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Politica

Napoli, tavolo su Zes: focus su Bagnoli e zona est

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CAMPANIA – Alla luce delle comunicazioni delle scorse settimane, presso il Comune di Napoli si è insediato il tavolo operativo sulla zona economica speciale (Zes). Durante i confronti sono state due le zone del capoluogo campano individuate come potenziali aree a cui applicare la normativa della Zes, si tratta di Bagnoli e Napoli est.

Presenti l’assessore regionale al lavoro Chiara Marciani, il capo di gabinetto comunale Maria Grazia Falciatore ed il commissario di governo della Zes Giosy Romano.

In un’ottica di programmazione unitaria e coerente con le linee di indirizzo dettate dall’amministrazione comunale, i progetti relativi alla Zes verranno realizzati in asse sinergico con quelli previsti nell’ambito del Pnrr oppure con i contratti istituzionali di sviluppo (Cis)“, si legge in una nota di Palazzo San Giacomo. 

Casavatore

CASAVATORE – La politica naviga a vista, senza nocchiero.

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CASAVATORE – Ormai lontana l’eco della campagna elettorale, scomparsi dai radar programmi e buoni propositi, resta il degrado di un territorio senza più scuole, senza spazi, con un commercio alla canna del gas, senza l’ombra di pianificazioni o programmazioni.

In tale continua emergenza, il disagio è evidente: è sufficiente guardarsi intorno per capire. Il dissenso si percepisce ovunque, anche sui social, ma non solo. La “cura” Maglione non sta dando i risultati sperati. Cambi di lampadine a parte e qualche pezza a colori a strade e marciapiedi ormai consunti, di concreto c’è ben poco.

Si va a rilento, si scopre solo ora, dopo oltre un anno e mezzo di presenza in Consiglio, che c’è carenza di personale e di risorse. Persino le “braccia” preziose del RDC vengono sfruttate in maniera inadeguata e insufficiente.

La politica si è ritirata in buon ordine, anche se ci si aspetterebbe molto di più, considerato il traffico nella Casa Comunale, con un solo partito di fatto rimasto sul territorio, il PD, dopo l’incesto politico e la successiva fusione tra Idea Democratica e M5S, “sacrificatosi” generosamente solo per guadagnare un capogruppo e la presidenza di una importante Commissione (non è mai esistito infatti alcun percorso comune tra i due).

Si registrano qualche timida iniziativa dei democratici su temi di attualità sociale, nessuna attenzione al referendum sulla giustizia ormai alle porte e definitiva condanna a morte dei gazebo, ormai un felice ricordo, che era l’unico vero momento di collegamento tra attivismo e cittadinanza, incassato il rifiuto di fatto del M5S a confrontarsi a mezzo social.

Politica che retrocede così da attiva a passiva in un colpo solo. Lontano il tempo del resoconto e del “fiato sul collo”, ormai il M5S locale, con l’abbandono di tutti gli attivisti storici, si è ridotto ai soli due componenti presenti in Giunta e Consiglio. Di attivismo politico neanche a parlarne. Zero proposte, zero soluzioni, zero incontri sul territorio. Non va certo meglio sui social: sulle pagine ufficiali il confronto latita, e i LIKE non raggiungono neanche il numero dei vantati “attivisti”, limitandosi ai soliti tre o quattro aficionados e tifosi. Difficile, allora, credere ancora alla favola del gruppo compatto e coeso. Del resto, la politica tradizionale, quella “in presenza”, quella con la quale si è sottoscritto un patto di sangue unilaterale con tendenza al suicidio, continua a collezionare figuracce.

Dopo la vergognosa farsa della TARI sulle pertinenze, con la commedia in due atti il cui finale è ancora tutto da scrivere in attesa dell’esito dei ricorsi, ci si chiede che fine abbia fatto l’opposizione, ormai rappresentata solo da qualche gruppo di cittadini e comitati.

Tiene ancora banco la questione cimitero, anche se in realtà sarebbe il caso di evitare che il paese, già ridotto a dormitorio, in cimitero vi si trasformasse definitivamente.

