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Politica

[VIDEO] CRISPANO. Il Sindaco Michele Emiliano documenta il rilancio dell’area Pip

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Il sindaco di Crispano Michele Emiliano ha documentato l’opera di rilancio dell’Area Pip ed ha dichiarato quanto segue:

Tutti, negli anni, hanno promesso la bonifica e il rilancio dell’area Pip, ma ciò che abbiamo ereditato, era sotto gli occhi di tutti. Cumuli di rifiuti abbandonati e degrado in ogni luogo. Una discarica a cielo aperto, dove i pochissimi coraggiosi imprenditori, che hanno delocalizzato in quei terreni la produzione, si sono ritrovati ad aver investito capitali per realizzare delle cattedrali nel deserto“.

Poi, prosegue: “Innanzitutto, abbiamo proceduto alla bonifica dell’area. Abbiamo iniziato dei lavori di messa in sicurezza, per dotare di varchi d’ingresso la zona industriale e, provvederemo a recintare l’intera area, restituendo sicurezza e dignità a quello che deve trasformarsi nel fiore all’occhiello della nostra città.

Per farlo, abbiamo il dovere, come amministrazione, di intervenire anche sulle regole e sui vincoli burocratici che fino ad oggi, hanno impedito a molti imprenditori di investire e, poi, procederemo all’assegnazione degli ultimi lotti rimasti, attraverso un bando che sarà pubblicato entro la fine dell’anno.

In questo modo, snellendo le procedure burocratiche, gli imprenditori assegnatari, potranno investire capitali freschi a Crispano per delocalizzare nell’area Pip importanti realtà produttive, favorendo pure uno slancio alle opportunità occupazionali.

In secondo luogo, come detto, affideremo anche gli altri lotti rimasti e con i varchi all’ingresso e la messa in sicurezza di tutta l’area, Crispano, potrà finalmente disporre di un’area industriale degna di questo nome.

La prima parte della consiliatura, è stata impiegata per la programmazione; da qui in avanti, entreremo nella fase della realizzazione. Questo vale, non solo per i Pip, ma in particolare per i lavori pubblici. Ed anche, quando l’occhio avrà avuto la sua parte, ci renderemo conto dell’efficienza di un ciclo di buon governo, caratterizzato dal ripristino della legalità, dal ripristino del primato dell’interesse collettivo su quello privato e dall’affermazione della logica dei fatti rispetto alle chiacchiere. E siamo ancora all’inizio…”

Inoltre il Sindaco Emiliano ha pubblicato il seguente video:

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Frattamaggiore

FRATTAMAGGIORE. Il Comune spende circa 80mila euro per la cura dei cani randagi.

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FRATTAMAGGIORE – Ancora un altro spreco di denaro nel comune della canapina. Alcuni giorni fa i cittadini di Frattamaggiore, almeno quelli più attenti, hanno potuto scoprire che la propria Amministrazione ha determinato la liquidazione del Servizio Ricovero, manutenzione e cura dei cani randagi, ovviamente, servizio affidato alla ditta “Rifugio Agro Aversano srl” la “modica” cifra di € 76.423,35.

Una cifra impensabile per le casse di un ente sempre quasi vuote. I frattesi pagano a caro prezzo la possibilità di non vedere cani randagi per strada. Se poi teniamo conto che un Comune di circa 5 Kmq debba pagare circa 80mila euro per un servizio non ritenuto prioritario allora siamo alla follia. Poi c’è un’altra cosa che taglia la testa al toro, si può sapere se il Sindaco Marco Antonio Del Prete ha contezza di quanti cani siano in stallo e su quanti cani è ripartita tale cifra? Ma soprattutto, siamo consapevoli del fatto che ogni anno si paga sempre la stessa cifra, evento tangibile del fatto che in questo canile non muore mai nessun cane? Gradiremo risposte in tempi brevi.

