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Cronaca

Napoli, scontri fuori dallo stadio: in manette cinque persone

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Nella serata di ieri, prima della partita tra Napoli e Lazio, disputatasi allo stadio Diego Armando Maradona, alcuni mezzi di tifosi laziali, sono stati attaccati con bottiglie, fumogeni e petardi da un gruppo di ultras napoletani, coperti da caschi e passamontagna, armati con bastoni chiodati. A quel punto, le forze dell’ordine, hanno affrontato e arrestato gli aggressori, i quali si sono opposti con mazze e cinghie, salvo poi essere bloccati dagli agenti. In particolare, sono sette i tifosi fermati.

Tra questi, figurano Rosario Lo Monaco, Davide Romano, Alessandro Borrelli, Pasquale Forte e Giuseppe Mazzocchi, tutti napoletani tra i 30 e i 39 anni, alcuni dei quali con precedenti di Polizia e già sottoposti a DASPO, che sono finiti in manette per resistenza a Pubblico Ufficiale nonché a vario titolo, anche per possesso o utilizzo di strumenti atti ad offendere.

Invece, gli altri due aggressori, di 36 e 25 anni, sono stati ‘solo’ denunciati per resistenza a Pubblico Ufficiale e possesso di strumenti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive. Inoltre, per entrambi, è già stata avviata la procedura per l’emissione del DASPO.

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Cronaca

Napoli, arrestato 30enne gambiano per lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale

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NAPOLI – Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato e arrestato Youssufa Ceesay, 30enne gambiano, in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso il 13 settembre 2021 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli.

Ceesay è strato accusato poiché condannato alla pena di un anno, 2 mesi e 18 giorni di reclusione per reati in materia di stupefacenti, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale commessi a Napoli nel 2016.

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Cronaca

Napoli, aggredito infermiere al Vecchio Pellegrini

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NAPOLI – Ennesima aggressione al personale sanitario. Questa volta l’accaduto è avvenuto in mattinata al Pronto soccorso del Vecchio Pellegrini, l’infermiere è finito sotto la furia immotivata di un paziente in attesa di essere visitato.

L’uomo giunto al pronto soccorso, in codice verde, per uno stato ansioso, dopo circa un ora di attesa –  come riportato da Nessuno Tocchi Ippocrate – si sarebbe avvicinato all’infermiere aggredendolo prima verbalmente e poi fisicamente. L’operatore sanitario ha avuto 21 giorni di prognosi.

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Cronaca

Eruzione vulcano a Tonga causa rottura dei tubi di scarico: sversati 6 mila barili di petrolio

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TONGA – L’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai a Tonga ha provocato disastri ambientali anche in Perù, dove una vasta sacca di petrolio è finita in mare nella giornata di sabato 15 gennaio durante le operazioni di scarico nella raffineria di La Pampilla, nella zona del Callao, il porto di Lima. Lo tsunami nato con l’esplosione del vulcano ha presto raggiunto e colpito il Paese. Sotto accusa le autorità locali che non avrebbero diramato in tempo l’allarme tsunami, facendo così proseguire le attività sulla piattaforma petrolifera. Sul terminale della raffineria era attraccata in quel momento una nave italiana, la Mare Doricum.

La violenza dello tsunami ha tranciato i tubi di scarico dell’oleodotto, causando lo sversamento di almeno 6mila barili di greggio. Secondo quanto fa sapere la Fratelli d’Amico Armatori, la compagnia italiana proprietaria della Mare Doricum, il personale di bordo ha informato il Primo Ufficiale che ha interrotto le operazioni di discarica e ha assicurato che le valvole dei collettori fossero chiuse. L’equipaggio sta bene e la nave è stata ancorata in sicurezza. Lo sversamento sarebbe imputabile alla piattaforma spagnola di Repsol e non all’imbarcazione che al momento si stava rifornendo.

A quel punto è scattato l’intervento di emergenza e la chiazza di petrolio è stata bloccata con transenne galleggiati. Il petrolio ha però superato con il trascorrere delle ore il sistema di protezione, arrivando fino alla Riserva marina di Ancòn causando non poche polemiche.

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