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Città

Napoli. Si presenta all’esame per la patente con auricolare e microcamera, denunciato

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Ieri mattina  gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso la motorizzazione civile di via Argine per la segnalazione di una tentata truffa. Gli operatori hanno identificato l’uomo per un 42enne indiano e lo hanno trovato in possesso di una microcamera con microfono collegato a un wi-fi portatile e, per tale motivo, lo hanno denunciato per repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di titoli pubblici.

Caivano

CAIVANO, Il Luna Park delle illusioni: quando la propaganda si schianta contro la realtà

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CAIVANO – Ieri sera, intorno alle 23.00, nell’area mercatale di via Rosselli trasformata per l’occasione nel Luna Park della festa patronale della Maria Ss. di Campiglione, Caivano ha vissuto l’ennesima notte di violenza che qualcuno continua ostinatamente a fingere di non vedere.

Tutto comincia davanti ad una bancarella di crepes. Una lite per futili motivi tra due donne. Spintoni, urla, schiaffi. Una scena purtroppo già vista mille volte nelle periferie lasciate a sé stesse. Ma ciò che accade dopo trasforma una banale discussione in un episodio da guerriglia urbana.

Dopo pochi minuti, infatti, parte una vera e propria spedizione punitiva. Una decina di motociclette fa irruzione nell’area del Luna Park. In sella, uomini descritti dai presenti come “brutti ceffi”, barbe lunghe, atteggiamento intimidatorio, determinazione feroce. Individuata la donna coinvolta nella lite precedente, in quattro si scagliano contro di lei con calci e pugni alla testa.

A quel punto interviene il marito della donna, un giostraio, nel tentativo disperato di difenderla. Ed è lui ad avere la peggio. Viene massacrato. Scaraventato a terra. Colpito ripetutamente con calci allo stomaco. Aggredito perfino con il lancio di barattoli di vetro della Nutella contro la testa. Scene da film splatter. Scene indegne di una festa patronale. Scene che hanno gettato nel panico centinaia di persone.

Il sangue lasciato a terra dal giostraio aggredito

Famiglie terrorizzate. Bambini in lacrime. Persone in fuga. Il fuggi fuggi generale genera caos, contusioni, feriti lievi. Per interminabili minuti l’area mercatale diventa terra di nessuno. Solo successivamente arrivano i soccorsi. Le ambulanze, infatti, come previsto dal programma stilato dal Comitato Festeggiamenti in accordo con l’Amministrazione comunale, erano ferme all’esterno del Santuario di Campiglione.

Questi sono i fatti. E adesso basta con la propaganda. Perché il punto politico, amministrativo e morale di questa vicenda è uno soltanto: dov’era la prevenzione? Dov’era la Polizia Locale?Dov’era il piano sicurezza? Perché in una città di 36mila abitanti, durante uno degli eventi più delicati e potenzialmente problematici dell’anno, non erano stati previsti straordinari adeguati per la Polizia Municipale?

Da tempo il sottoscritto, attraverso editoriali pubblici, continua a compulsare questa Amministrazione sulla necessità di istituire un terzo turno della Polizia Locale. Non è accettabile che una città complessa come Caivano resti praticamente scoperta dopo le 20.00. Non è normale. Non è tollerabile. Non è serio.

Episodi come quello avvenuto ieri sera non cadono dal cielo. Erano prevedibili. Le giostre, storicamente, sono sempre state scenario di tensioni, risse, regolamenti di conti, esibizioni muscolari. Chi amministra una città dovrebbe conoscere il tessuto sociale del territorio che governa. Dovrebbe sapere leggere i segnali. Dovrebbe capire dove e quando aumentare i controlli.

Una o due pattuglie fisse della Polizia Locale all’esterno dell’area mercatale avrebbero rappresentato un deterrente fondamentale. Forse non avrebbero impedito del tutto la violenza, ma certamente non si sarebbe consentito a dieci motociclette di entrare liberamente dentro il Luna Park come in un raid punitivo del Far West.

Ed invece nulla. Perché il problema di questa Amministrazione è che continua a raccontare una città immaginaria. Antonio Angelino deve comprendere una volta e per tutte che non possiede alcuna bacchetta magica. Il suo immobilismo amministrativo non ha risolto i problemi di sicurezza di Caivano. Li ha semplicemente nascosti sotto il tappeto della narrazione politica.

La verità è che a Caivano c’è ancora un fuoco sotto la cenere. La criminalità organizzata non è sparita. I violenti non sono evaporati. I delinquenti non hanno cambiato vita per miracolo. Caivano non è stata bonificata. Questa Amministrazione sta semplicemente vivendo di rendita sugli effetti repressivi prodotti dal Governo Meloni con il cosiddetto “Modello Caivano”. I criminali hanno abbassato i riflettori. Hanno scelto una fase di minore esposizione. Ma ci sono ancora. Eccome se ci sono.

