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Blitz dei carabinieri a Caivano, in manette 4 membri del clan Bervicato: la situazione

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Blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che nella serata di ieri, hanno eseguito un ‘ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di 4 soggetti di Caivano, tutti pregiudicati e legati fra loro da vincoli di sangue. In particolare, gli arrestati, appartengono alla famiglia Bervicato e sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di aver diretto e gestito un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, avente sede operativa nel Parco Verde di Caivano.

Nel corso delle indagini, è stato possibile accertare l’esistenza di una fiorente attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, gestita dagli stessi; oltre ad una complessa organizzazione criminale, che faceva ricorso anche a sofisticati sistemi di videosorveglianza, finalizzati ad eludere i controlli della Polizia.

Ecco i nomi degli arrestati:

  1. Domenico Bervicato, ventenne di Caserta, ma residente a Caivano, già ristretto presso il carcere di Poggioreale;
  2. Massimo Bervicato, 49enne di Napoli, ma residente a Caivano, già ristretto presso il carcere di Poggioreale;
  3. Francesco Bervicato, 22enne di Caserta, ma residente a Caivano, già ristretto presso il carcere di Poggioreale;
  4. Giovanni Bervicato, 41enne di Caserta, ma residente a Caivano, già noto alle forze dell’ordine.

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Furgone portavalori assaltato da due banditi: portati via 300 mila euro

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Paura questa mattina a Umbertide, in provincia di Perugia, dove un furgone portavalori della Vigilanza Umbra-Mondialpol, è stato assaltato in via Pitulo. In particolare, due banditi hanno aggredito un vigilantes appena sceso dal furgone blindato, portando via la sacca con i soldi contenente le pensioni.

Stando a quanto si apprende, l’uomo sarebbe stato ferito alla testa, probabilmente con un bastone. In seguito, i due malviventi avrebbero sparato un paio di colpi, per poi scappare con il bottino, che si attesta intorno ai 300 mila euro. Tuttavia, durante la fuga, c’è stato un conflitto a fuoco tra i banditi e la guardia rimasta a bordo del furgone, con l’auto dei fuggitivi che si è fermata poco dopo. Pertanto, hanno proseguito la marcia a piedi, salvo poi sparire nel nulla, probabilmente grazie all’aiuto di un complice.

Infine, il vigilantes ferito è in cura dai medici del Pronto Soccorso dell’ospedale di Umbertide, per una frattura allo sterno e numerose contusioni. Indagini in corso, per rintracciare gli autori della rapina.

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Si addormenta con la sigaretta accesa e prende fuoco tutto: 35enne ustionato

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Attimi di panico a Maddaloni, nel Casertano, dove nella serata di ieri un 35enne è rimasto ustionato. Secondo le prime informazioni, pare che l’uomo, si fosse addormentato con la sigaretta accesa, facendo andare tutto in fiamme. Pertanto, egli è riuscito a domare l’incendio, riportando però ustioni alle braccia e al torace. Sul posto, sono intervenuti i Vigili del Fuoco, mentre il 35enne è stato condotto al Reparto ustionati del Cardarelli di Napoli, laddove le sue condizioni non destano preoccupazione.

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Tribunale di Napoli intitolato a Criscuolo, Cartabia: “Insigne giurista della scuola napoletana, capace di diventare un modello ed un maestro”

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NAPOLI – Da oggi 25 gennaio il palazzo di Giustizia di Napoli, ubicato nelle adiacenze del Centro direzionale, è intitolato ad Alessandro Criscuolo, giurista di lungo corso, giudice dal 2008 della Corte Costituzionale e presidente della stessa dal 2014 al 2016, scomparso a marzo di due anni fa.

A ricordarlo è stato il Guardiasigilli Marta Cartabia, che lo stesso Criscuolo volle vicepresidente ai tempi della Consulta: “Un protagonista dell’intera esperienza giudiziaria italiana e che aveva una dote rara: era un uomo che sapeva cedere il passo. Non solo non amava i protagonismi e la ribalta, volentieri cedeva il passo ad altri, con i suoi modi sempre eleganti, sempre raffinati, ispirati forse proprio da quella naturale nobile umiltà che lo caratterizzava”.  

Sandro Criscuolo – ha ricordato Cartabia – fu eletto alla Corte Costituzionale dalla Corte di Cassazione ed è uno di quei rarissimi casi, non so se l’unico, di eletto al primo turno con un consenso unanime. Qual era il segreto della sua personalità? Sicuramente c’è l’insigne giurista della grande scuola napoletana, ma non meno decisive sono le virtù dell’uomo, capace di diventare un modello e un maestro”. Inevitabile il ricordo personale frutto delle comuni esperienze alla Consulta.

“Ebbe nei miei confronti un gesto molto generoso – ha sottolineato il ministro nel corso della cerimonia all’aperto – quando mi volle alla Corte Costituzionale, una scelta quasi eversiva, anche perché io ero arrivata da poco e appartenevo a una generazione diversa, anche una formazione diversa, venivo dall’accademia, ma per me fu un vero privilegio. E mai mi fece sentire la distanza in alcun modo. Il rapporto con lui era facile e naturale, aveva un animo davvero mite, quante volte diceva ‘non mi piace comandare’. Quando presiedeva la Corte qualche comando lo doveva pur impartire, ma la sua era una autorità che si faceva ascoltare senza mai imporsi, con interventi sempre misurati ma sempre incisivi. Lo considero un modello, per tanti giudici, per tanti giovani che guarderanno questo nome come un faro di un percorso da seguire”.

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