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Annalisa Durante, Maresca: “Affinchè sacrificio non sia stato vano serve risposte concrete dalle istituzioni”

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COMUNICATO STAMPA

«Ricordare Annalisa Durante, una ragazza di 14 anni, una ragazza come le nostre figlie, una figlia di Napoli, che oggi avrebbe compiuto 32 anni, è prima di tutto un  gesto di umanità». Lo dichiara in una nota Catello Maresca, pm anticamorra e consigliere comunale di Napoli, nel giorno del trentaduesimo compleanno della 14enne uccisa a Forcella il 27 marzo 2004. «L’umanità che oggi sembra sfuggire di mano ad una città in cui i segnali di imbarbarimento dei comportamenti sono sempre più frequenti – rimarca Maresca – Una città nella quale il processo di recupero dei valori è ancora lento e dall’esito incerto».

«Il ricordo di Annalisa e di tutte le altre, purtroppo tante, vittime delle mafie e delle barbarie inumane conforta le persone di animo buono e di buona volontà – prosegue la nota – ma rischia di non essere incisivo dove più dovrebbe e potrebbe essere necessario, sui tanti ragazzi napoletani, magari di Forcella o della Sanità, che sarebbero stati suoi coetanei, che appaiono sempre più sbandati e senza guida».

«Allora il ricordo di Annalisa diventa ancora più importante, fondamentale addirittura – aggiunge il consigliere di opposizione – solo  se seguito dalla quotidiana, convinta applicazione di un sistema di valori sani e civili. A partire dal primo di tutti, ossia il rispetto per il prossimo». E sul Premio Nazionale intitolato ad Annalisa e giunto quest’anno alla terza edizione: «contro l’inciviltà non basta solo la memoria, ma serve la dimostrazione concreta, come il premio in suo nome, che il sacrificio non sia stato vano.

C’è bisogno inoltre di una risposta seria, profonda, radicale da parte delle istituzioni sulla sicurezza. E questo, purtroppo, nella nostra città oggi ancora manca – conclude Maresca – così, aldilà delle dichiarazioni di facciata e delle passerelle di turno, non si onora davvero la memoria delle vittime di mafia».

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Attualità

Furti di champagne nel Casertano: in manette due albanesi

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Sono stati fermati a Santa Maria Capua Vetere i due malviventi che, nei giorni scorsi, si sono resi protagonisti di numerosi furti di costose bottiglie di champagne, altre bevande e contanti, per un valore complessivo di quasi 200 mila euro. Si tratta di due albanesi di 24 e 28 anni, finti in manette per rapina e furto pluriaggravati.

In particolare, le indagini hanno portato all’arresto dei due, a seguito di un furto avvenuto la notte dello scorso 26 giugno a Capodrise, ai danni dell’attività ‘Distribuzioni Siciliano’. Infatti, i ladri avrebbero aggredito con calci e pugni il custode e si sono impossessati di bottiglie di champagne, dal valore di quasi 70 mila euro.

Inoltre, dagli accertamenti effettuati, sono emerse analogie con altri due furti, avvenuti sempre a giugno in attività di vendita di bevande, con un furto consumato nella stessa azienda, quando i ladri si sono introdotti nel magazzino e hanno rubato bottiglie di champagne per 30 mila euro e contanti per 20 mila. Infine, un altro furto di champagne, avvenne qualche giorno più tardi presso l’azienda ‘Special Drinks’, quando ignoti hanno portato via 58 mila euro in bottiglie di champagne e 6 mila euro in contanti.

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Frode fiscale e fatture false, arrestato un imprenditore: le ultime

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Blitz della Guardia di Finanza avvenuto questa mattina tra le province di Salerno e Avellino, nel quale è stato tratto agli arresti domiciliari Vincenzo Cirillo, accusato di frode fiscale.

Stando ad una prima ricostruzione, l’indagato residente in Bulgaria ma nei fatti a Scafati, è ritenuto l’ideatore di un sistema illegale che ha consentito, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, un’evasione fiscale di circa 6,5 milioni di euro.

In particolare, la frode sarebbe stata realizzata sfruttando delle società di missing trader, per l’acquisto di merce non imponibile ai fini dell’IVA, che poteva essere poi rivenduta sul territorio nazionale applicando tariffe molto più vantaggiose della media, ottenendo un corposo guadagno. Il GIP ha dunque emesso un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di beni.

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Napoli, follia al Pronto Soccorso: uomo stanco dell’attesa danneggia l’ospedale

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Episodio di violenza avvenuto all’ospedale di Villa Betania, dove la scorsa notte il marito di una paziente, ha dato in escandescenze e danneggiato il Pronto Soccorso. Ecco il post della pagina Facebook ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’, ha così riportato:

“Dalle immagini che ci giungono, sembra che il marito di una paziente sia andato in escandescenza ed abbia distrutto tutto quello che aveva a portata di mano all’interno del Pronto Soccorso, ma soprattutto abbia sfondato la porta d’ingresso del Pronto Soccorso”.

In particolare: All’una della scorsa notte, arriva un’auto il cui conducente suona il clacson ripetutamente. Dalla vettura, esce un uomo con in braccio una donna. Il personale infermieristico, a quel punto interviene, procurando immediatamente una barella e portando la donna aldilà delle porte del Pronto Soccorso. La signora aveva una crisi isterica post-litigio con il compagno (codice verde), ma nonostante ciò, e data l’assenza di pazienti in attesa (cosa molto rara) ha accesso diretto alle cure. Il marito non sopporta l’attesa e spintona l’infermiere, e sfonda la porta distruggendo altri suppellettili! Sono state allertate le forze dell’ordine, che in queste ore stanno acquisendo le immagini di video sorveglianza”.

Infine, i membri dell’Associazione NTI, ha così dichiarato:

“Chiediamo che intervenga lo Stato, 4 aggressioni in pochi giorni non sono tollerabili, già da tempo si è superata la soglia di tolleranza! O lo stato interviene, o saremo pronti a firmare le dimissioni di massa”!

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