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Green pass, sindacati: “Non ci sono le condizioni per controlli su bus e metro”

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NAPOLI – “Non ci sono le condizioni per controllare i green pass su bus e metro”. Lo sostengono i sindacati romani dei trasporti interpellati dall’ANSA sull’ipotesi dell’allargamento del disco verde. Il pensiero è stato condiviso anche dai sindacati campani, che denunciano l’assenza di personale ad hoc.

Sulla vicenda, senza mezzi termini, si è espresso il segretario della Filt Cgil Roma e Lazio Eugenio Stanziale che spiega: “Pur considerando il green pass uno strumento di garanzia per tutti i cittadini, ad oggi non ci sono le condizioni né tecniche, né organizzative per controllare il green pass sui mezzi pubblici. I tempi del servizio pubblico verrebbero ampliati in maniera enorme, ma soprattutto mancano gli strumenti. Nell’immediato bisogna puntare su distanziamento e mascherine” – conclude.

Su una linea analoga si muove il pensiero del collega della Fit Cisl del Lazio, Marino Masucci: “All’inizio del lockdown avevamo proposto di introdurre dei facilitatori sui mezzi pubblici, personale ad hoc per controllare distanziamento e mascherine, ma la nostra idea è caduta nel vuoto. Se si pensa di incaricare gli autisti di controllare i green pass si è completamente fuori strada. Servirebbe assumere personale addetto”.

Nessuna conferma da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili dell’ipotesi di estensione del Green pass anche per il trasporto pubblico locale.

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Trova un miliardo di lire in titoli di Stato ma non valgono più: i dettagli

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Curioso episodio avvenuto a Ceccano, nel Frusinate, dove un 50enne operaio ha trovato un cofanetto di Titoli di Stato durante alcuni lavori in casa, ma purtroppo per lui è arrivata subito la doccia fredda. Infatti, quel tesoro è scaduto e il miliardo di vecchie lire non si può più riscuotere.

In particolare, per Bankitalia, quei titoli accumulati dal nonno in epoca fascista non valgono più. Il bottino era nascosto in una cassetta di legno avvolta in fogli di giornale, e recava al suo interno: un buono fruttifero di cinquecento lire del 1937 con l’effigie di Vittorio Emanuele III, cedole da dodici lire e 25 centesimi e un piano di ammortamento che alla scadenza (nel 1962) avrebbe fruttato un miliardo delle vecchie lire. Nel contenitore, anche un libro mastro con appunti ormai illeggibili del nonno, un agricoltore che in vecchiaia aveva perso la memoria.

Ecco il commento del diretto interessato:

“Ero molto legato a mio nonno, e mi piace pensare che a guidarmi alla scoperta di quella cassetta di legno nascosta dentro il muro, sia stato proprio lui. Era un gran risparmiatore, ed è un peccato che il frutto dei suoi sacrifici sia venuto fuori solo ora e rischi di essere vanificato”.

Poi, sulla possibilità di una causa, gli avvocati hanno così precisato:

“Ci sarebbero pareri giurisprudenziali discordanti, nonostante la circolare della Banca d’Italia escluda la possibilità di riscossione, ricordando che la cifra in ballo è notevole. Tra rivalutazione monetaria e interessi, si parla di almeno due milioni di euro”.

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Notte tranquilla per Berlusconi al San Raffaele: le ultime

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Silvio Berlusconi ha trascorso la prima notte di degenza tranquilla al San Raffaele di Milano, come riferiscono fonti sanitarie. Infatti, l’ex premier è stato ricoverato ieri presso la struttura di via Olgettina, per l’esecuzione di “accertamenti programmati in relazione alla nota patologia ematologica”.

Tuttavia, il Cavaliere era stato dimesso dallo stesso ospedale lo scorso 19 maggio, dopo oltre 40 giorni di ricovero per via di una polmonite, aggravata dalla leucemia mielomonocitica cronica. Accanto a lui la compagna Marta Fascina.

Pertanto, i medici precisano che “i controlli a cui il leader è sottoposto, rispondono a criteri clinici di normale pratica in medicina, dunque non si segnalano criticità né allarme per le sue condizioni di salute”. 

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Papa Francesco, parla il chirurgo Alfieri: “Il Pontefice sta bene, ma reciterà l’Angelus in privato”

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Le condizioni di Papa Francesco restano stazionarie, quindi domenica il Pontefice reciterà la preghiera dell’Angelus “in privato, evidentemente nella sua stanza di ospedale, chi vorrà unirsi a lui spiritualmente in preghiera lo potrà fare seguendo la preghiera dell’Angelus a mezzogiorno”. Queste le parole del direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.

Invece, il chirurgo Sergio Alfieri, operante presso il Policlinico Gemelli di Roma, ha così aggiunto:

“Per il Papa i parametri sono regolari, ma sono necessari sforzi minimi e di conseguenza, gli è stato chiesto di soprassedere alla celebrazione dell’Angelus domani”.

Intanto, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, è così intervenuto a margine dell’evento ‘Not Alone’ della Fondazione Fratelli Tutti:

“Il Papa sta bene, l’operazione è andata bene, le notizie che ho ricevuto al di fuori di quanto è stato pubblicato, riferiscono che il decorso è positivo. Il Papa avrebbe già manifestato il desiderio di riprendere il lavoro”.

Pertanto, le udienze col Santo Padre sono state sospese fino al 18 giugno, ma “tutto il resto al momento resta in piedi”.

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