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Politica

Scontro M5S-Fdi, Santillo replica a Meloni: “Da lei non accettiamo lezioni”

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Caserta, 21 settembre 2021. Agostino Santillo, vicepresidente del Gruppo M5S al Senato della Repubblica, è intervenuto sullo scontro tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia, replicando alla Meloni:

In merito alle dichiarazioni fatte da Giorgia Meloni riguardo la posizione del Movimento 5 Stelle a Caserta, voglio dire chiaramente che noi casertani non prendiamo lezioni da chi definisce il reddito di cittadinanza come metadone e quindi i percettori come dei tossici. Una persona che offende chi si trova in condizioni di difficoltà nella vita e utilizza legittimamente uno strumento messo a disposizione dallo Stato, non merita alcuna risposta.

La Meloni si preoccupi dei suoi problemi, il Movimento è in ottime mani ed è forte di una solida identità, a differenza di chi la propria identità l’ha costruita sui danni del berlusconismo“.

Caivano

CAIVANO. Enzo Falco si fa lobby. 30mila euro alla ditta dove lavora il nipote.

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CAIVANO – Vi ho lasciati con l’inerzia della macchina amministrativa targata Enzo Falco, vi ho raccontato di come la fascia tricolore non è riuscito a fare nulla in questo anno di amministrazione e di come ha cominciato a difendersi dicendo che per ottenere soldi dal governo ci volesse nuova forza lavoro negli uffici comunali e che senza di essa non si poteva mettere in atto quel meccanismo di progettazioni utili a far recepire fondi dall’ente gialloverde. Senza sapere che per progettare non per forza bisogna avere in house i tecnici o gli europrogettisti. Ma qui siamo proprio all’ABC – ricordate queste tre lettere – della Politica che manca al primo cittadino compresa la sua maggioranza.

In realtà mi sbagliavo. Non è che non si sta facendo proprio nulla. Non si sta facendo nulla per la città e per la comunità! Ma gli aspetti e gli interessi personali sono gestiti alla grande.

Premesso che più volte abbiamo scritto che l’Amministrazione Falco è un’Amministrazione familistica e gestita da amici degli amici con incarichi diretti affidati ad amici di amici di amici. Ma mai ci saremmo aspettati tale perseveranza.

A partire dal fatto che l’Assessore De Lucia lamenta la presenza costante del cognato del Sindaco, tale Domenico Argiento, negli uffici del settore Urbanistica non lesinando disposizioni ai funzionari millantando deleghe ottenute dal primo cittadino delle quali l’Assessore non trova riscontro in documentazioni cartacee.

Per non parlare che l’amica storica del Sindaco, l’assessora Maria Donesi, siede ancora nell’esecutivo da evasore fiscale e da indagata e perennemente coperta dalla volontà della fascia tricolore di tenerla attaccata alla poltrona, permettendole di ripagarsi il suo debito con i soldi dei contribuenti, ammesso che abbia capito che le tasse vanno pagate. Una cosa di cui bisognerebbe vergognarsi e indignarsi, a Caivano il primo cittadino la copre con un velo di omertà, semplicemente non dando peso alla cosa e divincolando qualsiasi domanda a riguardo senza mai toccare il tema.

Una gestione familistica con il pensiero costante che il Comune sia “cosa loro” la si legge anche attraverso le determinazioni di affidamento diretto presenti sull’albo pretorio del Comune.

L’ultima che davvero fa accapponare la pelle, se vogliamo continuare a pensare che intorno alla figura di Enzo Falco gravita una vera e propria lobby, è la 1269 del 19 ottobre 2021 dove in maniera diretta e senza neanche fare una ricerca di mercato o ascoltare qualche altro operatore economico si decide, dietro proposta/offerta da parte della ditta, di affidare € 29.967,47 compreso di iva alla ditta in house del Comune di Napoli “ABC – Acqua bene comune – per il servizio relativo ai controlli interni per la verifica della qualità dell’acqua destinata al consumo umano.

Nulla fa, nulla sa fare questo sindaco, però come si preoccupa per la salute dei cittadini. Non riesce a recepire fondi, non riesce ad incassare moneta sonante da tasse e imposte, non riesce a mettere a freno l’evasione fiscale, non riesce a tenere costante l’importo della TARI, infatti l’ha aumentato, ma riesce perfettamente a sapere come spendere i soldi per la “salute” dei cittadini affidandosi alla ditta dove lavorava il fratello ed oggi lavora il nipote Marcantonio, anche lui presente in Consiglio Comunale, ci eravamo dimenticati l’ultimo parente. Pardon.

E dopo aver illustrato quest’ultimo affidamento diretto e aver dimostrato a chi è stato appaltato il servizio, credo che non bisogna aggiungere altro. I lettori trarranno le proprie considerazioni.