Comunicazione ancora non pervenuta: accantonato anche il periodico “PUBBLICO” dopo un esordio non proprio entusiasmante , bloccato nel traffico il più volte nominato “manager della comunicazione”, si ha come l’impressione di vivere in perenne attesa: tra nomine pasticciate, proroghe, e ordinanze emesse e poi ritirate, si avverte tutto il dramma di un paese ormai lasciato a sé stesso. E forse all’incompetenza.

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Politica

Guerra Russia-Ucraina, Di Mai presenta il “Piano Italia” al Consiglio Europeo

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ITALIA – Il Ministero degli Esteri Luigi di Maio presenta al Consiglio d’Europa il “Piano Italia” presso la Reggia di Venaria, alle porte di Torino. Trattasi di una possibile via d’azione per la restaurazione dei rapporti tra Ucraina e Russia ormai in conflitto da mesi.

“Costituiamo un gruppo internazionale per facilitare il dialogo tra Russia e Ucraina e arrivare prima al cessate il fuoco e poi alla pace” afferma Di Maio. “La presidenza italiana è stata segnata dalla drammatica aggressione russa all’Ucraina, un attacco ai nostri principi e valori, gravido di ripercussioni umanitarie, di sicurezza ed economiche”

è infatti concluso il semestre di presidenza italiana e Di Maio ha quindi passato le consegne all’omologo irlandese Simon Coveney, che ha quindi assunto l’incarico. Nel tirare le conclusioni finali non poteva mancare il passaggio sulla Russia, estromessa dall’organizzazione dopo l’aggressione all’Ucraina: “Si è trattato di un esercizio complesso che ha richiesto la gestione della sospensione prima e poi dell’esclusione della Federazione russa dal Consiglio d’Europa. In questo percorso istituzionale e politico senza precedenti siamo stati guidati dalla consapevolezza della sfida e dal vostro sostegno nell’interesse condiviso a muoversi uniti su una scelta di grande importanza strategica in difesa della credibilità dell’organizzazione e dei suoi principi e valori”, ha detto.

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Politica

Raffaele Mosca lascia il progetto di Mastella

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Raffaele Mosca, Coordinatore dei Giovani del partito Noi Campani, lascia il progetto di Clemente Mastella. Le strade si separano perché il progetto di Mastella è totalitario e patronale, le decisioni vengono prese in maniera univoca solo ed esclusivamente appunto da Mastella, che dall’alto gestisce i suoi fedelissimi.

Raffaele Mosca si è sempre contraddistinto sia nella sua opera professionale sia nella sua breve parentesi politica alle Elezioni Regionali del 2020, durante la quale ha raccolto ben 4300 consensi elettorali, e per questo motivo ha sempre aspirato ad un progetto politico, dove ci potesse essere un confronto democratico, pur acceso ma sempre costruttivo per la crescita del partito e del progetto stesso.

Tutto ciò purtroppo non è mai avvenuto, quindi Mosca non si è mai sentito parte integrante del progetto e, non condividendo il modus operandi di Mastella, ha comunicato la sua decisione attraverso il suo profilo Facebook:

Mi dissocio totalmente da un modo di fare politica che a me non appartiene. Alle regionali di due anni fa sposai un “progetto politico” nella lista Noi Campani con a capo Clemente Mastella, candidandomi per la prima volta e ottenendo circa 4300 consensi elettorali. Un grande risultato, non scontato, piazzandomi tra i primi tre nella lista su Napoli.

Carico di energia e di speranze ho provato ad ascoltare, ad attendere e a confrontarmi per quanto possibile ma, ad oggi, siamo passati da un pour parler al nulla di fatto. Nessuna progettualità, né una linea politica chiara, notando semplicemente alcuni soggetti e protagonisti che continuano a rincorrersi dietro alle loro ombre e al loro passato. A me non appartiene questo modo di fare e mi dispiace affermarlo in questo post: “una delusione enorme, dopo aver messo in campo le migliori energie”.

Questi ed altri motivi mi inducono a prendere le distanze da un partito definitivamente che, a mio avviso, mette da parte le relazioni e i propri valori per curare rapporti di pochi e dei soliti noti“.

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