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POLITICA

Napoli, Manfredi: “Via alle assunzioni”, approvato il bilancio consolidato

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NAPOLI – E’ stata approva con una maggioranza di 30 voti favorevoli contro i 7 contrari ed i 2 astenuti la delibera n. 470 del 30.09.2021 avente ad oggetto il Bilancio Consolidato per l’esercizio 2020 del Consiglio Comunale di Napoli.

«La situazione economico finanziaria del Comune di Napoli è molto seria e necessita di un intervento straordinario, senza il quale è difficile assicurare la normale gestione della attività». Lo ha scritto Pierpaolo Barretta, assessore al Bilancio, nella relazione presentata in Sala dei Baroni.

Il consolidato ha certificato il debito dell’ente di 5 miliardi. Non sono mancate le prime divisioni all’interno dell’opposizione, prima tra tutte quella dell’ex candidato sindaco Catello Maresca il quale, a capo dei consiglieri di centrodestra, ha espresso voto contrario.

Vi sono poi state le astensioni di Antonio Bassolino e Toti Lange. Mentre hanno espresso voto favorevole Alessandra Clemente ed il suo consigliere Claudio Cecere. Non bisogna dimenticare, d’altronde, che il documento contabile è stato redatto dalla precedente amministrazione di cui proprio Clemente e Cecere sono stati espressione.

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POLITICA

130 anni de Il Mattino, Manfredi incontra Gualtieri all’incontro ‘Governare una capitale’

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NAPOLI – Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, è intervenuto all’incontro sul tema ‘Governare una capitale’ insieme al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nell’ambito della manifestazione per i 130 anni del quotidiano Il Mattino nel teatrino di Corte di Palazzo Reale.

In relazione al tema dell’autonomia Manfredi ha sottolineato ”Non sono contrario all’autonomia ma deve essere un’autonomia che garantisca uguaglianza di diritti in tutte le parti d’Italia. Un processo di autonomia è assolutamente legittimo ma dobbiamo mettere davanti a tutto l’interesse delle persone perché veniamo da anni in cui i divari sono aumentati e non diminuiti”. “Nel Paese – ha aggiunto – ci sono grandi divari economici, di servizi e sociali e lo Stato, essendo unitario, dovrebbe in teoria garantire uguali diritti costituzionali a tutti i cittadini e dunque qualsiasi processo di autonomia che venga messo in campo deve essere capace di ridurre questi divari e non aumentarli. Andrebbe in primo luogo definito in modo chiaro quali sono i livelli essenziali dei servizi, quali sono i diritti dei cittadini e cosa deve garantire il Governo centrale. Noi dobbiamo fare la nostra parte: avere un’amministrazione efficiente, dobbiamo essere in grado di intercettare i progetti europei e nazionali, dobbiamo spendere bene le risorse pubbliche e poi dobbiamo insistere sui tavoli politici nazionali affinché  gli investimenti fatti dal Governo centrale siano fatti per garantire una riduzione dei divari non solo nell’interesse dei cittadini napoletani, ma del Paese perché l’Italia cresce solo se cresce il Sud e dunque bisogna mettere le Regioni nelle condizioni di essere competitive”.

Per amministrare le grandi città – ha aggiunto il Sindaco – servono dei poteri e modelli organizzativi diversi e la sfida del governo delle grandi città e aree metropolitane, tra le più grandi d’Europa, è la sfida più complessa per un tema semplice. Il sindaco di una città come Napoli deve passare, da un lato, da quella che è la quotidianità dei bisogni dei cittadini, dall’altro deve anche gestire  una città che rappresenta una parte importante del paese, con una proiezione internazionale. Questo con i poteri che hanno i sindaci è molto difficile da fare“.

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Casavatore

CASAVATORE – La politica naviga a vista, senza nocchiero.

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CASAVATORE – Ormai lontana l’eco della campagna elettorale, scomparsi dai radar programmi e buoni propositi, resta il degrado di un territorio senza più scuole, senza spazi, con un commercio alla canna del gas, senza l’ombra di pianificazioni o programmazioni.

In tale continua emergenza, il disagio è evidente: è sufficiente guardarsi intorno per capire. Il dissenso si percepisce ovunque, anche sui social, ma non solo. La “cura” Maglione non sta dando i risultati sperati. Cambi di lampadine a parte e qualche pezza a colori a strade e marciapiedi ormai consunti, di concreto c’è ben poco.

