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Cronaca

Ore d’ansia nel Casertano: 13enne ferito da un colpo di pistola

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Attimi di paura a Francolise, nel Casertano, dove un ragazzino di 13 anni è rimasto ferito questa mattina da alcuni colpi di pistola. Il giovane, si trova adesso ricoverato in gravi condizioni, presso l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Secondo una prima ricostruzione, il 13enne avrebbe preso la pistola regolarmente detenuta dal padre, noto commerciante della zona, puntandola verso di sé e facendo fuoco. Tuttavia, pare più plausibile pensare, che si sia trattato di un incidente, con il ragazzino che ha fatto partire involontariamente un colpo.

Cronaca

Tragedia nelle acque del porto: ritrovato il cadavere di un sub napoletano

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Tragico ritrovamento avvenuto nelle acque di Chieti, in Abruzzo, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di un 51enne sub di Pompei.

Secondo le prime informazioni, alcuni pescatori hanno riferito che questa notte, durante la loro attività di pesca nel tratto di mare tra la spiaggia di Cintioni del comune di Ortona e il comune di San Vito Chietino, mancava all’appello un subacqueo. Da lì sono iniziate le ricerche, che hanno portato al ritrovamento di una cintura con dei pesi si piombo e di un fucile da pesca. Tuttavia, poco dopo, è stato rinvenuto il cadavere del sub galleggiante in acqua, con il volto riverso in mare.

Pertanto, sono intervenuti sul posto i sanitari del 118, che hanno effettuato le verifiche mediche.

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Cronaca

Attentato suicida in Pakistan, uccise sei persone: la situazione

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Un vera e propria strage avvenuta nella serata di ieri a Islamabad, capitale del Pakistan, dove almeno sei persone hanno perso la vita in un attentato kamikaze. A riferirlo, fonti dell’esercito, che parlano di tre bambini e tre soldati uccisi. Al momento, nessuno ha rivendicato l’accaduto, anche se l’organizzazione dei Talebani pakistani, che si battono contro le autorità centrali e non hanno legami con quelli al potere a Kabul, stanno osservando una tregua di due settimane.

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Cronaca

Choc in America: giovane suprematista bianco uccide 10 persone all’interno di un supermercato

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Choc in America, dove Payton Gendron, 18enne suprematista antisemita, è stato autore di un vero e proprio massacro presso un supermercato di Buffalo, nello stato di New York. Tuttavia, il ragazzo è già comparso in tribunale, dove si è dichiarato innocente dall’accusa di omicidio, anche se resterà in carcere fino al processo, dato che non gli è stata concessa alcuna cauzione.

In particolare, egli ha pronunciato queste serafiche parole: “Capisco le accuse che mi vengono mosse”. Indagini in corso da parte dell’FBI, che sta ascoltando i testimoni per risalire all’esatta dinamica dell’accaduto. Intanto, è stato sospeso il live streaming su Twitch, che mostrava immagini del fucile con cui ha agito, recante il numero 14, probabilmente in riferimento allo slogan neonazista delle ’14 parole’, per poi cominciare a sparare fuori al supermercato, colpendo tre persone. Poi, una volta all’interno, ha aperto il fuoco.

Pertanto, al vaglio degli inquirenti, vi è un manifesto di 106 pagine scritto dallo stesso giovane, nel quale egli anticipa la strage e cerca di spiegarla. Nel testo, si descrive un suprematista e dichiara il suo appoggio alla teoria cospirazionista del ‘Great Replacement’, ossia la convinzione che i bianchi siano sostituiti nei loro Paesi da immigrati non bianchi, che porterebbe alla conseguente estinzione della razza bianca. Inoltre, il supermercato scelto, sembra confermare la pista razzista, dato che si trova in un’area di afroamericani.

In particolare, tra i 10 morti e i tre feriti, ben 11 persone sono afroamericani. A tal proposito, il governatore dello stato di New York Kathy Hochul, ha così dichiarato:

“E’ stata un’esecuzione stile militare su innocenti che volevano solo fare la spesa. Basta con la violenza delle armi da fuoco”. Poi, Honul punta il dito contro i social media, che consentono il dilagare di odio:

“Le piattaforme devono essere responsabili di monitorare e sorvegliare i contenuti, consapevoli, in casi come questo, di poter essere ritenute complici. Forse non legalmente, ma almeno moralmente”.

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