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Cronaca

Spacciatrice si oppone al pagamento del pizzo. In 20 picchiano lei, il marito e la figlia

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NAPOLI – Per costringerla a pagare il “contributo di vassallaggio” sulla vendita della droga, si sono presentati in venti a casa di colei che gestiva una piazza di spaccio a Cercola (Napoli). E quando la donna si è rifiutata, hanno picchiato lei, il marito e anche la figlia minorenne, intervenuta per difendere la madre.

E’ l’episodio estorsivo, connotato da violenti percosse, che sta alla base di un dei due decreti di fermo emessi dalla DDA di Napoli e notificato dai carabinieri a sette indagati, ritenuti appartenenti al cartello malavitoso dei De Luca Bossa, Minichini e Casella di Ponticelli, una volta legato alla federazione camorristica “Alleanza di Secondigliano”.

L’aggressione, risalente al novembre 2019, non è stata denunciata dalla vittima, che l’ha ridimensionata a lite per timore di ritorsioni. Ma una intercettazione e i collaboratori di giustizia rendono la pericolosità dell’accaduto.


Il gip Fabio Provvisier pur non ritenendo sussistente il pericolo di fuga ha disposto il carcere per 4 indagati, i domiciliari per un quinto indagato (una donna che deve accudire la prole) e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per una sesta persona basandosi sul pericolo “concreto e attuale” che il reato potesse essere reiterato. Per un settimo indagato la richiesta di provvedimento cautelare è stata invece rigettata in quanto l’uomo è già detenuto.

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Cronaca

Incendio al Vomero, traffico in tilt ed aria irrespirabile

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NAPOLI – In fiamme un appartamento di via Merliani 79, al Vomero. Tempestivi i soccorsi, sono arrivate sul posto anche le forze dell’ordine e ambulanze.

I pompieri sono intervenuti dall’esterno dell’edificio per domare le fiamme, si sono riunti successivamente e sono riusciti ad entrare nell’appartamento dalla porta ma, per fortuna, almeno da quanto emerso dalle prime informazioni, in casa non c’era nessuno.

L’appartamento è abitato da un’anziana signora. Si attende ora l’intervento della proprietaria dell’edificio. Ignota rimane la dinamica dell’incidente.

Nonostante l’intervento repentino dei vigili del fuoco, l’aria vomerese è diventata irrespirabile. Inoltre, il traffico già denso nel quartiere, non ha beneficiato di certo dell’incidente.

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Cronaca

Muore imprenditore 50enne ad Irpinia durante attività lavorativa

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AVELLINO – Muore ad Irpinia (in provincia di Avellino) un imprenditore di 50 anni mentre eseguiva lavori edili in un terreno di sua proprietà a Rotondi. 

Alfonso Maya, questo il nome della vittima, era alla guida di un escavatore che si è capovolto e lo ha travolto. Per liberare il corpo schiacciato dal mezzo sono intervenuti i Vigili del Fuoco. 

Nulla è stato possibile per salvare l’imprenditore, probabilmente morto sul colpo. Inutili gli interventi del 118 che null’altro ha potuto fare se non dichiarare la morte del sig. Maya.

Si tratta solo dell’ennesimo caso di incidente sul lavoro che purtroppo entrerà nel fatidico registro sempre più saturo nel rendiconto annuale.


   

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Cronaca

Napoli: rapina al centro di recupero per tossicodipendenti

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NAPOLI – E’ avvenuto ad Acerra, in provincia di Napoli In una comunità di recupero di ragazzi con problemi di tossicodipendenza, due malviventi hanno puntato la pistola alla tempia del gestore del centro portando via circa 7 mila euro di offerte per la struttura.

Lo ha raccontato lo stesso gestore del centro “La Locanda del gigante“, il sociologo Carlo Petrella, il quale lancia un appello alla comunità ad una “rivolta” contro i ladri che da anni hanno preso di mira la struttura. I ragazzi ospiti della comunità, sono impegnati in attività soprattutto agricole, ed il centro si mantiene grazie alle offerte di sostenitori.

Sono trenta anni di lotta contro i ladri – ha raccontato Petrella – ladri di carciofi, trattore, motozappa, nafta, di tutto. Non abbiamo più niente. Ma non pensavo mai che arrivassero nella mia stanza”.

Petrella ha spiegato che i due malviventi con il volto coperto, lo hanno raggiunto al secondo piano della Locanda di prima mattina, sorprendendolo mentre era alla scrivania. I rapinatori gli hanno quindi puntato la pistola alla testa e cominciato a rovistare nei cassetti alla ricerca dei soldi.

Mi sono buttato a terra ed ho gridato con tutte le mie forze – ha aggiunto – lui minacciava, ma non sparava. Finalmente una ragazza ha sentito le mie grida ed ha aperto la porta, i ragazzi ospiti sono corsi. I due criminali, sempre con pistole in pugno sono fuggiti. Hanno preso dei soldi, e ora mi resta la paura.

Sento la solitudine contro un mostro invisibile. Tanti amici di ogni paese, manifestano la loro solidarietà verso La Locanda, ma il mostro è più forte di noi. Questa terra che io chiamo la terra del vento, è anche la terra dei ladri. Ora cerco una speranza – ha concluso – Spero in una rivolta degli scout, dei ragazzi del liceo, degli uomini di fede, della gente della Locanda, anche dei ragazzi dei melograni“.

Continuano le indagini delle forze dell’ordine.

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