E quando si crea una valvola di sfogo — come una festa patronale, un Luna Park affollato, una notte di caos e adrenalina — la violenza torna immediatamente a galla. Questo un Sindaco capace dovrebbe saperlo. Solo un amministratore inesperto, o peggio ancora incapace di leggere l’andamento sociale della propria comunità, può salire su un palco e fare comizi raccontando che “va tutto bene”.

No. Non va tutto bene. Lo dimostrò già l’accoltellamento in via De Gasperi. Anche allora si disse che servivano più controlli, più presenza sul territorio, più prevenzione. Anche allora si lanciò l’allarme. E anche allora l’Amministrazione fece finta di nulla.

Perché il vero problema è politico. Antonio Angelino ha vinto le elezioni senza una reale visione di città. Senza un programma strutturato sulla sicurezza urbana. Senza una strategia sociale. Senza un’idea moderna di controllo del territorio. Oggi quel consenso continua a reggersi più sulla debolezza culturale e sull’ignoranza politica di una parte della comunità che sui risultati concreti ottenuti. Ma la realtà, prima o poi, presenta il conto. E ieri sera, a via Rosselli, il conto è arrivato violentemente davanti agli occhi di tutti.

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Afragola

AFRAGOLA. Alessandra Iroso raccoglie il guanto di sfida lanciato da Gennaro Giustino e indica Minformo e il direttore Abenante come moderatore.

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AFRAGOLA — Troppe accuse, troppi sospetti. Negli ultimi giorni, dopo aver espresso pubblicamente — e in piena autonomia di giudizio — la mia opinione sui due eventi di apertura della campagna elettorale dei candidati a sindaco Alessandra Iroso e Gennaro Giustino (citati secondo l’ordine cronologico degli eventi), sono stato bersaglio, da parte di alcuni sostenitori di Giustino, di attacchi e insinuazioni ai limiti della diffamazione: da “venduto” a “prezzolato”, in un clima che non rende onore al confronto democratico e che certamente non giova a una coalizione che si definisce “giusta”.

Per questo motivo ho scelto di fare ciò che compete a un giornalista: lasciare spazio ai protagonisti. Ho deciso quindi di realizzare una serie di interviste ai candidati a sindaco sul mio quotidiano, affinché siano direttamente le loro parole a parlare ai cittadini, nella speranza che questo lavoro venga riconosciuto per ciò che è: informazione e attività giornalistica, al di là delle tifoserie politiche.

Abbiamo iniziato contattando la dottoressa Alessandra Iroso, sia perché è stata la prima a inaugurare ufficialmente la propria campagna elettorale, sia perché da lei prende il via questo nuovo ciclo di interviste dedicate ai candidati alla guida della città.

Dottoressa Iroso, lei ha scelto di mettere al centro della sua campagna i servizi sociali, l’educazione e la sicurezza sociale. Qual è l’idea di città che vuole costruire per Afragola nei prossimi cinque anni?

«La città che immagino per Afragola è una città che torna a prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili. Credo che oggi la vera sicurezza si costruisca non solo con i controlli, ma anche attraverso servizi efficienti, prevenzione, educazione e presenza delle istituzioni nei quartieri.

Per questo abbiamo scelto di mettere al centro del nostro programma i servizi sociali, il sostegno alle famiglie, i giovani, gli anziani e le persone con disabilità. Vogliamo investire sui bambini e sugli adolescenti creando spazi educativi, culturali e sportivi che contrastino dispersione scolastica e povertà educativa.

Allo stesso tempo vogliamo rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere le famiglie in difficoltà, promuovere inclusione sociale e recuperare spazi pubblici oggi abbandonati per trasformarli in luoghi vivi e sicuri.

La mia idea di città è un’Afragola più inclusiva, moderna e vicina ai cittadini, capace di prevenire i problemi e non soltanto di rincorrere le emergenze.»

I suoi avversari sostengono che la sua candidatura rappresenti una continuità politica con l’ultima amministrazione sfiduciata. Lei si sente continuità o rottura rispetto a quella esperienza? E soprattutto: cosa cambierebbe davvero nel metodo di governo della città?

«Credo sia giusto riconoscere con onestà che l’amministrazione Pannone, nonostante la fine anticipata della consiliatura, abbia ottenuto risultati importanti soprattutto nei servizi sociali, negli asili nido, nell’assistenza ai disabili e nei servizi agli anziani. Probabilmente è stata un’amministrazione più concentrata sul fare che sul comunicare, e questo ha inciso sulla percezione dei cittadini.

Naturalmente ci sono stati anche errori, ma chi governa e prova a cambiare le cose può sbagliare. La differenza sta nella capacità di migliorare.

Per questo non mi definisco né continuità né rottura. La mia sarà l’Amministrazione Iroso: un’evoluzione rispetto a quanto fatto finora. Quella che definiamo “l’evoluzione necessaria”.