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Napoli

RUNTS. Scontro CSV Napoli e Regione Campania. Allarmismo inutile creato a Santa Lucia

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NAPOLI – Conflitto istituzionale tra CSV Napoli e Regione Campania. Motivo della discordia è l’allarmismo creato dalla Regione Campania circa l’iscrizione degli enti del terzo settore al Registro Unico Nazione del Terzo Settore. Una norma che finalmente pone le basi al censimento nonché alla certificazione di tutte le associazioni che operano nel mondo del volontariato.

La Regione Campania con a capo l’Assessore alle Politiche Sociali Lucia Fortini invece di aiutare e supportare tale agevolazione per gli enti del Terzo Settore, ingarbuglia la matassa e non fa altro che creare allarmismo con una comunicazione che asserisce che gli enti scritti al Registro Regionali saranno sottoposti a verifiche e iscritti, nel caso di esito positivo, direttamente al RUNTS, o cancellati in caso di esito negativo.

Immaginate il panico tra gli enti di terzo settore che si sono riversati immediatamente in aiuto all’unico ente che finora ha dato reale supporto in assenza di una norma ben chiara che ponesse le basi ad una collaborazione tra istituzioni e volontariato, stiamo parlando del CSV Napoli e di seguito riportiamo quanto pubblicato dallo stesso ente:

Da poche ore il Registro Unico del Terzo settore è diventato accessibile: gli ETS in possesso dei requisiti e non ancora iscritti, possono avanzare fin da subito domanda d’iscrizione. Il momento era atteso da oltre tre anni ed è diventato quasi una “liberazione” anche per chi, in questo periodo, ha sostenuto le tante associazioni impegnate a rivedere lo statuto alla luce delle nuove norme previste dal Codice del Terzo settore.

Il Centro di Servizio per il Volontariato della città Metropolitana di Napoli ha provato, più volte, a colmare quel vuoto lasciato dal legislatore offrendo alle associazioni le indicazioni tecniche e gli strumenti ritenuti essenziali per le scelte legate al nuovo assetto.

Dallo scorso 19 novembre, però, in merito alle procedure per l’avvio del RUNTS, gli uffici della Regione Campania attraverso i propri canali istituzionali comunicavano che: “le ODV e le APS già iscritte nei registri regionali, non dovranno porre in essere nessuna attività. In seguito, verrà effettuato il controllo della completezza dei dati ‘obbligatori’ nonché della sussistenza dei requisiti per la permanenza nel registro, con particolare riferimento alla conformità dell’atto costitutivo e dello statuto al DLgs n. 117/2017: in caso di esito positivo, sarà disposta l’iscrizione dell’ente nella sezione corrispondente del RUNTS; in caso di esito negativo, ne sarà disposta la mancata iscrizione”. A seguito di questa comunicazione, questa situazione già molto delicata per il Terzo settore della città metropolitana si è complicata ulteriormente.

Crediamo che in questa fase sia opportuno evitare allarmismi e fraintendimenti, dal momento che la norma prevede, in caso di non conformità degli atti, un contraddittorio obbligatorio, per favorire le modifiche o le integrazioni ritenute necessarie” dichiara il presidente di CSV Napoli, Nicola Caprio, che prosegue “Precisiamo questo, poiché, subito dopo la pubblicazione della notizia sul sito della Regione Campania, i nostri uffici, sono stati tempestati dalle telefonate di organizzazioni preoccupate di un’ eventuale cancellazione d’ufficio. Tutto ciò avviene – aggiunge Caprio – perché, ancora oggi, non si mette in pratica quanto previsto dalla Riforma, e cioè l’attivazione di processi di co-programmazione e co-progettazione tra Istituzioni e Terzo settore. E’ mancata, purtroppo e nonostante la disponibilità di CSV Napoli, la collaborazione con gli uffici preposti della Regione Campania, come dimostrano anche le numerose richieste di supporto pervenute nell’ultimo mese da associazioni coinvolte a vario titolo nei progetti finanziati dalla Regione Campania in merito agli avvisi fondi 2017 (scorrimento) e fondi 2018-2020 per ODV e APS. Tutte le associazioni che si sono rivolte ai nostri consulenti, hanno lamentato l’impossibilità di mettersi in contatto con gli uffici della Regione e il conseguente mancato avvio delle attività progettuali. Le organizzazioni ci hanno più volte fatto presente di aver attivato fideiussioni per progetti che tardano a partire a causa di lungaggini nelle comunicazioni, con conseguenti aggravi per le casse delle stesse che si vedono, quindi, costrette a prolungare la durata delle garanzie fideiussorie. Anche le associazioni che stanno concludendo i progetti, nell’ultimo periodo non sono riuscite ad avere risposte in merito alle rendicontazioni presentate e non avendo, pertanto, ricevuto gli svincoli delle fideiussioni, sono state obbligate a rinnovare le polizze, subendo un ulteriore danno economico. Questo è inaccettabile. Per tutte queste motivazioni – conclude Caprio – chiediamo all’Assessore alle politiche sociali e al Welfare della Regione Campania di intervenire con la massima priorità e di avviare percorsi di collaborazione con le organizzazioni su queste tematiche, al fine di costruire insieme politiche attive che possano migliorare le nostre città”.

