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Università Suor Orsola Benincasa presenta l’evento “Giorgio Gaber e la forma dell’inquietudine”

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NAPOLI “Gli anni passano ma i testi di Giorgio Gaber restano miracolosamente attuali, tanto da sembrare scritti in questi giorni”. Così Augusto Sainati, professore ordinario di Storia del cinema e della televisione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, presenta l’incontro dedicato a “Giorgio Gaber e la forma dell’inquietudine”.

Si tratta di un incontro ideato dal Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione del Suor Orsola e dalla Fondazione Giorgio Gaber che si svolgerà giovedì 9 dicembre alle ore 15 nell’aula magna dell’Ateneo napoletano sede di una Scuola di Cinema e Televisione. L’evento, che sarà poi visibile on demand già da sabato su www.youtube.com/unisobna.

“Caso unico nel panorama del teatro e della canzone italiani (del teatro-canzone) – evidenzia Sainati – Gaber ha scritto una così grande ed universale epopea dell’esistenza umana scandagliata nelle sue pieghe più recondite ed analizzata con lucido disincanto (dall’amore alla morte, dalla nascita alla malattia, dalla paternità alla separazione, dalla partecipazione alla vita collettiva alle riflessioni più intime) che lo ha reso praticamente immortale”.

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Pnrr, rettore Federico II: «momento storico»

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NAPOLI – Nella città metropolitana non si parla d’altro: i fondi del Pnrr rappresentano, forse, l’ultimo tramite con cui porre rimedio ad un comune da 5 miliardi di euro di debito.

Il rettore dell’Università di Napoli Federico II, Matteo Lorito, non ha mancato di esprimere le proprie considerazioni riguardo l’arrivo dei fondi previsti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati all’università e alla ricerca.

Secondo il rettore esso costituisce un «momento storico». Lorito spiega che «sono previsti quattro grandi interventi per l’università, complessivamente circa 6 miliardi, con i bandi che usciranno nei prossimi mesi».

Si tratta di un’occasione unica per le università meridionali ed in particolare per l’università più autorevole, nonché grande, del Mezzogiorno, la Federico II.

Proprio nel meridione sarà destinato il 40% dei fondi europei previsti dal piano. Grazie a una parte dei fondi arrivata già ad agosto, Lorito dichiara che l’università ha potuto finanziare 164 posizioni di ricercatore universitario junior. 

«L’idea dietro il Pnrr – spiega Lorito – è che questa pioggia di fondi ci dà la possibilità di svolgere delle attività nuove, perché questi fondi non possono essere utilizzati per motivi strutturali, ma per qualcosa che deve essere collegato a un’innovazione: la transizione green e l’innovazione per il digitale», conclude il rettore.

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Inaugurato l’anno accademico del Polo universitario penitenziario della Federico II

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NAPOLI – Inaugurato stamattina il quarto anno accademico del Pup – Polo universitario penitenziario della Federico II. Il Polo campano ha il più alto numero di iscritti e già nel corso del 2022 laureerà i suoi primi studenti. E da oggi, grazie al protocollo appena firmato, potrà anche far fare il tirocinio curriculare agli iscritti al corso in Scienze erboristiche presso la Farmacia della Centro.

La cerimonia di inaugurazione si è svolta nel Centro Penitenziario Pasquale Mandato di Secondigliano, sede del Polo universitario penitenziario campano, alla presenza degli studenti del Pup.

“Oggi inauguriamo il quarto anno accademico del Polo Penitenziario Universitario Federico II, iniziativa resa possibile grazie all’impegno di tantissime persone, docenti, operatori, educatori, volontari – spiega Mastrullo -. Abbiamo circa 100 iscritti, che incidono su 8 corsi di laurea afferenti a 7 diversi Dipartimenti. Vi lavorano mediamente ogni anno 100 docenti e abbiamo reclutato, nell’ultimo bando, 16 tutor, tra dottorandi e studenti di lauree magistrali. Siamo molto soddisfatti.

Stiamo lavorando per poter offrire nel prossimo anno accademico anche 2 lauree professionalizzanti dell’area di ingegneria e a breve partiremo anche col Polo Penitenziario Femminile, che si insedierà presso l’Istituto Penitenziario di Benevento e sarà il primo polo a livello nazionale”.

“In questa sede non si celebra solo l’inizio del nuovo anno accademico ma anche la firma dell’accordo con l’Asl Napoli 1, ulteriore espressione della rete che si è creata intorno al Polo che crea un ponte con la società – sottolinea Russo –. Riuscire a vedere concretamente soggetti che escono da qui per fare altro rispetto a ciò che li ha portati all’interno di questa struttura è qualcosa di straordinario. Di questo ringrazio la Federico II perché è stata non un partner ma una mente che ha reso sempre più significativa la sua presenza all’interno del Polo Penitenziario”.

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Federico II: UniNa Corse presenta la prima vettura monoposto driverless del Sud

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NAPOLI – L’Università di Napoli Federico II torna ufficialmente in pista. Dopo due anni, il team UniNa Corse ha presentato la UC22 UDV1 alla Formula Student di Varano de’ Meleagri.

Si tratta della prima vettura monoposto driverless nel Sud Italia Per l’occasione, Simone Giordano, team leader, ha rilasciato una intervista narrandone proprio questa nuova esperienza.

Come definiresti l’esperienza di Varano per il team di UniNa Corse?

L’esperienza della Formula Student Italy è stata straordinaria. Ha permesso al team di vivere da vicino un evento driverless. Quando nacque il progetto, ci limitavamo a guardare video sul web delle vetture a guida autonoma degli altri team; dopo due anni, giunti finalmente al circuito Riccardo Paletti di Varano de Melegari, abbiamo visto vetture correre in autonomia e a velocità sostenute, sterzando, accelerando e frenando.


Come funziona una monoposto driverless? Come funziona la UC22 DV1 di UniNa Corse?
Molti credono che la vettura sia telecomandata, ma non è così. È questo che rende affascinante la vettura driverless.  In particolare la nostra monoposto è nata implementando le nostre conoscenze a partire da una vettura a combustione.

Tutto ciò è stato possibile grazie ai reparti di intelligenza artificiale, embedded e controlli che, a partire dal tracciato fornito dal regolamento, costituito da coni univoci, hanno costruito una rete neurale inserita sulla vettura in grado di riconoscere le traiettorie e minimizzarle ai suoi limiti dinamici.

In altre parole, dopo aver dato un segnale di avvio alla vettura, essa segue il tracciato delimitato dai coni e alla visione di determinati coni arancioni frena in quanto riconosce il termine del circuito.

Su quali eventi ha puntato il team?

Il team ha puntato molto sia sugli eventi dinamici che sugli eventi statici e per la prima volta è riuscito ad arrivare sul podio in due dei tre eventi statici, l’Engineering Design, atto alla valutazione del design dell’auto e del trade off tra performance e costo del veicolo, e Business Plan Presentation, consistente nella presentazione di un esaustivo business case valutato da esperti provenienti dal mondo dell’automotive.


Cosa ha rappresentato la tappa Italiana per il team di UniNa Corse?

L’evento di Varano de’ Melegari è stato fondamentale per il team. È stato occasione di confronto, di crescita. Ci ha stimolato a fare di più, a dare di più a questa squadra che non può far altro che crescere e migliorare di anno in anno, soprattutto dopo i risultati dell’evento in Olanda, ad Assen.

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