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Ambiente

Pompei, allarme clima: firmata convenzione con l’università di Salerno per monitoraggio scavi

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POMPEI – Nelle giornate di pioggia, come quelle che si stanno registrando in questi giorni nella regione Campania ed in particolare nel centro di Napoli e provincia, cresce la preoccupazione per la tutela del Parco Archeologico di Pompei (Napoli).

Con l’obiettivo di sviluppare azioni di prevenzione e continuo monitoraggio e manutenzione adeguata a prevenire il danneggiamento della città antica di Pompei, il Parco Archeologico ha firmato una convenzione con il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno.

Le attività di ricerca applicata saranno attuate anche mediante tesi e tirocini formativi.

A tale scopo – spiega il direttore del sito archeologico, Gabriel Zuchtriegel – stiamo implementando il sistema informativo su piattaforma GIS che è stato sviluppato nell’ambito del Grande Progetto Pompei.

Definire bene l’intero processo dal monitoraggio fino all’intervento, oltre a ottimizzare il lavoro di programmazione di interventi di messa in sicurezza e restauro, ci consentirà nei prossimi anni di quantificare meglio l’aumento di risorse umane e finanziarie che dovremo mettere in campo per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali. Già oggi abbiamo alcuni dati preoccupanti”.

La ricorrenza con cui si manifestano eventi metereologici di forte intensità e breve durata – spiega il professor Luigi Petti – intervallati spesso da periodi caratterizzati da siccità ed elevate temperature, pone una nuova sfida per la preservazione del patrimonio culturale esposto, quale quello del Parco Archeologico di Pompei.

Raffiche di vento e nubifragi potrebbero determinare infatti un rapido degrado delle costruzioni antiche presenti a Pompei e, nel caso di eventi eccezionali, causare condizioni di pericolo”.
   

Ambiente

Stato d’emergenza per siccità: cosa cambia

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Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, ha annunciato che nelle prossime settimane potrebbe essere dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per il problema della siccità che continua a caratterizzare il nostro Paese.

“Penso che nelle prossime giornate, al massimo un paio di settimane, avremo chiare le misure e potremo fare la dichiarazione dello stato d’emergenza. I criteri li stiamo definendo con le Regioni e soprattutto le misure” 

“Quest’anno abbiamo dovuto sopportare il 40/50% di acqua in meno, la siccità è un problema diffuso in tutta Italia. Bisogna capire le misure da mettere in campo per mitigarlo”

Il provvedimento potrebbe essere emanato nel giro di un paio di settimane per l’adozione di nuove misure per contrastare la carenza prolungata dell’approvvigionamento idrico.

Lo stesso Curcio ha anticipato la possibilità di introdurre, nelle zone più a rischio, misure limitative sull’utilizzo dell’acqua: “In alcune zone non è escluso che un razionamento dell’acqua porti a chiusure dell’erogazione nelle fasce diurne”.

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Ambiente

Incendio sul Monte Barbaro a Pozzuoli

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Da stanotte il Monte Barbaro sta bruciando in seguito ad uno grandioso incendio, ma al momento sono ancora ignote le cause. Inoltre il fumo è visibile in tanti comuni dell’area flegrea e dell’area nord di Napoli: molti automobilisti hanno visto le fiamme dalla Tangenziale. Intanto da ore i canadair stanno sorvolando Pozzuoli e sono in azione i vigili del fuoco.

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Ambiente

Il mar Mediterraneo bolle, registrati 4 gradi sopra la media

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Il mar Mediterraneo è sempre più bollente: dal 10 maggio è stato colpito da un’ondata di calore che ha alzato la temperatura della superficie di circa 4 gradi rispetto alla media.

Questi i risultati di CareHeat, il progetto finanziato dall’Agenzia spaziale europea dove partecipano anche Enea e Cnr per identificare le ondate di calore.

“Le attività di ricerca sono iniziate con lo studio dell’ondata di calore che attualmente interessa il Mar Mediterraneo partendo dall’analisi dai dati satellitari disponibili che per primi hanno rilevato l’anomalia termica, con valori confrontabili con l’ondata di calore del 2003“, sottolinea Salvatore Marullo del Laboratorio Enea di Modellistica climatica e impatti. “È dagli inizi di maggio che nell’area mediterranea si registrano temperature ben al di sopra della media stagionale e anche la prima metà di giugno è stata caratterizzata da situazioni meteorologiche tipiche di fasi più avanzate della stagione estiva“, aggiunge.

I cambiamenti iniziano ad incidere concretamente sulla vita di tutti i giorni, sulle attività economiche fino al singolo cittadino, passando per l’inasprimento dei fenomeni migratori“, evidenzia Gianmaria Sannino, responsabile Laboratorio Enea di Modellistica climatica e impatti. “Quindi – aggiunge- è opportuno definire quantitativamente i fenomeni in corso per capirne le cause e prevederne gli sviluppi“.

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