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Afragola

AFRAGOLA. Pannone nomina la giunta. La montagna ha partorito un topolino

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AFRAGOLA – Pochi minuti fa il Sindaco Pannone attraverso una diretta Facebook ha diramato i nomi degli assessori che formeranno la tanto attesa prima giunta della sua era.

Tanto tuonò che piovve. La montagna ha partorito un topolino. Tutto quello che è stato detto in campagna elettorale sulla giunta di alto profilo tecnico, oggi non si è dimostrato nei fatti.

Al netto del nome altisonante dell’Onorevole Pina Castiello come vicesindaco, il resto della giunta, chi si aspettava gli alti profili con conseguente equilibrio tra deleghe e competenze è rimasto alquanto deluso. Ma prima di addentrarmi in quella che potrebbe essere la mia disamina vediamo nello specifico come sarà composta la giunta: onorevole Giuseppina Castiello con la carica di vicesindaco, Arch. Francesco Di Micco con delega alle Politiche Sociali, Mauro Di Palo con delega alle Politiche del Lavoro, Sicurezza, dott. Michele Sibilio con delega al Bilancio, Aniello Silvestro con delega ai Servizi Cimiteriali, Dott.ssa Angela Sodano con delega ai Lavori Pubblici, infrastrutture ed Edilizia Scolastica, Dott.ssa Gelsomina Terracciano con delega agli Affari Generali e alla Programmazione Urbanistica ed Edilizia Privata.

Dal primo sguardo si può notare che due elementi su sette non sono neanche in possesso di una laurea, ma il Sindaco Antonio Pannone pur di riconoscergli un ruolo si è sforzato di attribuirgli un ruolo – ragioniere e perito industriale – come se questi fossero medaglie al valor militare ma lasciamo stare anche quest’aspetto.

Un’altra cosa che balza subito agli occhi è che le deleghe assegnate non rispecchiano affatto le competenze che ognuno degli elementi dovrebbe – qui il condizionale è d’obbligo – possedere. Infatti ci saremmo aspettati che all’Architetto fossero state affidate le deleghe dell’Urbanistica, che al Perito Industriale la delega ai motori delle auto della Polizia Locale, visto che dice di possedere alto profilo in competenze di veicoli a motore e al ragioniere, quanto meno, i tributi, visto che al Bilancio si è preferito mettere, come giustamente che sia, un esperto contabile.

Invece no! Tutto è il contrario di tutto, ad un architetto vengono affidate le Politiche Sociali e si tengono fuori vere e proprie eccellenze del territorio del ramo. Ad una dirigente scolastica i lavori pubblici e la delega alle Infrastrutture e ad un ex Segretario comunale, quindi ad un profilo tecnico amministrativo, si è deciso di affidarle la delega, attualmente la più delicata viste le imminenti scadenze sul PUC, dell’Urbanistica.

Ovviamente chi ci capisce è bravo, io ammetto i miei limiti e come ammetto i miei riesco a vedere anche quelli degli altri e qui, credetemi, ce ne sono tanti. Per gli afragolesi? Speriamo che se la cavino!

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