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Turismo

Ischia: boom di prenotazioni fino al 1° novembre

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NAPOLI – L’isola d’Ischia continua a essere ospitata da ondate di turisti.

Dopo gli ottimi numeri registrati per gli arrivi, che da giugno a metà settembre sono risultati di gran lunga superiori anche a quelli del 2019, arrivano notizie confortanti anche per ottobre.

Secondo Federalberghi Ischia, oltre il 70 % degli hotel resterà aperto sino al 1° novembre in considerazione del gran numero di prenotazioni ricevute, anche da turisti stranieri. Un successo non da poco che di certo giova molto l’economia insulare.

Un segnale in controtendenza anche rispetto al periodo pre-covid e significativo per la destagionalizzazione dei flussi.

Luca D’Ambra, presidente degli albergatori isolani, ha spiegato: “Se nel 2020 a fatica si sono registrati arrivi oltre il 15 ottobre, in questo 2021 – partito nel segno dell’emergenza Covid – il mondo turistico sembra dimostrare un rinnovato interesse per i nostri territori e le nostre bellezze, tanto che le strutture stanno ricevendo prenotazioni almeno fino al ponte del 31 ottobre e 1° novembre, sia da parte dei visitatori italiani che da parte di quelli stranieri, tedeschi in primis.

Di fatto – prosegue – si segnala un allungamento di almeno due settimane della consueta stagione, con il 70% degli alberghi rimasti aperti per l’occasione, alcuni dei quali con il tutto esaurito. Un trend incoraggiante” – conclude il presidente.

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Turismo

Federalberghi: “Grande successo a Napoli. Alberghi pieni”

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NAPOLI – “Gli alberghi pieni, quasi come due anni fa. E le biglietterie dei musei prese d’assalto come nell’estate 2019, quella del boom” Così si esprime Federalberghi riferendosi al grande successo ottenuto dalla città di Napoli nella stagione estiva.

Un successo insperato, nonostante l’assenza dei visitatori di oltreoceano, quelli che nel periodo precedente la pandemia contribuivano enormemente ad arricchire i bilanci delle aziende del settore.

«Turismo domestico» è l’espressione coniata dagli operatori per definire la tipologia di visitatori accorsi a Napoli nelle ultime settimane, nettamente diversa da quella dei periodi precedenti.

«Il 75% dei turisti, infatti, arriva dal nostro Paese», spiegano da Federalberghi. E il restante 25% proviene, in buona parte, dai paesi dell’Unione Europea. Un’analisi più articolata è stata elaborata da Agostino Ingenito, il presidente dell’Abbac.

«Siamo andati bene ovunque. Tutto esaurito dalla seconda metà di luglio a fine agosto. Il Cilento ha volato, molto richieste anche le zone interne. Hanno tenuto la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. Bene Napoli. Moltissimi italiani, poi francesi ed in generale cittadini della Unione europea». Il bilancio positivo, però, sottolinea Ingenito, non deve far dimenticare che la primavera è completamente saltata a causa del Covid e che permangono gravi insufficienze strutturali». «Un esempio clamoroso – riflette – è la inadeguatezza della rete del trasporto pubblico in Cilento. Chi non ha un’auto si sposta con estrema difficoltà».

Altra piaga, prosegue, è l’abusivismo che inquina il settore: «Il 16 agosto ho dovuto aiutare una famiglia siciliana che su un portale rinomato aveva prenotato un bed and breakfast in Piazza Carità, a Napoli, rivelatosi poi inesistente». Carente, incalza, anche la politica di promozione del territorio da parte dell’agenzia del turismo. Luglio ed agosto hanno risollevato anche, almeno in parte, le sorti dei ristoratori dopo la primavera nera. Commenta Massimo Di Porzio, che a Napoli gestisce il ristorante Umberto: «Ho lavorato un po’ meno dell’estate 2019, quella pre Covid. Ho ospitato stranieri, per lo più europei, e moltissimi italiani». Tasto dolente i trasporti. «I turisti che venivano a cena – racconta Di Porzio – a volte non potevano tornare in albergo perché dopo le 23 a Napoli i mezzi pubblici si fermano e trovare un taxi è difficile. Spesso dal centralino rispondevano di non avere auto».

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Cronaca

Napoli. Degrado e sigilli in una delle zone più prestigiose del patrimonio culturale partenopeo

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I carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura, hanno sequestrato, a Napoli, Villa Ebe, conosciuta anche come il Castello di Pizzofalcone (una palazzina neogotica che sorge sul fianco occidentale del Monte Echia) e “Il cimitero dei colerosi” (che sorge ai piedi del monte di Lotrecco, alle spalle del cimitero delle 366 Fosse), nell’ambito di una attività di accertamento sullo stato in cui versa l’ampio e prestigioso patrimonio culturale e artistico partenopeo.
   

Si tratta di beni, entrambi di proprietà del Comune di Napoli, dove è stato riscontrato un preoccupante livello di degrado: nel primo caso, quello di Villa Ebe, è stato anche accertato, in particolare, un imminente rischio statico in grado di mettere in pericolo l’incolumità pubblica.

All’interno di Villa Ebe, inoltre, avevano trovato alloggio una coppia straniera, che è già fatta sgomberare dai militari.
   

Per quanto riguarda invece il cimitero, i carabinieri hanno scoperto che il crollo di un muro, determinato da lavori abusivi già oggetto di indagini, ha provocato l’interramento e, probabilmente anche il danneggiamento, di 13 sepolcri. Nell’ambito di questa indagine, coordinata dal sostituto procuratore Ludovica Giugni e dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, risulta indagato il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori nell’area adiacente al cimitero. Nel caso di Villa Ebe, invece, il procedimento di accertamento è stato avviato contro ignoti.
   

I due sequestri disposti dal gip su richiesta della Procura si inseriscono in una attività molto più ampia, che mira a fare luce sullo stato di degrado del ricco patrimonio culturale partenopeo, uno dei più importanti d’Italia, sulle eventuali responsabilità ma anche sui rimedi da adottate per tutelarlo e restituirlo alla pubblica fruizione.

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Attualità

“Destinazione Campania”. Approvato il programma di partecipazione alle fiere del turismo

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La Giunta Regionale ha approvato il programma di partecipazione alle fiere nazionali e internazionali del Turismo per l’anno 2021, da attuare in collaborazione con Unioncamere Campania.

Le fiere del turismo, con “Destinazione Campania“, saranno volte a promuovere prodotti e servizi sul mercato interno (turismo di prossimità) ed estero.

Bisognerà evidenziare i propri valori attrattivi e distintivi, legati alla cultura, alle tradizioni, alla natura, all’enogastronomia, alla ricettività, alla salute e al benessere.

Sono state individuate le fiere più rappresentative a livello locale : BMT di Napoli e BMTA di Paestum.

Nonostante il periodo di profonda crisi economica e le grandi difficoltà organizzative, la Regione Campania conferma la partecipazione al complesso ambito del sistema fieristico, ripensato in un quadro innovativo di interventi” dichiara l’assessore alla Semplificazione amministrativa e al Turismo, Felice Casucci.

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