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Minacce via Whatsapp alla giornalista Marilena Natale: “Non parlare male di Zagaria”

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Minacce tramite Whatsapp all’indirizzo della giornalista Marilena Natale, alla quale è stato intimato di non parlare male di Michele Zagaria, uno dei personaggi di maggiore spicco del clan dei Casalesi. In particolare, l’uomo, attraverso dei messaggi vocali inviati alla giornalista, ha così espresso tutto il suo disappunto:

Schifosa, come ti permetti di parlare male dei Zagaria? Magari fossero tutti come lui. Siete una banda di cornuti tu, i magistrati e i carabinieri. Ci avete rovinato la vita”.

Sulla questione, si è pronunciato anche il Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli:

Siamo inorriditi. Le parole di quel messaggio vocale, sintetizzano la cultura e la mentalità camorristica che ha messo radici, purtroppo molto profonde, nella nostra terra. Più passerà altro tempo e più sarà difficile, allora sradicarle e quindi, bisogna smetterla di fare finta di niente, di subire passivamente questo modo di vivere e di ragionare. Siamo sempre più convinti, che un passo importante per fermare la mentalità camorristica, sia l’istituzione del reato di apologia di Mafia e Camorra; in questo modo, si terrà sotto controllo la propaganda della cultura criminale celebrata attraverso la rete e i social e, ciò eviterà un ulteriore plagio di menti, soprattutto giovani”.

Poi, conclude: “Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza a Marilena e a chiunque combatta la Camorra. Ci auguriamo che la sua denuncia, non cada nel vuoto. Chi si espone contro i clan e i boss, chi ci mette la faccia, dev’essere tutelato e supportato. Sempre”.

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Covid, De Luca: “Se saremo prudenti avremo una bella estate ricca di turismo”

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ITALIA – Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca fa un appello alla cittadinanza chiedendo estrema prudenza. Nel corso della diretta social del venerdì ha spiegato tuttavia che la situazione da Covid-19 sta migliorando fortemente.

“Se saremo prudenti e attenti – sottolinea – avremo una bella estate ricca di turismo, di presenze straniere, di presenze da altre parti d’Italia. Avremo, dunque, una grande spinta per la nostra economia”. “E – avverte – se saremo prudenti, eviteremo, poi, fra settembre e ottobre di dover registrare nuove fiammate di epidemia”.

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Melito di Napoli, aggredito un medico. L’appello del segretario provinciale Fimmg: “Essenziale che le Istituzioni si facciano sentire”

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MELITO DI NAPOLI – «È gravissimo e inaccettabile che un medico deputato alla continuità assistenziale debba rischiare di essere aggredito selvaggiamente durante il turno di lavoro. A nome mio personale, della Fimmg e – sono certo di poter dire – di tutti i medici, esprimo solidarietà al collega per l’incubo che ha vissuto e che sta vivendo». L ha riferito Luigi Sparano, segretario provinciale  della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, che stigmatizza la brutale aggressione subita dal dottor Antonio Manzo per essersi giustamente rifiutato di assecondare una richiesta impropria di certificazione telematica di malattia.

«Siamo allibiti – prosegue Sparano -, ma anche indagati per l’amara considerazione che questi episodi sono ormai sempre più frequenti. La medicina generale, in generale, e la medicina di famiglia e di continuità assistenziale, in particolare, sono infatti soggette a quotidiani attacchi di violenza. È essenziale che nei contesti più a rischio le Istituzioni facciano sentire la propria presenza e diano delle risposte immediate, ai fini di tutelare la nostra attività assistenziale», prosegue il segretario regionale Fimmg.

«Il rischio giornaliero di azioni violente ci rende meno efficienti nel fare prevenzione, diagnosi e terapia per la parte di cittadinanza che, con rispetto delle regole e rispetto del professionista, chiede la dovuta assistenza medica territoriale». Di qui anche l’appello al Legislatore di rivalutare la proposta di legge, per ora bocciata, che normi ogni medico come Pubblico Ufficiale e di legiferare l’autocertificazione di stato di malattia, così come avviene nel resto d’Europa.

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Baby gang a Napoli, De Luca: “Mettere in campo iniziative formative”

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NAPOLI – Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è tornato a parlare della grave situazione relativa la criminalità in età adolescenziale presenta nella città partenopea. Negli ultimi periodi, infatti, non pochi sono stati gli atti di violenza registratisi. Accoltellamenti, pestaggi, attentati ad attività commerciali sono solo alcuni degli episodi criminali scaturiti dalle c.d. “baby gang”.

“Noi dobbiamo evitare di farci male con le nostre mani – spiega De Luca attraverso i suoi canali social –, cioè considerare questi episodi non tipici di Napoli, ma sono episodi delinquenza giovanili che esistono in tutte le aree urbane del nostro paese.

Dobbiamo sapere – prosegue – che è problema di carattere generale, ma questo non ci esime dal mettere in campo sia le iniziative di contorno cioè quelle formative che sono quelle che stiamo facendo da anni come il progetto ‘Scuola viva’, quelle di tenere le scuole aperte di pomeriggio favorendo la presenza di docenti di strada, della diffusione della cultura anche nei quartieri popolari sia interventi repressivi perché poi per i cittadini normali conta la vita di oggi non la rigenerazione delle società” – conclude il Presidente.

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