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Terra dei Fuochi, rischio infertilità per il 60% dei ragazzi che ci vivono

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Preoccupano i dati certificati dalla Società Italiana di Riproduzione Umana, che chiarisce come circa il 60% dei ragazzi di 19 anni, che vivono nella Terra dei Fuochi, corrono rischi riproduttivi importanti. A tal proposito, Luigi Montano, presidente SIRU area andrologica, afferma che:

Il liquido seminale, è un ottimo marker, indicatore di salute ambientale del territorio. Abbiamo compiuto ricerche in giovani sani, che vivono in zone a diversa pressione ambientale in Campania e altre regioni italiane e, i dati, indicano rischi riproduttivi molto importanti per i giovani che abitano nella Terra dei Fuochi, nell’area di Brescia e nella Valle del Sacco del frusinate. Dalla ricerca, si evince che sui problemi riproduttivi, non incidono solo gli stili di vita ma anche i fattori ambientali“.

In particolare, la ricerca, ha fatto emergere alterazioni degli spermatozoi in oltre il 60% dei casi, con una motilità progressiva degli spermatozoi inferiore rispetto ai parametri fissati dall’OMS. Sulla questione, si è espresso anche Antonino Gugliemino, presidente SIRU, che ha così dichiarato: “Le coppie infertili, impiegano quattro anni, da quando chiedono aiuto per avere un figlio all’inizio di una terapia per l’infertilità. Troppo, soprattutto considerando che l’età media delle donne, che afferiscono ai centri di riproduzione, è di 36,7 anni: è necessario accelerare, il processo di approvazione delle linee guida cliniche sulla procreazione medicalmente assistita e, attivare i percorsi dedicati, per sostenere una coppia in ricerca di un figlio”.

Conclude, Stefania Iaccarino, coordinatrice del Comitato Sud, che si è così espressa: “Purtroppo, in Campania, non c’è una risposta adeguata, perché c’è la realtà del pubblico e quella del privato, ma manca il privato convenzionato, che darebbe la possibilità ai cittadini di poter scegliere un’assistenza anche in strutture diverse“.

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De Luca: “ieri 1.327 positivi, la quasi totalità paucisintomatici o asintomatici”

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CAMPANIA – Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha espresso parole preoccupate circa la situazione pandemica sui suoi social networks. “In Campania abbiamo avuto ieri 1.327 positivi, la quasi totalità paucisintomatici o asintomatici. Abbiamo un’occupazione dei posti letto ordinari di 320 unità, 23 posti di terapia intensiva occupati. Diciamo che questo dato rimane stabile, sostanzialmente è lo stesso da una decina di giorni”.

“Il problema è che quando arriviamo a numeri elevati di positivi, anche se questi positivi sono asintomatici – ha aggiunto De Luca – quello che salta è il tracciamento, cioè l’indagine sui contatti che ogni positivo ha avuto per cercare di frenare la diffusione del contagio. Se hai 100 positivi puoi fare magari mille o 2mila rilevazioni sui contatti che ha avuto ogni positivo, se i positivi sono 1.300 o 1.500 il tracciamento diventa sostanzialmente impossibile. Dunque diventa impossibile andare a controllare quelli che hanno avuto contatti con i positivi. Questo è l’elemento di preoccupazione che ci danno i numeri alti di positivi, non tanto i ricoveri che, almeno in Campania, sono ancora sotto controllo”, ha concluso il governatore.

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Napoli, sorpreso in strada nonostante la misura restrittiva: 27enne in manette

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Gli agenti del Commissariato San Poalo, sono intervenuti questa notte in via Vicinale Palazziello, per controllare una persona a bordo di un’auto. Fin qui nulla di strano, se non fosse che l’uomo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, si è allontanato senza autorizzazione. Inoltre, è stato accertato che l’auto su cui viaggiava, era stata rubata lo scorso sabato.

Pertanto, Francesco Leone, 27enne napoletano con precedenti di Polizia, è stato arrestato per violazione degli obblighi inerenti la misura cui è sottoposto e per ricettazione.

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Blitz dei Nas, scoperti ben 281 medici no vax: ecco i dettagli

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I carabinieri del Nas, nell’ambito di una serie di controlli in tutta Italia, hanno scoperto ben 281 medici, che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale. In particolare, le verifiche, hanno riguardato oltre 1600 strutture pubbliche e private, nonché circa 4900 posizioni di medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, infermieri e fisioterapisti. Tuttavia, tra i medici scoperti, ben 126 erano già stati sospesi dagli ordini professionali, in quanto non vaccinati.

Inoltre, nei confronti del personale sanitario trovato in servizio, è scattata la denuncia per esercizio abusivo della professione sanitaria. Pertanto, tale operazione, non ha riguardato solo il personale sanitario, ma anche diverse Asl, suddivise tra Calabria, Molise e la provincia di Bolzano, ree di non aver preso alcun provvedimento, nei confronti dei non vaccinati.

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