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Maltempo, Napoli: restano aperte le scuole

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NAPOLI – Nonostante la Protezione Civile della Regione Campania abbia emanato un avviso di allerta meteo di colore giallo, valido fino alle 23.59 di giovedì 4 novembre, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha deciso di chiudere soltanto i parchi cittadini. Restano dunque aperte le scuole della città.

«Prima di decidere se chiudere le scuole – spiega il vicesindaco e assessore all’Istruzione Mia Filippone – ci siamo messi in comunicazione con il coordinatore dell’ufficio tecnico del Comune di Napoli insieme con il sindaco e con l’assessore alla Protezione Civile Edoardo Cosenza.

C’erano le garanzie che non accadessero fatti gravi come quelli che sono accaduti in Sicilia la scorsa settimana e abbiamo scelto di lasciare le scuole aperte. In futuro potremmo decidere se chiudere solo le scuole a rischio tenendo quelle sicure aperte per evitare di fare perdere giorni preziosi di lezione agli studenti dopo questi due anni difficili» – conclude Filippone.

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De Luca: “Periodo di DAD nelle scuole della Campania? Idiozia. Ho detto il contrario.”

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CAMPANIA – “Un periodo di didattica a distanza nelle scuole della Campania? È un’ altra idiozia che è circolata in Italia. Io ho detto il contrario. Degli imbecilli mi hanno attribuito questa proposta, in questo Paese si parla a capocchia, è intollerabile”. Lo afferma Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, interpellato sull’intenzione di prevedere un periodo di Dad prima di Natale.

“Ho visto una dichiarazione di Lucia Azzolina che parlava di Dad”, aggiunge riferendosi all’intervento critico dell’ex ministro dell’istruzione a proposito dei protocolli adottati dall’esecutivo. “Noi stiamo facendo tutto il contrario, per tenere aperte le scuole l’interno anno scolastico. Abbiamo firmato un accordo con l’Ordine degli psicologi e qualcuno ci dice: ‘volete chiudere’, ma allora, siete imbecilli”, spiega De Luca.

Il Governo – dice ancora De Luca – ha deciso ieri che basta un solo contagio in una scuola per chiuderla. Mi aspettavo una valanga di proteste dalle mamme “No Dad”. Incredibilmente, invece, non ha parlato nessuno. Siamo davvero un Paese di squinternati. Purtroppo in questo momento è necessario questo giro di vite sulla scuola”, afferma il medico che aggiunge. “Ci sono tanti casi di Covid-19, se si fosse mantenuta la regola dei tre contagiati per tornare alla Dad, si sarebbe lasciato un focolaio un pò troppo ampio”.

Anche Paolino Marotta, irpino presidente dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici (Andis), esprime un giudizio positivo sulle nuove indicazioni del governo  “Da diversi giorni – afferma Marotta – si registrava in tutte le regioni un sensibile e preoccupante aumento dei contagi, che interessava soprattutto gli alunni del primo ciclo. Una situazione epidemiologica che determinava in capo ai dirigenti scolastici un lavoro sempre più gravoso e insostenibile per la difficoltà di individuare i cluster, mandare in quarantena le classi, attivare la Dad, rispondere ai genitori, contattare i Dipartimenti di Prevenzione, come previsto dal programma di sorveglianza con testing.

Intere settimane, comprese le giornate di sabato e di domenica, passate a gestire casi, a fare tracciamenti e comunicazioni ai genitori, a girare agli uffici sanitari prenotazioni dei tamponi T0 e T5, un lavoro snervante, oscuro, non riconosciuto, al quale spesso seguiva un lungo silenzio delle aziende sanitarie, che non erano più in grado di fare i tamponi ‘a tempo zero’ (T0) e giustificavano l’inerzia con le più diverse motivazioni”. E accusa: “Sarebbe il caso che, una buona volta, Governo e Parlamento prendessero atto del vistoso malfunzionamento delle strutture sanitarie regionali e intervenissero di conseguenza”.

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Scuola, De Luca: “chiudere e mandare tutto in DAD sarebbe una tragedia”. Nuove misure

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CAMPANIA – A seguito dell’aumentare dei casi da Covid-19, l’amministrazione regionale sta varando tutte le possibili misure per il contenimento della contagiosità. Proprio di pochi minuti fa è il comunicato del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale ha dedicato un post sul proprio profilo Facebook alle condizioni scolastiche:

“In Campania – ha dichiarato il presidente – abbiamo 267 classi (non istituti) chiuse per focolai, di cui 37 classi nel territorio della Asl Napoli, 67 classi nella Asl Napoli 2, 64 classi nella Asl Napoli 3, 36 classi nella Asl Caserta, 8 classi nella Asl Avellino, 7 classi nella Asl Benevento, 48 nella Asl Salerno. Gli obiettivi fondamentali che abbiamo in Campania sono due:- il primo è ovviamente non chiudere l’economia della nostra regione, per questo dobbiamo vaccinarci tutti.

L’altro obiettivo che abbiamo – prosegue -, e probabilmente oggi è quello prioritario, è tenere aperte le scuole, evitare di chiuderle. Abbiamo fatto di tutto in questi mesi per tenere aperti gli istituti perché pensare di richiudere tutto e di mandare tutto in DaD sarebbe una tragedia. Abbiamo sottoscritto, una Regione in Italia, un protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi per dare una mano alle famiglie, per seguire i bambini, proprio per accompagnare in ogni modo il lavoro necessario a tenere aperte le scuole.

Stiamo facendo la facendo la terza dose al personale scolastico. Se saremo rigorosi e completiamo per metà dicembre questo lavoro, noi avremo creato la condizione essenziale per tenere aperte tutte le scuole. Dobbiamo essere tutti responsabile. Ognuno di noi deve fare l’impossibile per non chiudere più le scuole“, ha concluso il governatore.

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Campania, ipotesi DAD per scuola primaria e media dall’8 dicembre

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CAMPANIA – La Regione Campania è al lavoro per tentare una strategia che possa arrestare, o perlomeno decelerare, l’aumento dei contagi da Covid-19, anche e soprattutto nell’ottica delle imminenti feste natalizie. Voci dell’ultim’ora riportano che l’amministrazione regionale stia meditando sulla possibilità di prevedere la didattica a distanza per scuola primaria e media dall’8 dicembre per i successivi 15 giorni (esclusi, ovviamente, i giorni delle vacanze natalizie).

“Abbiamo proposto di avere un mese di didattica a distanza nella scuola dell’obbligo a partire dall’8 dicembre. Considerando che ci separano dieci-dodici giorni dalle vacanze natalizie, sarebbero solo due settimane”, ha espresso Bonavitacola durante l’incontro Stato-Regioni. Seguiranno aggiornamenti.

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