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Università Suor Orsola Benincasa presenta l’evento “Giorgio Gaber e la forma dell’inquietudine”

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NAPOLI “Gli anni passano ma i testi di Giorgio Gaber restano miracolosamente attuali, tanto da sembrare scritti in questi giorni”. Così Augusto Sainati, professore ordinario di Storia del cinema e della televisione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, presenta l’incontro dedicato a “Giorgio Gaber e la forma dell’inquietudine”.

Si tratta di un incontro ideato dal Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione del Suor Orsola e dalla Fondazione Giorgio Gaber che si svolgerà giovedì 9 dicembre alle ore 15 nell’aula magna dell’Ateneo napoletano sede di una Scuola di Cinema e Televisione. L’evento, che sarà poi visibile on demand già da sabato su www.youtube.com/unisobna.

“Caso unico nel panorama del teatro e della canzone italiani (del teatro-canzone) – evidenzia Sainati – Gaber ha scritto una così grande ed universale epopea dell’esistenza umana scandagliata nelle sue pieghe più recondite ed analizzata con lucido disincanto (dall’amore alla morte, dalla nascita alla malattia, dalla paternità alla separazione, dalla partecipazione alla vita collettiva alle riflessioni più intime) che lo ha reso praticamente immortale”.

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Università Suor Orsola Benincasa dedica un’aula a Ciriaco De Mita

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NAPOLI – Il Suor Orsola dedicherà un’aula a Ciriaco De Mita. L’università partenopea vuole ricordare il politico, grande emblema dell’Italia della Prima Repubbloica deceduto qualche giorno fa. Ad annunciarlo, attraverso i canali social, è il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro. Queste le parole di D’Alessandro:

Già dal nuovo anno accademico che inizierà in autunno i nostri studenti faranno lezione anche in un’aula intitolata all’ex presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita, che nel nostro Ateneo è stato tra i padri fondatori della Scuola di Alti Studi Politici che ha animato per dieci lunghi anni lasciandoci una straordinaria testimonianza della metodologia della politica come ragionamento”.

Fu un grande successo che andò oltre anche il limite numerico che avevamo prefissato. Una testimonianza chiarissima da un lato di una passione politica che nel nostro Paese non ha mai avuto in maniera diffusa percorsi di alta formazione specifica e dall’altro della grande stima di cui godeva come pensatore prima ancora che politico il presidente De Mita soprattutto in un periodo come quello del 2010 in cui, a vent’anni dal terremoto che aveva travolto la Prima Repubblica, emergeva con chiarezza il fallimento del bipolarismo e il pericolo dei nuovi populismi e delle istituzioni affidate a chi ne aveva scarsa conoscenza”.

Un Maestro capace di essere sempre anche un attento alunno”. Lo ricorda così lo storico Eugenio Capozzi, professore ordinario di Storia contemporanea al Suor Orsola. “Il Ciriaco De Mita che io e gli altri docenti coinvolti nella Scuola di Alti Studi Politici abbiamo conosciuto è stato innanzitutto un uomo desideroso di comprendere, ascoltare, confrontarsi, discutere instancabilmente e senza schemi prefissati con gli studiosi, mettendo a disposizione del dibattito storiografico, giuridico, filosofico la propria biografia politica, ma cercando di contestualizzarla in un orizzonte più ampio”.

Quel che mi ha sempre colpito del Ciriaco De Mita impegnato nella nostra Scuola di Politica – sottolinea Carillo – era la passione assoluta per il ragionamento. Per il problema, dunque per le domande anziché per le soluzioni. Non l’ho mai sentito asseverare, affermare perentoriamente, ma sempre avanzare dubbi. Tanto su questioni teoriche, quanto su ricostruzioni storiche. Le articolazioni complesse e i tempi lunghi del discorso di De Mita, la sua retorica così diversa anche da quella degli altri grandi democristiani oggi sarebbero impensabili, dal momento che il ragionamento non ha più corso legale tra gli attori della politica e da virtù è regredito a vizio, persino nella considerazione generale”.

De Mita considerava il politico come un medico – ricorda Aurilia – perché non è possibile garantire la salvezza, ma bisogna fare tutto il possibile per raggiungerla”. Sarà uno dei tanti insegnamenti che risuonerà per sempre nell’aula Ciriaco De Mita dell’Università Suor Orsola Benincasa.

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Napoli, scandalo alla Parthenope: 200 euro per le risposte dei test d’ammissione, arrestati due dell’Università

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Scandalo all’Università Parthenope di Napoli, dove due persone sono gravemente indiziate , in concorso tra loro, dei reati d’istigazione alla corruzione e di accesso abusivo ad un sistema informatico. In particolare, la Polizia Postale ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari.

Secondo le prime informazioni, gli indagati, nelle loro rispettive qualità, l’uno Tecnico Amministrativo categoria C presso la segreteria del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università Parthenope di Napoli, l’altro che svolgeva funzioni di ausilio e supporto presso la stessa segreteria, avrebbero approfittato delle loro posizioni per compiere alcune attività criminose:

1. Proporre a vari studenti del suddetto Ateneo, interessati a partecipare ai test d’ingresso al corso di laurea magistrale in Scienze Motorie, di fornire loro, in anticipo, le risposte ai medesimi test, previo pagamento di 200 euro;

2. Entrare abusivamente nel sistema informatico dell’Università o nell’aprire le buste all’interno delle quali erano custoditi i suddetti test, che comunicavano agli studenti con le relative risposte esatte.

Pertanto, le indagini, avviate a seguito della denuncia del Rettore dell’Università, hanno consentito di accertare gravi indizi della colpevolezza di Giuseppe Iazzetta e Giorgio Andinolfi, tratti entrambi in arresto.

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Pnrr, rettore Federico II: «momento storico»

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NAPOLI – Nella città metropolitana non si parla d’altro: i fondi del Pnrr rappresentano, forse, l’ultimo tramite con cui porre rimedio ad un comune da 5 miliardi di euro di debito.

Il rettore dell’Università di Napoli Federico II, Matteo Lorito, non ha mancato di esprimere le proprie considerazioni riguardo l’arrivo dei fondi previsti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati all’università e alla ricerca.

Secondo il rettore esso costituisce un «momento storico». Lorito spiega che «sono previsti quattro grandi interventi per l’università, complessivamente circa 6 miliardi, con i bandi che usciranno nei prossimi mesi».

Si tratta di un’occasione unica per le università meridionali ed in particolare per l’università più autorevole, nonché grande, del Mezzogiorno, la Federico II.

Proprio nel meridione sarà destinato il 40% dei fondi europei previsti dal piano. Grazie a una parte dei fondi arrivata già ad agosto, Lorito dichiara che l’università ha potuto finanziare 164 posizioni di ricercatore universitario junior. 

«L’idea dietro il Pnrr – spiega Lorito – è che questa pioggia di fondi ci dà la possibilità di svolgere delle attività nuove, perché questi fondi non possono essere utilizzati per motivi strutturali, ma per qualcosa che deve essere collegato a un’innovazione: la transizione green e l’innovazione per il digitale», conclude il rettore.

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