Si va a rilento, si scopre solo ora, dopo oltre un anno e mezzo di presenza in Consiglio, che c’è carenza di personale e di risorse. Persino le “braccia” preziose del RDC vengono sfruttate in maniera inadeguata e insufficiente.

La politica si è ritirata in buon ordine, anche se ci si aspetterebbe molto di più, considerato il traffico nella Casa Comunale, con un solo partito di fatto rimasto sul territorio, il PD, dopo l’incesto politico e la successiva fusione tra Idea Democratica e M5S, “sacrificatosi” generosamente solo per guadagnare un capogruppo e la presidenza di una importante Commissione (non è mai esistito infatti alcun percorso comune tra i due).

Si registrano qualche timida iniziativa dei democratici su temi di attualità sociale, nessuna attenzione al referendum sulla giustizia ormai alle porte e definitiva condanna a morte dei gazebo, ormai un felice ricordo, che era l’unico vero momento di collegamento tra attivismo e cittadinanza, incassato il rifiuto di fatto del M5S a confrontarsi a mezzo social.

Politica che retrocede così da attiva a passiva in un colpo solo. Lontano il tempo del resoconto e del “fiato sul collo”, ormai il M5S locale, con l’abbandono di tutti gli attivisti storici, si è ridotto ai soli due componenti presenti in Giunta e Consiglio. Di attivismo politico neanche a parlarne. Zero proposte, zero soluzioni, zero incontri sul territorio. Non va certo meglio sui social: sulle pagine ufficiali il confronto latita, e i LIKE non raggiungono neanche il numero dei vantati “attivisti”, limitandosi ai soliti tre o quattro aficionados e tifosi. Difficile, allora, credere ancora alla favola del gruppo compatto e coeso. Del resto, la politica tradizionale, quella “in presenza”, quella con la quale si è sottoscritto un patto di sangue unilaterale con tendenza al suicidio, continua a collezionare figuracce.

Dopo la vergognosa farsa della TARI sulle pertinenze, con la commedia in due atti il cui finale è ancora tutto da scrivere in attesa dell’esito dei ricorsi, ci si chiede che fine abbia fatto l’opposizione, ormai rappresentata solo da qualche gruppo di cittadini e comitati.

Tiene ancora banco la questione cimitero, anche se in realtà sarebbe il caso di evitare che il paese, già ridotto a dormitorio, in cimitero vi si trasformasse definitivamente.

Comunicazione ancora non pervenuta: accantonato anche il periodico “PUBBLICO” dopo un esordio non proprio entusiasmante , bloccato nel traffico il più volte nominato “manager della comunicazione”, si ha come l’impressione di vivere in perenne attesa: tra nomine pasticciate, proroghe, e ordinanze emesse e poi ritirate, si avverte tutto il dramma di un paese ormai lasciato a sé stesso. E forse all’incompetenza.

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POLITICA

Guerra Russia-Ucraina, Di Mai presenta il “Piano Italia” al Consiglio Europeo

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ITALIA – Il Ministero degli Esteri Luigi di Maio presenta al Consiglio d’Europa il “Piano Italia” presso la Reggia di Venaria, alle porte di Torino. Trattasi di una possibile via d’azione per la restaurazione dei rapporti tra Ucraina e Russia ormai in conflitto da mesi.

“Costituiamo un gruppo internazionale per facilitare il dialogo tra Russia e Ucraina e arrivare prima al cessate il fuoco e poi alla pace” afferma Di Maio. “La presidenza italiana è stata segnata dalla drammatica aggressione russa all’Ucraina, un attacco ai nostri principi e valori, gravido di ripercussioni umanitarie, di sicurezza ed economiche”

è infatti concluso il semestre di presidenza italiana e Di Maio ha quindi passato le consegne all’omologo irlandese Simon Coveney, che ha quindi assunto l’incarico. Nel tirare le conclusioni finali non poteva mancare il passaggio sulla Russia, estromessa dall’organizzazione dopo l’aggressione all’Ucraina: “Si è trattato di un esercizio complesso che ha richiesto la gestione della sospensione prima e poi dell’esclusione della Federazione russa dal Consiglio d’Europa. In questo percorso istituzionale e politico senza precedenti siamo stati guidati dalla consapevolezza della sfida e dal vostro sostegno nell’interesse condiviso a muoversi uniti su una scelta di grande importanza strategica in difesa della credibilità dell’organizzazione e dei suoi principi e valori”, ha detto.

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