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Editoriale

CAIVANO Terra di Camorra amministrata da una politica connivente, incapace e ignorante

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CAIVANO – Era da parecchio che non mi dedicavo alla mia città, quest’eterna sconfitta, una landa desolata in provincia di lamiera, una città che non ha più nulla da offrire perché sventrata, stuprata e abbandonata prima dalla politica e poi dai suoi abitanti.

Oggi è terra di nessuno, proprietà di una camorra divisa tra narcotraffico e racket appena riesumato da pluripregiudicati fermi agli anni ’70 che nella loro vita da criminale, quella è l’unica cosa che gli riesce meglio, oltre a quello di piazzare qua e là qualche parente nel mondo del lavoro grazie alla connivenza della politica locale e mentre si ammazzano ragazzini cresciuti a pane e lupara, mentre quegli stessi ragazzini si mettono in testa di creare il proprio impero per sovvertire lo stato di cose in un mondo parallelo dove vige la legge sovversiva, qui i politici continuano a fare passerelle.

Addirittura si scambia un regolamento di conti come un fenomeno straordinario pur di strumentalizzare e immolarsi a soggetti anticamorra. Un tempo i veri uomini, i veri politici, quelli che non avevano paura di nulla, figuriamoci di un pagliaccio vestito da mafiosone, a questi politicucci da strapazzo e a questi nuovi santoni li avrebbe etichettati come i galli sull’immondizia. Ma sono consapevole che indietro non si torna e lo spettacolo che oggi mostrano le istituzioni è davvero raccapricciante.

Vi avevo lasciato come i dilettanti allo sbaraglio e vi ho trovato come i professionisti dell’improvvisazione. La classe dirigente caivanese fa acqua da tutte le parti e mentre davanti alle nostre telecamere abbiamo ascoltato in silenzio il Sindaco ammonirci dicendo che i bilanci si fanno alla fine dell’anno, abbiamo aspettato ansiosi di poter commentare qualcos’altro.

L’anno è passato ma dal punto di vista di azioni politiche, programmazioni e figurarsi i fatti, da quest’Amministrazione nulla è stato fatto. Questo esecutivo, sempre in piena crisi, ha prodotto il nulla cosmico. Per non parlare dei continui litigi e degli equilibri ancora da perfezionare.

Italia Viva che essendosi ritrovata con cinque consiglieri, mentre accusava Noi Campani di essere dei cambiacasacca, adesso recrimina l’Assessore e vorrebbe far tornare Pasquale Mennillo. Il prezzo lo pagherà, almeno stando alle ultime indiscrezioni, Pasquale Penza assessore del M5S e “genio assoluto dell’ecologia moderna” mentre Maria Donesi risulta essere tutelata dalla voglia di mantenerla in esecutivo del primo cittadino, nonostante la foto della stessa questa mattina campeggi sulla prima pagina di “Cronache di Napoli” insieme a quella del Consigliere Giamante Alibrico e l’ex assessore per 5 giorni Claudio Castaldo perché indagati poiché da evasori fiscali verso il Comune di Caivano, al momento dell’investitura della propria carica, hanno dichiarato il falso.

Quindi, giusto per non farsi mancare nulla, quest’Amministrazione oltre a non aver prodotto nulla, all’interno del suo esecutivo e legislativo presenta anche elementi con profili di incompatibilità e da alcuni giorni anche indagati dalla magistratura e il Sindaco cosa fa? Consapevole della propria incapacità e della sua amministrazione nonché di quella della macchina burocratica nel recepire fondi sovracomunali, cerca di deviare l’attenzione mettendo le mani avanti e commiserandosi del fatto che il governo, le leggi o chissà quale complotto impedisce alla sua amministrazione di dotarsi di forze lavoro in grado di poter fare progetti atti al recepimento dei famosi fondi del PNRR o del Recovery Fund.

Già attraverso un suo post di alcune settimane fa come fatto anche attraverso un suo editoriale pubblicato su Repubblica il primo cittadino corre ai ripari, comunicando ai suoi concittadini che laddove non arrivasse tutta quella pioggia di milioni sulla quale ha fondato la sua campagna elettorale la colpa non è della sua incompetenza manageriale ma del fatto che il governo non permette al Comune di Caivano di assumere personale.

Così, da furbo, pone le basi per dare due risposte sul territorio a quanti hanno votato lui o qualche consigliere destinatario di “paccheri alla caivanese”. Da un lato sta dicendo che non arriveranno fondi e dall’altro lato sta comunicando che non si possono assumere nuove figure all’interno del Comune: hai visto mai che qualche suo eletto avesse da pagare qualche “cambiale” ancora sospesa dall’ultima campagna elettorale?

