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Salute

Covid, Campania: risale al 2,45% l’indice di contagio

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NAPOLI – Secondo l’Unità di crisi operante nel territorio campano sono 592 i casi positivi al Covid nelle ultime 24 ore su un campione di 24.106 esaminati.

Dunque, risale al 2,45% l’indice del contagio rispetto all’1,33% precedentemente stimato (ottenuto in seguito al fine settimana). Si contano altri tre decessi.
Negli ospedali aumentano sia le persone ricoverate in terapia intensiva con 19 posti letto occupati (più 2) sia quelle in degenza che passano da 193 a 200 (più 7).

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Salute

Covid, Campania: 820 positivi e 10 decessi

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CAMPANIA – L’unità di crisi della Regione Campania ha pubblicato il consueto bollettino odierno circa la situazione pandemica da Coronavirus in Campania. Oggi il virus fa registrare 820 positivi su 16.193 tamponi esaminati, 327 in meno di ieri con 13.385 tamponi processati in meno.

In percentuale, significa che è positivo il 5,06% dei test, un punto percentuale e mezzo in più rispetto a ieri quando il tasso di positività era al 3,88%. I deceduti sono 10 nelle ultime 48 ore, ed uno morto in precedenza ma registrato ieri.

Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 24
Posti letto di degenza disponibili: 3.160
Posti letto di degenza occupati: 309

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Salute

Campania, Covid: completato il sequenziamento, 4 i positivi alla variante Omicron

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NAPOLI – “Nell’ambito dell’attività di Sorveglianza Covid della Regione Campania, è stato completato questa mattina il sequenziamento relativo al paziente campano proveniente dall’Africa australe e ai contatti diretti avuti al suo rientro in Italia. Con lui, sono risultati positivi alla nuova variante B.1.1.529, anche la moglie e i suoi due figli.

Il sequenziamento in tempi rapidi è stato possibile grazie a strumenti che con tecnologia NGS, di cui è dotato il laboratorio dell’Ospedale Cotugno, che consentono di processare e valutare il genoma virale in toto nel giro di 24 ore. I 4 pazienti non presentano sintomi rilevanti a conferma dell’azione prodotta dal vaccino.

Esprimiamo apprezzamento per il personale altamente qualificato del Cotugno che ha completato il sequenziamento. Seguiremo con la massima attenzione questo caso con grande attenzione al tracciamento.”

Questo il comunicato stampa pubblicato dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che fotografa la situazione della variante Omicron nella Regione.

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Salute

Omicron, Faella: “resta essenziale la diffusione dei vaccini”

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NAPOLI – L’ex direttore del Dipartimento Emergenza Infettivologica dell’ Ospedale Cotugno di Napoli, Franco Faellane è sicuro: la variante Omicron del Covid-19 preoccupa ad un livello due, in una scala da uno a tre.

Almeno – aggiunge Faella in una intervista al giornale “ROMA” – adeguandoci al secondo grado di preoccupazione cui tale variante è stata associata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità , e dai “Centers for Disease Control” americani (CDC) che hanno formulato i criteri in base ai quali definirne la pericolosità di una variante”.

Sulla pericolosità della nuova variante del virus il prof. Faella afferma che “siamo già al corrente che la proteina Spike del virus, sulla quale abbiamo concentrato le attenzioni perché è quella che si aggancia alla cellula umana, nel caso di questa variante ha sviluppato 32 mutazioni, tali da poter rendere vana l’attività dei vaccini di cui disponiamo, e degli anticorpi monoclonali efficaci per la cura del Covid”.

Resta essenziale che la diffusione dei vaccini sia garantita al mondo occidentale in maniera più completa possibile, ma è interesse di tutti che si provveda a dotare di dosi sufficienti di vaccini anche i Paesi in via di sviluppo e tutte le aree povere del mondo,. A breve saranno disponibili i farmaci antivirali che solitamente agiscono sull’attività di replicazione virale o inibendo l’aggancio virale e quindi non risentendo delle mutazioni dello Spike che invece è l’obiettivo degli anticorpi sollecitati dai vaccini. Ma i farmaci sono diretti agli ammalati, mentre il nostro primo impegno deve essere quello di privilegiare il momento della profilassi con i vaccini. e tale raccomandazione non deve essere mai dimenticata”, conclude l’ex direttore.

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