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Cronaca

Pozzuoli: picchiata e accoltellata una donna. Arrestato il marito

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NAPOLI – Siamo a Pozzuoli. I militari della stazione locale puteolana hanno arrestato un 32enne per maltrattamenti nei confronti della moglie.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri, avrebbe picchiato la consorte a calci e pugni in seguito ad una discussione su motivi ritenuti dalle ffoo futili. Accesisi i toni, il 32enne avrebbe poi impugnato un coltello da cucina ferendola alla gamba destra.

Purtroppo non si tratta di un episodio isolato, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la donna era vittima di vessazione da parte del marito già a partire dal 2019. Questa volta però, la signora è riuscita a reagire: è fuggita in un’altra stanza ed ha chiamato il 112.

All’arrivo delle forze armate, l’uomo impugnava il coltello e la donna era in un bagno di sangue stesa sul pavimento. Il signore è stato bloccato dai carabinieri e portato in manette al carcere di Poggioreale dove resterà in attesa di giudizio.

Per la donna invece sono previsti 30 giorni di prognosi presso l’Ospedale puteolano di Santa Maria delle Grazie.

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Cronaca

Frattamaggiore: tifoso perde un dito durante una partita di calcio

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NAPOLI – Ieri pomeriggio a Frattamaggiore si è giocato il secondo turno del campionato di Eccellenza Campania – girone B – e tra le varie sfide c’era Frattese Puteolana. Una partita che non sarà ricordata per il risultato o per le eccellenze viste sul campo, ma per quello accaduto dopo il gol della squadra.

Gli ospiti erano accompagnati da una folta rappresentanza di tifosi arrivati dall’area flegrea che al gol della propria squadra del cuore sono esplosi di gioia. Per una persona in particolare però quell’esultanza è costata molto cara. Un tifoso infatti, arrampicatosi sulla struttura per esultare, quando è sceso è stato colpito da un dolore lancinante alla mano e quando l’ha guardata ha notato che aveva perso un dito.

Le urla di dolore hanno fatto girare tutto il settore ospiti che subito si è fiondato a dare una mano al povero malcapitato. Tenendosi la mano infatti l’uomo urlava in napoletano “Il dito, il dito“. La partita è stata addirittura sospesa per alcuni minuti per cercare di soccorrere il tifose e tentare di ritrovare il pezzo di dito mancante che si era tranciato di netto.

Ad augurare una pronta guarigione al tifoso della Puteolana, ci ha pensato la stessa società che su Facebook gli ha dedicato un pensiero: “L’Asd Puteolana 1902 è vicina al tifoso per lo sfortunato incidente sugli spalti di questo pomeriggio durante la gara contro la Frattese. La società gli augura una pronta guarigione e lo attende al più presto al Domenico Conte per sostenere ancora i Diavoli Rossi“.

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Cronaca

Uccide il bambino Samuele e va a mangiare una pizza

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NAPOLI “Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto. L’ho fatto perché in quel momento ho avuto un capogiro”.

Queste le dichiarazioni rese da Mariano Cannio, il 38enne fermato dopo la morte del piccolo Samuele Gargiulo, il bambino di 4 anni deceduto venerdì pomeriggio dopo essere stato lanciato dal terzo piano di un edificio situato nei pressi di via Foria a Napoli.

Ho immediatamente udito delle urla provenire dal basso e mi sono spaventato consapevole di essere causa di quello che stava accadendo. Sono fuggito dalla casa e sono andato a mangiare una pizza nella Sanità. Poi ho fatto ritorno alla mia abitazione. Mi sono steso sul letto ed ho iniziato a pensare a quello che era accaduto – ha ribadito Cannio -, dopo sono sceso e sono andato ad un bar in via Duomo ed ho preso un cappuccino ed un cornetto, poi sono rientrato a casa dove mi avete trovato”.

Mariano Cannio, ha rilasciato alcune dichiarazioni, in sede di sommarie informazioni, poi confermate in sede di interrogatorio dinanzi al pm, alla presenza del difensore, l’avvocato Maria Assunta Zotti. “Attualmente sono in cura al centro di igiene mentale in via Santa Maria Antesecula (Sanità), e vengo seguito da un dottore che mi ha riferito che sono affetto da schizofrenia”, ha poi aggiunto. “Non ho detto alla famiglia Gargiulo che ero in cura presso il centro di igiene mentale tantomeno che soffrivo di schizofrenia”, ha concluso.’

Una persona “di spiccata pericolosità, nonostante l’assenza di precedenti”. Così viene descritto l’omicida di Samuele.

Secondo il gip Valentina Gallo del Tribunale di Napoli è “concreto il pericolo che l’indagato, se lasciato in libertà, possa disporsi nuovamente alla commissione di reati della stessa specie di quello per cui si procede, ponendo in pericolo le esigenze primarie di tutela del bene giuridico, la vita e l’incolumità personale”. 

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Campania

La confessione dell’assassino del Bambino

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A un tratto l’ho preso in braccio e sono uscito fuori dal balcone. Giunto all’esterno con il bambino tra le braccia, mi sono sporto a ho lasciato cadere il piccolo”.  Queste sono le parole di Mariano Cannio il 38enne per il quale oggi i giudici hanno confermato il fermo per l’omicidio del piccolo Samuele, il bimbo di 4 anni morto dopo la caduta dal balcone di casa a via Foria.

Ho immediatamente udito delle urla – ha aggiunto Cannio – e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo”. A mettere i brividi è però un’ulteriore dichiarazione: “Sono andato a mangiare una pizza nella Sanità”.

Ora per il 38enne i legali potrebbero chiedere verifiche psichiatriche, per stabilire cioè se fosse capace di intendere e volere al momento dell’incidente e se sia una persona socialmente pericolosa. 

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