Resta sintonizzato

Chiesa

Papa Francesco: in arrivo la docu-serie su Netflix

Pubblicato

il

NAPOLI – Una serie. Quattro episodi. Le parole di Papa Francesco riempiranno d’amore le nostre dimore. Di cosa stiamo parlando? Della serie Netflix il sui protagonista sarà nulla di meno che il Pontefice di San Pietro.

La serie di Simona Ercolan,i con la consulenza editoriale di Antonio Spadaro, è prodotta da Stand By Me, partner di Asacha Media Group ed è ispirata al libro di Bergoglio dal titolo Sharing the wisdom of time (La saggezza del tempo).

Oltre gli interventi del pontefice, la docu-serie propone le testimonianze di tante donne e uomini over 70 provenienti da ogni parte del mondo per un totale di un anno di riprese e diciotto storie provenienti dai cinque continenti.

Tra gli interventi anche quelli di tra cui Martin Scorsese, Jane Goodall ed Estela Barnes de Carlotto

Chiesa

Via Crucis, ambasciatore ucraino Andrii Yuras: “Stiamo lavorando sulla questione”

Pubblicato

il

ROMA – In vista della Pasqua vi sarà il consueto appuntamento del Papa con l’Angelus. La volontà di Bergoglio è quella di assicurare una “tregua pasquale” attraverso cui giungere dalla pace e ad un vero e proprio negoziato. Secondo quanto dichiarato dal Pontefice l’intenzione sarebbe quella di unire i due popoli in conflitto tramite il trasporto della croce da due famiglie provenienti una dall’Ucraina e l’altra dalla Russia.

Non poche sono state le critiche a tale decisione. Il primo ad esprimersi contrariamente è stato il patriarca russo Kirill, stretto amico di Putin, che, poco dopo le dichiarazioni del Santo Padre, ha chiamato i fedeli ad unirsi alla guerra contro il nemico Ucraina.

Di poche ore fa, invece, le dichiarazioni dell’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yuras: “Stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficoltà e le possibili conseguenze”. Questo quanto espresso in un post su Twitter.

“L’Ambasciata ucraina presso la Santa Sede – twitta l’ambasciatore – capisce e condivide la preoccupazione generale in Ucraina e in molte altre comunità sull’idea di mettere insieme le donne ucraine e russe nel portare la Croce durante la Via Crucis di venerdì al Colosseo. Ora stiamo lavorando sulla questione cercando di spiegare le difficoltà della sua realizzazione e le possibili conseguenze”, aggiunge.

Continua a leggere

Chiesa

Afragola. L’ultimo saluto a Eduardo Palato

Pubblicato

il

AFRAGOLA – Una folla commossa nella basilica di Sant’Antonio ad Afragola (provincia di Napoli) congeda padre Eduardo Parlato, morto ieri morto ieri all’età di 78 anni dopo aver combattuto contro una lunga malattia.

Molti fedeli, amici e parenti hanno salutato per l’ultima volta il prete. Le esequie sono state presiedute dall’arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, che ha avuto parole di profondo apprezzamento e affettuoso ricordo per il religioso scomparso, direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi partenopea.

Dal 1986 al 2001 padre Eduardo è stato parroco di Sant’Antonio ad Afragola e per buona parte di quegli anni ha ricoperto anche il ruolo di Guardiano della locale fraternità dei Frati minori. In curia si era fatto apprezzare per la cultura, la spiritualità e il profondo senso di umanità nei rapporti con il clero e con i dipendenti laici. 

Continua a leggere

Chiesa

Napoli. Arcivescovo Battaglia: “Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire”

Pubblicato

il

NAPOLI – “Vieni, Spirito Santo. Tu che susciti lingue nuove e metti sulle labbra parole di vita, preservaci dal diventare una Chiesa da museo, bella ma muta, con tanto passato e poco avvenire. Vieni tra noi, perché nell’esperienza sinodale non ci lasciamo sopraffare dal disincanto, non annacquiamo la profezia, non finiamo per ridurre tutto a discussioni sterili”.

E’ così, con questa invocazione, che l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, ha terminato l’omelia pronunciata nel corso della cerimonia di apertura del XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli. Non si è trattato di una pronuncia come le altre, stavolta era l’amarezza a padroneggiare sull’altare. Ha parlato della condizione della Chiesa al giorno d’oggi e di quella che potrebbe tristemente divenire.

“Qualcuno potrebbe stupirsi del fatto che ho scelto di indire il Sinodo proprio all’inizio del mio servizio episcopale, e farmi notare che molti pensano a questo strumento ecclesiale solo verso la fine del proprio ministero episcopale.

Tuttavia, ho preso questa decisione perché, dopo aver ascoltato tantissimi preti, religiosi e laici, ed essermi reso sempre più conto della necessità del superare l’individualismo per riscoprire la bellezza dell’essere comunità, desidero porre il mio stesso ministero di Vescovo al servizio di questo processo comunitario di cui il Sinodo è solo l’inizio”, ha detto ancora l’arcivescovo che si è si rivolto sia ai laici che ai religiosi.

E parlando, in particolar modo, ai presbiteri ha aggiunto: “Vedete, tocco con mano ogni giorno la bellezza del vostro operare ma raccolgo anche la stanchezza e la solitudine dell’isolamento che appesantisce il cammino. Vi prego: lasciamoci raggiungere dalla chiamata del Signore, dal suo invito al rinnovamento evangelico!

Abbandoniamo le logiche divisive, le fazioni partitiche, il sottobosco della mormorazione nascosta. Rifiutiamo nel segreto del cuore ogni ambizione umana, rifuggendo la tentazione di camminare isolati come battitori solitari e riscopriamo la bellezza di sentirci un unico corpo in cui la diversità è ricchezza, la differenza d’opinione è preservazione dall’assolutismo dell’io, in cui il dialogo rispettoso e la parresia evangelica disarmano la denigrazione, la triangolazione, il pettegolezzo.

Tutte cose che fanno male alla causa del Vangelo, che rendono meno credibile il volto della Chiesa ma che soprattutto feriscono il cuore di chi le pratica e di chi le subisce”.

Continua a leggere

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante