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Frattamaggiore

Frattamaggiore: tenta la “truffa dello specchietto”, fermato 22enne

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Martedì una donna si è presentata presso gli uffici del  Commissariato Secondigliano per denunciare di essere stata vittima di una tentata estorsione; in particolare, ha raccontato che nella mattinata, mentre si trovava a bordo della sua autovettura in via Senatore Pezzullo a Frattamaggiore, era stata fermata dal conducente di un’altra auto il quale l’aveva accusata, aggredendola verbalmente, di aver urtato la sua auto con lo specchietto retrovisore e, pertanto,  le aveva chiesto di essere risarcito di 100 euro.
La donna, temendo un tentativo di truffa, aveva cercato di fotografare il malvivente che, accortosi delle intenzioni della donna, aveva iniziato a strattonarla fino a quando non era risalita a bordo dell’auto dalla quale aveva poi ripreso il modello e la targa del veicolo dell’uomo.
Ieri sera un agente del Commissariato Secondigliano, libero dal servizio, ha notato, sempre in via Senatore Pezzullo a Frattamaggiore, un’auto ferma sul margine destro della carreggiata e una persona, corrispondente alle descrizioni fornite dalla vittima in sede di denuncia, che stava strattonando un ragazzo tenendolo per un braccio; in quei frangenti, dopo essersi qualificato, ha raggiunto l’uomo che ha tentato di darsi alla fuga ma, grazie al supporto di una volante del Commissariato di Frattamaggiore, è stato bloccato.
Un 22enne afragolese è stato sottoposto a fermo di P.G. per tentata estorsione aggravata, mentre l’auto è stata sequestrata.

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Frattamaggiore

Ambito 17, Scolastica e AD: due scandali con il silenzio assenso della politica complice e interessata

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FRATTAMAGGIORE – Non è bastata l’inchiesta della DDA che con l’informativa del 3 Novembre 2021 ha svelato gli intrecci tra politica e camorra all’Ambito 17, per capirci quello che si occupa delle Politiche sociali anche a Frattamaggiore. Nel silenzio imbarazzato e imbarazzante delle forze politiche su uno scandalo senza precedenti, all’Ambito si continua ad operare in una zona grigia senza che nessuno chieda un minimo di trasparenza e rispetto della legge.

Gli atti svelano l’ennesimo squarcio di procedure almeno illegittime e da ciò che si vede con la complicità di quella parte politica che tira i fili e porta a casa benefici elettorali e non solo. Gli ultimi due episodi fanno rabbrividire. Innanzitutto la proroga concessa alla cooperativa che si occupa dell’assistenza domiciliare, un contratto da 48 mila euro. Il servizio è scaduto e guarda caso hanno dimenticato di indire una nuova gara d’appalto creando a tavolino un’emergenza in modo da giustificare un affidamento diretto alla cooperativa già in carica. Di per sé già questo meccanismo è stato censurato più volte dall’Anticorruzione e addirittura lo stesso codice degli appalti stabilisce che in caso di “urgenza” si può ricorrere all’affidamento diretto ma escludendo la cooperativa in servizio. La legge vale in tutt’italia tranne che a Frattamaggiore. E nemmeno l’inchiesta sui rapporti tra i vertici dell’Ambito, gli imprenditori di alcune cooperative e la criminalità organizzata ha spezzato questo sistema che appare sempre di più oliato e coperto da una parte politica.

