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Cronaca

Panico nel napoletano, violenta esplosione in casa: 43enne ferito

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Attimi di paura nella serata di ieri a Marigliano, in provincia di Napoli, dove un uomo di 43 anni è rimasto ferito a seguito di una forte esplosione, provocata da un petardo. In particolare, l’episodio, è avvenuto all’interno di un’abitazione di via Montesanto, a causa dell’imprudenza dell’uomo che maneggiava il pericoloso ordigno, rimanendo ferito alle gambe e alle braccia.

Pertanto, l’uomo, che è un conoscente del proprietario dell’appartamento, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Cardarelli, dove le sue condizioni non sono ritenute gravi. Inoltre, nell’abitazione, sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza alcuni oggetti e parte della controsoffittatura.

Intanto, gli agenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Cronaca

Tragedia nelle acque del porto: ritrovato il cadavere di un sub napoletano

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Tragico ritrovamento avvenuto nelle acque di Chieti, in Abruzzo, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di un 51enne sub di Pompei.

Secondo le prime informazioni, alcuni pescatori hanno riferito che questa notte, durante la loro attività di pesca nel tratto di mare tra la spiaggia di Cintioni del comune di Ortona e il comune di San Vito Chietino, mancava all’appello un subacqueo. Da lì sono iniziate le ricerche, che hanno portato al ritrovamento di una cintura con dei pesi si piombo e di un fucile da pesca. Tuttavia, poco dopo, è stato rinvenuto il cadavere del sub galleggiante in acqua, con il volto riverso in mare.

Pertanto, sono intervenuti sul posto i sanitari del 118, che hanno effettuato le verifiche mediche.

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Cronaca

Attentato suicida in Pakistan, uccise sei persone: la situazione

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Un vera e propria strage avvenuta nella serata di ieri a Islamabad, capitale del Pakistan, dove almeno sei persone hanno perso la vita in un attentato kamikaze. A riferirlo, fonti dell’esercito, che parlano di tre bambini e tre soldati uccisi. Al momento, nessuno ha rivendicato l’accaduto, anche se l’organizzazione dei Talebani pakistani, che si battono contro le autorità centrali e non hanno legami con quelli al potere a Kabul, stanno osservando una tregua di due settimane.

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Cronaca

Choc in America: giovane suprematista bianco uccide 10 persone all’interno di un supermercato

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Choc in America, dove Payton Gendron, 18enne suprematista antisemita, è stato autore di un vero e proprio massacro presso un supermercato di Buffalo, nello stato di New York. Tuttavia, il ragazzo è già comparso in tribunale, dove si è dichiarato innocente dall’accusa di omicidio, anche se resterà in carcere fino al processo, dato che non gli è stata concessa alcuna cauzione.

In particolare, egli ha pronunciato queste serafiche parole: “Capisco le accuse che mi vengono mosse”. Indagini in corso da parte dell’FBI, che sta ascoltando i testimoni per risalire all’esatta dinamica dell’accaduto. Intanto, è stato sospeso il live streaming su Twitch, che mostrava immagini del fucile con cui ha agito, recante il numero 14, probabilmente in riferimento allo slogan neonazista delle ’14 parole’, per poi cominciare a sparare fuori al supermercato, colpendo tre persone. Poi, una volta all’interno, ha aperto il fuoco.

Pertanto, al vaglio degli inquirenti, vi è un manifesto di 106 pagine scritto dallo stesso giovane, nel quale egli anticipa la strage e cerca di spiegarla. Nel testo, si descrive un suprematista e dichiara il suo appoggio alla teoria cospirazionista del ‘Great Replacement’, ossia la convinzione che i bianchi siano sostituiti nei loro Paesi da immigrati non bianchi, che porterebbe alla conseguente estinzione della razza bianca. Inoltre, il supermercato scelto, sembra confermare la pista razzista, dato che si trova in un’area di afroamericani.

In particolare, tra i 10 morti e i tre feriti, ben 11 persone sono afroamericani. A tal proposito, il governatore dello stato di New York Kathy Hochul, ha così dichiarato:

“E’ stata un’esecuzione stile militare su innocenti che volevano solo fare la spesa. Basta con la violenza delle armi da fuoco”. Poi, Honul punta il dito contro i social media, che consentono il dilagare di odio:

“Le piattaforme devono essere responsabili di monitorare e sorvegliare i contenuti, consapevoli, in casi come questo, di poter essere ritenute complici. Forse non legalmente, ma almeno moralmente”.

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