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Guerra in Ucraina, Von der Leyen: “Torno a Kiev per incontrare il presidente Zelensky”

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UCRAINA – Torno a Kiev per rincontrare il presidente Zelensky e il premier Shmyhal”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea ursula von der Leyen riferendosi ad un gruppo di mas media internazionali. “Faremo il punto dul lavoro che sarà necessario fare assieme per la ricostruzione” dell’Ucraina.

“Vogliamo – dice la presidente in concomitanza con il Zelenky – creare una road map molto chiara sulla ricostruzione” dell’Ucraina

“Kiev era già sul giusto binario prima della guerra, ha una democrazia parlamentare solida, ha un’amministrazione funzionante. Vediamo un Paese ad alta digitalizzazione. E’ un Paese che ha già accordi commerciali e di associazione. Ci sono ancora riforme da fare sul campo della corruzione e in campo amministrazione per attrarre gli investitori”, ha spiegato von der Leyen nella dichiarazione congiunta con Zelensky. “Apprezziamo gli enormi sforzi” di Kiev, ha aggiunto. “Il popolo ucraino ha dimostrato di avere molta forza e determinazione e sono convinta che insieme supererete questa guerra terribile”, ha affermato von der Leyen. “Siamo al vostro fianco, Slava Ukraini!”, ha aggiunto, alla fine salutando con la frase ormai simbolo: ‘Gloria all’Ucraina’.

“Questo è un momento decisivo non solo per l’Ucraina ma per tutto il continente europeo: la Russia vuole dividere e indebolire l’Ue. L’Europa è il suo obiettivo”, ha detto Zelensky sottolineando come Kiev “attende un responso positivo” da parte dell’Ue sulla candidatura ucraina. “Attendiamo questo supporto al vertice europeo che si preannuncia storico”, ha aggiunto Zelensky.
Sfortunatamente la guerra continua e noi abbiamo bisogno di una settimo pacchetto di sanzioni. Vanno bloccate le attività di tutte le banche russe, senza distinzioni e in particolare la Gazprombank”, ha sottolineato Zelensky. “L’Ucraina può esportare energia ai Paesi europei”, ha aggiunto.

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Acerra, consigliere Rea: “‘Siamo Acerra’ resta coerente con il proprio percorso politico. Piena sintonia con il sindaco Tito d’Errico”

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Il consigliere Rea: ‘Siamo Acerra’ resta coerente con il proprio percorso politico. Piena sintonia con il sindaco Tito d’Errico.

ACERRA –Questa mattina il consigliere comunale Maria de Rosa ha rassegnato le sue dimissioni dal Consiglio per firmare l’accettazione dell’incarico di assessore come da decreto n.27 del 4 agosto 2022. Faccio gli auguri a lei ed al dott. Cuono Lombardi che le subentra in Assise, certo che entrambi sapranno rappresentare al meglio tutti i cittadini di Acerra Auguri che sono in piena sintonia ed in piena sinergia con il gruppo dirigente, il segretario e gli iscritti di ‘Siamo Acerra’. ”.

E’ quanto annuncia il consigliere comunale Paolo Rea, punto di riferimento del movimento politico ‘Siamo Acerra’ che ha raccolto 2177 voti di lista eleggendo due rappresentanti in seno all’assemblea.

‘Siamo Acerra’ resta coerente, pertanto – spiega Rea – con il proprio programma a sostegno del sindaco Tito d’Errico e della coalizione scelta dagli elettori per guidare la città anche nei prossimi cinque anni a conferma di un progetto politico serio che ha come obiettivo di migliorare quanto di buono realizzato nelle due precedenti consiliature. ‘Siamo Acerra’ è e resterà un movimento politico innovativo ed indipendente che mette al centro esclusivamente Acerra e la sua gente. Va avanti convinto il percorso di crescita della città come chiaramente sottolineato in consiglio comunale dal sindaco d’Errico nel corso della presentazione delle linee programmatiche dell’amministrazione. Ribadisco che siamo stati eletti per proseguire nel miglioramento della città già avviato negli anni precedenti. Invito, inoltre, i colleghi della minoranza ed alcuni organi di informazione a verificare sempre fatti e circostanze onde evitare di riportare notizie errate”.

Auguro buon lavoro alla giunta ed al Consiglio con l’auspicio che possano lavorare con serenità ed efficienza per il bene di Acerra e degli acerrani” il commento del segretario del movimento Carmine Ruotolo.

ACERRA, lì 09/08/2022

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Elezioni, Calenda tuona: “Letta ha fatto accordi con chi è comunista”

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Il leader di Azione Carlo Calenda, dopo aver rotto l’intesa con Enrico Letta ha scatenato l’ira dei Democratici con queste dichiarazioni:

“Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo. E io ho detto a Letta: ‘se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone, come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio’. Letta sapeva perfettamente che avrei rotto, lo sapeva Più Europa. Hanno pensato di tenerci dentro dicendo: ‘sennò dovete raccogliere le firme’. Raccolgo le firme, perché questa cosa qua è inguardabile”.  

Poi, ha aggiunto: “Quelle di Emma Bonino sono critiche totalmente in malafede. Sapeva tutto e non solo, ha sempre negoziato dalla parte del Pd. Il perché, lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si definisce atlantista a stare con chi vota contro la Nato, e fa tutto contro l’Europa e contro l’agenda Draghi, lo dovrà spiegare Emma Bonino. Con grande affetto, ma Emma Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, chiaramente una scelta che pagherà in termini di posti”.  

Infine, sul possibile terzo polo con Renzi:

“Io in questo momento, sto lavorando a una cosa sola: costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del Reddito di Cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’Italia”.

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Elezioni, parla la Meloni: “Se FdI prende più voti, il nome giusto è il mio”

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Torna a parlare Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che ai microfoni di Rtl 102.5, ha così dichiarato:

“Le regole si conoscono. A differenza di quello che piace molto alla stampa, non farò la campagna elettorale parlando di nomi, premier e ministri. Le regole si conoscono nel centro-destra. Il partito che prende più voti in una coalizione, propone al Presidente del Consiglio la figura che dovrebbe essere indicata, che vorrebbe fosse indicata come premier. Spetta al Presidente della Repubblica. Il nome sono io, perché non dovrebbe esserlo? La cosa che non capisco è: perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fratelli d’Italia, voti in quest’ottica”.

Ecco invece le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, che ha così risposto a chi gli chiedeva del disaccordo della Meloni, su un suo possibile ritorno al Viminale:

“Chi fa cosa, lo decidono gli italiani con il voto del 25 settembre. Non ci sono ministri adesso, premier, sottosegretari: aspettiamo il 25 settembre. Se gli italiani scelgono il centrodestra e nel centrodestra danno un consenso di più alla Lega, sono pronto a prendermi l’onore e l’onere di prendere per mano questo Paese e di scegliere il meglio per questo Paese”.

Infine, attraverso le sue pagine Facebook, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, si è così espresso:

“Una pillola al giorno leva il medico di torno. Una pillola al giorno del nostro programma, dovrebbe levare di torno i signori della sinistra. La pillola di oggi, si chiama patrimoniale. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha già annunciato di voler introdurre una patrimoniale sui nostri risparmi e un’imposta sulle successioni. Noi, al contrario, non approveremo mai, in modo assoluto, un’imposta patrimoniale sulla casa, un’imposta patrimoniale sui risparmi, un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Se sei d’accordo, se pensi anche tu che il denaro, guadagnato onestamente e già pesantemente tassato, debba rimanere nostro per i nostri figli e i nostri nipoti, il 25 settembre devi andare a votare e devi votare Forza Italia”.

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