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Cronaca

De Luca indagato per concorso in corruzione

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NAPOLI – È indagato per concorso in corruzione il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

L’avviso di proroga delle indagini gli è stato recapitato di venerdì. Chi ha raccontato il funzionamento del sistema di potere che sembrerebbe girare intorno a Vincenzo De Luca è Fiorenzo “Vittorio” Zoccola, nei suoi lunghissimi verbali davanti al procuratore generale Giuseppe Borrelli e ai pm Elena Cosentino e Guglielmo Valenti. Quello che emerge da questi verbali è un sistema collaudato al cui centro c’è solo ed unicamente Vincenzo De Luca.


Zoccola sta collaborando con i magistrati. Secondo costui, si tratterebbe di un vero e proprio scambio. Precisa, infatti, che i singoli presidenti delle cooperative, che fino al 2020 erano riunite nel consorzio “Salerno Solidarietà”, avevano i propri referenti politici, ma era lui a garantire, nel suo rapporto con Vincenzo De Luca, quello che definisce “l’equilibrio” ovvero un modus operandi che non scontentasse nessuna cooperativa rispetto agli appalti e rispondesse ai desiderata del governatore sulla distribuzione dei voti. Racconta di aver parlato con Roberto De Luca (non indagato) e Giovanni Savastano, consigliere regionale attualmente agli arresti domiciliari nella stessa inchiesta, della necessità di pubblicare i bandi del Comune di Salerno per garantire i lavori delle cooperative, ma fu poi Vincenzo De Luca a definire la distribuzione dei voti.

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Cronaca

Caserta, cade dal pergolato: muore Attilio, pensionato 79enne

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CASERTANO – Incidente fatale per Attilio Scuncio, pensionato di 79 anni, trovato esamine nella sua abitazione di Vairano Patenora, in provincia di Caserta. L’anziano, al momento del ritrovamento, riportava una grave lesione al capo.

Ad accorgersi dell’accaduto un familiare, che ha poi allertato i carabinieri della locale stazione. Secondo le prime ricostruzioni, pare che Attilio fosse salito sul pergolato per effettuare delle riparazioni, perdendo poi l’equilibrio e battendo violentemente la testa. La salma, molto probabilmente, verrà trasferita al centro di medicina legale di Caserta per l’autopsia. L’uomo lascia una moglie e tre figlie.

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Cronaca

Lite in spiaggia a Marechiaro: emessi 2 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane

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Il Questore di Napoli ha emesso 2 provvedimenti ex art. 13bis del D.L. 14/2017, come modificato dal D.L. 130/2020, nei confronti di due napoletani di 43 e 38 anni resisi responsabili di lesioni personali aggravate.
In particolare, lo scorso 14 maggio una volante del Commissariato Posillipo era intervenuta in via Posillipo presso “la Spiaggia delle Monache” per la segnalazione di una lite sull’arenile ed avevano accertato che il 38enne, infastidito da un minore che stava giocando insieme ad altri ragazzi, lo aveva dapprima richiamato e, di fronte alla sua risposta sgarbata, lo aveva spinto facendolo rovinare su uno scoglio provocandogli lesioni al volto.
In quei frangenti, il giovane aggredito aveva chiamato il padre il quale, giunto sulla spiaggia imbracciando un casco da motociclista, lo aveva utilizzato per colpire il 38enne  trascinandolo in acqua dove, solo grazie all’intervento di altri bagnanti, l’uomo era riuscito a sottrarsi ai numerosi colpi dell’aggressore.
L’episodio, ripreso da un bagnante,  era stato altresì diffuso su numerosi social network.
I provvedimenti, istruiti e predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, prevedono il divieto, per un anno, di accedere ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico trattenimento siti nel Comune di Napoli in particolare in via Posillipo, via Petrarca, via Sermoneta, largo Sermoneta, via Mergellina e via Caracciolo nonché il divieto di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi.

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Cronaca

America sotto choc, sparatoria in una scuola elementare: uccisi 19 bambini e 2 adulti

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Una vera e propria strage, quella avvenuta stamattina in una scuola elementare di Uvalde, in Texas. Infatti, diciannove bambini e due adulti, di cui un insegnante, sono stati uccisi in classe da un ragazzo di 18 anni, tale Salvador Ramos.

Sulla questione, che ha letteralmente scioccato l’America, il presidente Joe Biden si è così rivolto agli americani e al Congresso: “Possiamo e dobbiamo fare di più. E’ il momento di trasformare il dolore in azione e di affrontare la lobby delle armi”. Poi, prosegue:

“Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo, dov’è la nostra spina dorsale?. Non venitemi a dire, che non possiamo avere un impatto su queste carneficine”.

Dello stesso avviso, la vicepresidente Kamala Harris: “Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire”.

Rincara la dose anche Barack Obama, presidente durante la strage di Sandy Hook del 2012: “Io e Michelle, siamo al fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati: sono passati dieci anni da Newtown e il nostro Paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico, che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. E’ scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione”.

Intanto, per quanto riguarda il killer Salvador Ramos, sappiamo che lavorava presso la catena di ristoranti americani Wendy’s e come riferisce il manager del locale Adrian Mendes, egli “era un tipo silenzioso, non diceva molto e non socializzava con altri dipendenti. Ramos indossava un giubbotto antiproiettile. Ramos era un ragazzo difficile, non andava a scuola spesso e infastidiva altri studenti. Era nei radar della scuola. Si sapeva che aveva problemi, ma nessuno lo ha mai segnalato alle autorità”.

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