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Napoli, comitati no Dad in piazza: “Nostri figli vittime del braccio di ferro tra De Luca e il Governo”

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NAPOLI – Tornano in piazza i comitati No Dad di Napoli contro la decisione della Regione Campania di posticipare il rientro in aula delle scuola dell’infanzia, elementari e medie alla fine di gennaio. Sono circa una trentina i genitori che si sono ritrovati in piazza per ribadire la loro posizione di contrarietà nei confronti della didattica a distanza con parole molto dure.

‘Ancora una volta i nostri bambini e adolescenti – spiega Flavia Brescia, di Usciamo dagli schermi – sono vittime del tira e molla, del braccio di ferro tra il presidente De Luca e il Governo e come un anno fa si ritrovano costretti a vivere lo stesso incubo e ad essere gli unici studenti che non possono andare a scuola perché la Campania, come già accaduto l’inverno scorso, è l’unica regione che chiude le scuole e avvia la Dad”.


Si tratta di un provvedimento non più accettato dai genitori: ”Quello che non ci torna – prosegue Brescia – è che nel decreto legge del Governo si afferma che la Dad può essere applicata soltanto in zona rossa. La Campania è ancora classificata zona bianca eppure è l’unica a chiudere le porte alla didattica in presenza. Siamo di fronte a una gestione autoritaria della pandemia da parte del presidente De Luca”.

E intanto per domani, giorno in cui gli alunni sarebbero dovuti tornare in aula, il gruppo già pensa di promuovere iniziative di protesta. I luoghi candidati ad essere sedi dell’iniziativa sono la sede della Regione Campania o la Prefettura. No Dad che parlano inoltre di ”discriminazione” rispetto al tema dell’attuazione dei protocolli di sicurezza per ragazzi vaccinati e non. ‘‘Questa discriminazione è una cosa indegna – sottolinea Brescia – è necessario ricordare che nella loro fascia d’età la vaccinazione non è assolutamente obbligatoria e dunque tali differenze di trattamento sono assolutamente inammissibili. I bambini e i ragazzi – conclude – non sono untori della pandemia”.

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Alessandro Baricco, annuncio choc: “Ho la leucemia, farò il trapianto”

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Alessandro Baricco, noto scrittore, ha dichiarato sui social di essere stato colpito da una brutta malattia, lasciando nello sconforto i suoi fan:

Ehm, c’è una notizia da dare e questa volta la devo proprio dare io, personalmente. Non è un granché, vi avverto. Quel che è successo, è che cinque mesi fa, mi hanno diagnosticato una leucemia mielomonocitica cronica. Ci sono rimasto male, ma nemmeno poi tanto, dai. Quando hai una malattia del genere, la cosa migliore che puoi fare è sottoporti a un trapianto di cellule staminali del sangue, cosa che farò tra un paio di giorni”.

Pertanto, a donare le cellule staminali, sarà la sorella Enrica.

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Napoli, ruba al supermercato e poi aggredisce un’agente in borghese: arrestata

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Attimi di panico a Napoli, in via Pisciarelli, dove nella serata di ieri un’agente del Commissariato Posillipo, libera dal servizio, è intervenuta in un supermercato per sedare un’animata discussione tra il titolare e un’avventrice, la quale lo stava spintonando per tentare di allontanarsi. Infatti, pare che la donna si fosse impossessata di alcuni generi alimentari senza pagarli, aggredendo poi la poliziotta e dando vita alla colluttazione.

Tuttavia, grazie all’ausilio delle volanti dei Commissariati San Paolo e Bagnoli, è stata bloccata. Pertanto, Geydi De La Caridad Diaz Escobar, 25enne cubana con precedenti di Polizia e irregolare sul territorio nazionale, è stata arrestata per rapina impropria e lesioni a Pubblico Ufficiale. Inoltre, è stata anche denunciata per ingresso e soggiorno illegale sul territorio dello Stato.

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Sorpresi e fermati all’aeroporto figlia e genero del boss: avevano Green Pass falsi

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Sorpresi e bloccati all’aeroporto mentre si stavano imbarcando per Dubai. Questo quanto accaduto a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, dove Luca Esposito e Maria Bosti, genero e figlia del boss Patrizio Bosti, ritenuto ai vertici del cartello camorristico “Alleanza di Secondigliano”, sono stati fermati dagli agenti lo scorso 17 gennaio. Pertanto, il giudice ha deciso per entrambi, una misura cautelare in carcere, nonostante la donna sia stata trovata solo senza biglietto.

In particolare, marito e moglie sono accusati di corruzione di incaricati di Pubblico Servizio, aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio di appartenenza. Secondo gli inquirenti, i due, si sarebbero procurati a pagamento, falsi certificati di avvenuta vaccinazione SARS Covid-2, oltre a falsi certificati di test molecolare con esito negativo.

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