Sulla scolastica, ossia sull’assistenza a scuola per i bambini con disabilità, hanno fatto addirittura peggio. Il Responsabile unico del procedimento, Carla Pedata, nomina la commissione per giudicare i progetti. Primo errore: il Rup si autonomina Presidente della commissione. Eppure il decreto legislativo numero 50 del 2016 lo spiega in italiano: “Chi ha redatto la lex specialis non può essere componente della commissione costituendo il principio di separazione tra chi predisponga il regolamento di gara e chi è chiamato concretamente ad applicare una regola generale posta a tutela della trasparenza della procedura, e dunque a garanzia del diritto delle parti ad una decisione adottata da un organo terzo ed imparziale mediante valutazioni il più possibile oggettive, e cioè non influenzate dalle scelte che l’hanno preceduta”. A Frattamaggiore la legge non vale e nel caso di specie ti ritrovi un appalto dove il Responsabile unico del procedimento si autonomina anche presidente di commissione. Una commissione che vede tra i componenti anche il segretario generale, Pietro Dragone, che dovrebbe essere il primo garante dell’applicazione della legge. Tutto così strano e a tratti assurdo. Pure perché la commissione è formata da tre persone: Pedata, Dragone e Clotilde Palermo, assunta da soli 30 giorni. Un’altra domanda, chi ha le competenze per valutare nel merito i progetti visto che Pedata è laureata in Scienze della Comunicazione, il segretario generale non ha competenze specifiche in tema di Politiche sociali mentre la Palermo è alla sua prima esperienza? A proposito, ultimo dettaglio che dettaglio non è: parliamo di una procedura che mette a bando ben 500mila euro.

È chiaro che una parte politica resti in silenzio perché complice ma tutti gli altri? Possibile che nessuno ha voglia di parlare dell’Ambito 17 nonostante sia già finito sotto la scure dell’Antimafia sugli intrecci tra dipendenti, imprenditori e camorra? Il sindaco Marco Antonio Del Prete è inadeguato al punto che non capisce ciò che sta accadendo oppure è in malafede? E lo stesso consigliere Pasquale Del Prete, da sempre molto attento e interessato a quel settore, tra l’altro cognato dell’indagato Rodolfo De Rosa, dirigente dell’Ambito, si è accorto di cosa stanno combinando all’Ambito? E l’opposizione? Perché non parla di Politiche sociali nemmeno di fronte ad un acclarato intreccio tra appalti e criminalità organizzata verificato che gli accusati continuano ad operare indisturbati e a mettere le mani nelle carte degli appalti? Cosa deve ancora accadere per riportare trasparenza e rispetto della legge in quel settore, almeno sottraendolo nell’immediato ad una zona grigia che continua ad essere inquietante. I frattesi attendono risposte nel merito.

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Frattamaggiore

Frattamaggiore: uomo dato alle fiamme mentre era in videochiamata con la fidanzata

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Cosparso di liquido infiammabile e poi dato alle fiamme mentre, seduto su una panchina, stava videochiamando la sua fidanzata. A Frattamaggiore, in provincia di Napoli, Nicola Lupoli, di 36 anni, è stato circondato in pochi istanti dalle fiamme: il fratello arrivato sul posto, lo ha portato immediatamente all’ospedale di Frattamaggiore.

Per lui ustioni sul corpo e condizioni molto gravi. E’ stato trasferito al centro grandi ustionati del Cardarelli e poi al Policlinico di Bari; per lui prognosi riservata e coma farmacologico.

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Frattamaggiore

Frattamaggiore: minaccia la moglie e aggredisce gli agenti, arrestato

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Ieri sera gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Fontana a Frattamaggiore per la segnalazione di una lite familiare.

I poliziotti, giunti sul posto, sono stati avvicinati da una donna la quale ha raccontato loro che, poco prima, era stata vittima di gravi minacce da parte del marito, con il quale è in fase di separazione, e che l’uomo le aveva danneggiato l’autovettura  parcheggiata nei pressi della sua abitazione; inoltre, ha raccontato agli operatori di essere vittima già da tempo di maltrattamenti e minacce da parte del compagno e di aver già provveduto, per quei fatti, a  denunciarlo.

In quei frangenti gli agenti hanno udito delle urla e hanno raggiunto e identificato l’uomo il quale, in evidente stato di agitazione, ha iniziato ad inveire e spintonare gli operatori che, non senza difficoltà, lo hanno bloccato.

Il 47enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

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