo era spesso la comunicazione telefonica del sopraggiunto decesso. Ho steso i primi versi in italiano: quando ho poi deciso di trasporre in musica, le note sulla chitarra, che erano lì ad attendermi, “hanno preteso” una traduzione e rielaborazione in napoletano, lingua che avverto più efficace nella resa semantica, per musicalità ed intensità emotiva.

Vorrei concludere questa intervista con un ultimo riferimento al brano, per fornire una chiave di lettura all’ascoltatore.

Scelgo alcuni dei versi più emblematici- “Affido al vento primaverile il profumo del fiore, che per te non ho raccolto; e lascio che sia una pioggia gentile a bagnare le tue labbra, con la stessa premura che avrei, se ora io fossi al tuo capezzale. Chiudi i tuoi occhi, amore mio, e scivola via dolcemente; il frastuono insopportabile di un Mondo caotico, che confonde, atterrisce, come il baccano spaventoso dei macchinari di sala, sparirà, come d’incanto. E con esso il dolore, ed ogni tua paura.”

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Cetara tra le mete di maggior successo dell’estate 2021

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SALERNO – Cetara è un borgo piccolo situato in Costiera Amalfitana ma ha forti legami con le tradizioni e le attività economiche come la pesca e la colatura delle alici. Un autentico e fascinoso borgo marinaro.

Una volta erano sparuti agglomerati di case oggi se ne contano alcuni di più. Arroccate su un lieve promontorio che s’affaccia su un’insenatura che incanta. Le case sembrano essere guardate dalla Torre Saracena che risalta per tipicità e collocazione.

Marina di Cetara è invece lo sguardo del centro sul mare che ha acque chiare come acqua sorgiva. Un borgo di pescatori reso particolare dalle sue case scavate nella roccia prospiciente il mare e per le tante barche colorate che caratterizzano l’essenza non solo
storica del borgo.

Al di là del porto, l’arenile artificiale della Spiaggia del Porto risalente agli anni 80. Un’altra spiaggia meno conosciuta ma non meno bella, alla quale si può accedere solo a piedi attraverso una rampa di scale, è quella di Lannio.

Oltre la sua posizione geografia, il mare cristallino, le case scavate nella roccia, che ne caratterizzano l’aspetto, Cetara è famosa per la colatura delle alici e la pesca del tonno. Infatti il nome del borgo deriva da Cetaria ossia tonnara.

La colatura delle alici, attrae ogni anno, molti turisti e non tutti i Campani sanno di questa particolare salsa ottenuta dalla maturazione delle alici sotto sale, realizzata con una tecnica antica e del tutto locale.

Quest’anno Cetara è stata una delle mete della Costiera Amalfitana più visitate e apprezzate ma questo non ci meraviglia affatto.

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