Il fenomeno si è ripetuto: immagini delle prove, quesiti d’esame e richieste di suggerimenti in diretta sono nuovamente apparse sui social network e nelle chat studentesche prima ancora che le sessioni fossero concluse. Le foto “fuorilegge” erano già disponibili online ieri.
Anche durante il secondo appello degli esami destinati a superare il semestre filtro di Medicina, il copione è stato lo stesso del primo appuntamento, tenutosi il 20 novembre. In quell’occasione, oltre alle numerose irregolarità – riscontrate primariamente tra i candidati della Federico II (sebbene i gruppi Telegram e WhatsApp non riconoscano confini territoriali, secondo le indagini del Ministero dell’Università) – si era verificato un flop nei risultati: solo il 10% degli iscritti aveva superato l’esame di Fisica. Biologia e Chimica avevano visto rispettivamente il 37% e il 23,9% raggiungere la sufficienza. La nuova procedura di selezione, introdotta dalla ministra Anna Maria Bernini, stabilisce che tutti e tre gli esami debbano essere superati per poter confermare l’accesso al corso di Medicina.
Ieri, presso la Federico II, erano 2.861 gli studenti registrati per ripetere le prove, ma si sono presentati effettivamente in 2.734. Quattro aspiranti medici sono stati allontanati: due sono stati sorpresi a utilizzare impropriamente lo smartphone, mentre gli altri due tentavano di eludere i divieti sui cellulari usando occhiali smart glasses dotati di tecnologia avanzata e connessione a internet.
È prematuro conoscere l’esito di questa recente sessione: i risultati individuali saranno disponibili solo il 23 dicembre, mentre la graduatoria nazionale, che determinerà chi potrà proseguire il percorso in Medicina, sarà pubblicata il 12 gennaio.
Vi è il rischio concreto che alla fine si registrino più posti disponibili (911 alla Federico II) rispetto al numero di candidati idonei.
«Qui da noi – stima l’Udu (Unione degli studenti) – potrebbero rimanere scoperti tra i 200 e i 300 posti».
Anche il presidente della Scuola di Medicina, Giovanni Esposito, ha manifestato serie preoccupazioni: «Il Ministero dovrà intervenire. Chi non dovesse raggiungere il punteggio di 18 in tutti e tre gli esami non potrà iscriversi neppure a Farmacia, Biotecnologie o corsi equipollenti: perderanno l’anno», ha spiegato a Repubblica.
Il decreto che ha modificato le norme di accesso a Medicina prevede che gli esclusi dalla graduatoria possano immatricolarsi a Biotecnologie, Scienze biologiche, Farmacia, Scienze zootecniche e ad alcune Professioni sanitarie per non perdere i crediti già conseguiti con il semestre filtro e le prove; tuttavia, è indispensabile che tutti gli esami siano stati superati con un voto minimo di 18. Una singola insufficienza è sufficiente a precludere il proseguimento del percorso.
«Alla luce della difficoltà delle prove e delle criticità organizzative di questo nuovo meccanismo filtro per l’ammissione a Medicina e Chirurgia – affermano gli studenti dell’Udu – è sempre più palese che questo sistema stia allontanando i futuri medici anziché favorire il loro percorso formativo».
Perciò, gli studenti si stanno mobilitando: oggi si terrà una protesta pubblica a Roma, alle 15:00 a largo Vidoni, vicino al Senato, per chiedere al Governo un “cambio di rotta”.
È inoltre in fase di organizzazione un’azione legale collettiva. Anzi, sono in cantiere più ricorsi; gli studi legali hanno preferito attendere l’esito degli esami di ieri prima di procedere con gli atti. Inoltre, in seguito al primo appello, sono già state inviate centinaia di diffide (circa 300 solo nella zona di riferimento) per denunciare anomalie e irregolarità riscontrate.