E per non finire qui, l’ignoranza – sempre politica – non ammette suggerimenti. Inutile anche lo sforzo delle opposizioni che ieri e oggi hanno protocollato due mozioni, dove la prima riguarda un bando di finanziamento per un importo massimo di € 30 mila per rimpinguare il corpo di Polizia Locale di mezzi mobili (auto, bici elettriche, motocicli) o di strumenti tecnologici (body cam, droni, dash cam) e la seconda riguarda il fondo promosso dal Mite (Ministero della Transizione Ecologica) e che prevede risorse pari a 27 milioni di euro per dare il via un programma di investimenti per l’installazione di eco compattatori nei Comuni italiani.

Anche qui sono sicuro che non si farà nulla, perché oltre all’ingnoranza – sempre politica – c’è anche la presunzione del personalismo che non vuole far “appuntare”, come si dice in gergo, la medaglia al petto all’opposizione e di questo passo non ci resta altro da fare che rassegnarci all’idea che Caivano sia destinata a finire sempre più nel baratro e sempre più nelle mani della criminalità organizzata.

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Afragola

AFRAGOLA. Lo spettacolo è finito e i suonatori vanno via. Sarà una giunta di basso profilo

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AFRAGOLA – “Lo Spettacolo è finito e i suonatori vanno via” con questa citazione di Ingmar Bergman, nel 2002, a seguito del cosiddetto “editto bulgaro”, Enzo Biagi si congedò, malinconicamente, dal suo pubblico televisivo.

Erano altri tempi, stiamo parlando di altri uomini, uomini di altro spessore, giornalisti di un’altra epoca con un’alta formazione comunicativa, persone che riuscivano a comprendere il tempo della sconfitta, anche se nel caso Biagi, fu una sconfitta amara e ingiusta.

Ad Afragola invece i vinti non si danno per vinti e al posto di stringere la mano al vincitore e con gran dignità riconoscergli l’onore delle armi, si continua a gettar fango su una campagna elettorale che secondo qualcuno ancora deve terminare e che sicuramente continuerà in aula nei primi consigli comunali. Ma veniamo all’attualità.

I suonatori sono andati via anche tra fila della maggioranza, scaricati quelli funzionali alla campagna elettorale, quelli che nonostante il loro risicato risultato elettorale, al secondo turno hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo per far vincere Pannone. L’ex senatore Vincenzo Nespoli, vero vincitore di queste elezioni, sale in cattedra e vara la nuova giunta, già tra i malumori di qualcuno.

Il Sindaco Pannone sarà colui che dovrà ratificare le scelte ma gli equilibri devono essere trovati prima tra i gruppi politici e se l’ex senatore riesce a trovare la quadra insieme ad essi, per la fascia tricolore è tutto grasso che cola.

Dalle prime indiscrezioni i sette assessori saranno divisi tra sei diversi gruppi presenti in consiglio comunale più uno di espressione del Sindaco. Ogni gruppo tra Fdi, Noi con Afragola, Afragola Futura, Nuova Città e Scelta Democratica avrà la propria rappresentanza in giunta, resteranno fuori dai giochi dell’esecutivo Cantiere Afragola, Pensiero Comune e Afra Vola.

A Fratelli d’Italia che con grande risultato si è attestata la prima lista eletta in città con in dote il primo eletto in città Biagio Castaldo con 1147 voti sarà riconosciuta la possibilità di poter essere votato in aula proprio il primo eletto come Presidente del Consiglio

L’Assessore nominato dal Sindaco Antonio Pannone, con molte probabilità, sarà una donna a cui andrà anche la carica di vicesindaco e da fonti vicine alla fascia tricolore, pare si stia facendo il nome della Consigliera Comunale di Casoria Angela Russo.

Qualcuno si domanderà come mai a “Scelta Democratica” andrà un assessore al cospetto di un solo consigliere comunale mentre gli altri tre gruppi di pari numero consiliare restano a secco?

Tra “Scelta Democratica” e l’ex Senatore c’è stato un patto pre elettorale preso con Aniello Silvestro che come tutti ben sanno ha sempre ambito ad ottenere un posto nell’esecutivo.

Una giunta mista tra tecnico e politica ma che tutto fa sembrare, vista anche la caratura, non me ne vorrà l’esponente di Scelta Democratica, di Aniello Silvestro, fuorché una giunta di alto profilo tecnico.

Infatti da indiscrezioni raccolte da Minformo la giunta verrà puntellata intorno a profili che abbiano stretti contatti con soggetti politici piuttosto che ricercare persone che presentino alti profili di competenza.

Una cosa è certa. Per come si è formato il Consiglio Comunale, ci sono pochi margini di equilibrio e quello trovato dall’ex Senatore Nespoli è quello più plausibile ed è forse per questo che alla fine nessuno metterà bocca sulle decisioni del dominus.

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