Vogliamo prendere ciò che di buono è stato costruito e renderlo più moderno, più partecipato e più vicino ai cittadini, con un’amministrazione presente nei quartieri, più trasparente, più veloce nelle risposte e capace di programmare il futuro della città insieme alla comunità.»

Una delle accuse più pesanti che le vengono rivolte riguarda la presunta vicinanza a un “sistema” politico e amministrativo legato a concorsopoli e clientelismo, che avrebbe avuto come riferimento figure oggi travolte da vicende giudiziarie. Lei come risponde a chi teme che dietro la sua candidatura ci sia ancora quel modello di potere?

ministrativa. Per anni ho lavorato concretamente sui servizi, sui progetti e sui bisogni delle persone, lontano dai riflettori e dalle polemiche politiche.

Credo che oggi, non trovando elementi reali su cui attaccarmi, qualcuno provi a costruire un racconto fatto di insinuazioni e parole molto pesanti. Ma parlare di “sistema” o di “concorsopoli” significa usare termini che hanno un peso enorme e che dovrebbero basarsi solo su fatti accertati dalle autorità competenti, non su suggestioni o campagne mediatiche.

Io non rinnego i rapporti umani e politici con chi sostiene la mia candidatura, ma rivendico con forza il mio percorso personale e professionale, costruito con serietà, competenza e rispetto delle istituzioni.

Vorrei che il confronto politico si concentrasse sulle idee, sui programmi e sulla visione di città che proponiamo per Afragola, non sulle insinuazioni. I cittadini meritano un dibattito serio, concreto e rispettoso.»

A tal proposito il suo competitor Gennaro Giustino dal cortile dell’Avv. MariaCristina Allegretto, durante il suo intervento per la presentazione della cordata Allegretto-Boemio l’ha sfidata pubblcamente ad un confronto mediatico e le ha concesso anche il privilegio di scegliersi la testata e il moderatore. Che risponde? Accetta la sfida?

«Nella mia vita non ho mai avuto timore del confronto, sono sempre stata dell’opinione che il confronto, se sano, può solo migliorare le visioni degli interlocutori. Per questo accetto la sfida e scelgo lei come moderatore e la sua testata come organo di stampa e mezzo di diffusione.»

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Casoria

Casoria, prosegue il Progetto As.S.O.: nuovi sportelli per il sociale

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Prosegue senza sosta il Progetto As.S.O. sul territorio di Casoria con una serie di nuove azioni ed iniziative.
Per l’Assessorato alle Politiche Sociali guidato dall’AssessoreSalvatore Iavarone, questo servizio è una risposta concreta ai bisogni dei cittadini, attraverso azioni sul territorio.

L’intervento principale del progetto è l’istituzione di sportelli definiti  “Centro Polifunzionali-Psicosociale” che rappresenteranno il punto di riferimento di coloro che avranno bisogno di accoglienza e supporto, di informazione e orientamento, con l’obiettivo di prevenire e/o ridurre difficoltà e disagi sia materiali che sociali nonché psicologici e legali che ostacolano o potrebbero ostacolare l’inclusione sociale, lo sviluppo della persona, il rispetto dei diritti civili, l’accesso al mercato del lavoro, il rispetto della parità di genere, la tutela della salute e dell’ambiente.

Accanto all’attività degli Sportelli è poi di primaria importanza l’azione di sensibilizzazione e formazione promossa dal Progetto su tematiche sociali sensibili, di cui è un esempio la serie di incontri sul tema del bullismo e cyberbullismo promossa presso le scuole del territorio in stretta sinergia con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e i Servizi Sociali.

Gli Sportelli sono attivi presso la sede di Via Pio XII 130, secondo gli orari consultabili sul sito dedicato assotiaiuta.it

I servizi offerti sono:

  • Help line telefono ami co
  • Sportello psicologico
  • Sportello legale
  • Sportello migranti e antidiscriminazioni
  • Orientamento al lavoro
  • Orientamento all’autonomia abitativa

…e molto altro ancora! Resta aggiornato seguendo il sito assotiaiuta.it!


Segretariato Sociale

  • Lunedì, dalle 9:30 alle 13:30
  • Martedì, dalle 9:30 alle 13:30
  • Mercoledì, dalle 14:00 alle 18:00
  • Giovedì, dalle 9:30 alle 13:30
  • Sportello Psicologico
  • Mercoledì, dalle 9:00 alle 13:00
  • Venerdì, dalle 9:00 alle 13:00
  • Sportello legale
  • Martedì, dalle 10:00 alle 13:00 (antiracket e antiusura)
  • Giovedì, dalle 14:30 alle 18:30
  • Sportello migranti e antidiscriminazione
  • Venerdì, dalle 13:45 alle 17:45
  • Sportello Orientamento al lavoro e autonomia abitativa
  • Giovedì, dalle 10:30 alle 15:30


help line: (+39) 349 35 04 540

Telefono sede Casoria:

Telefono:  +393934913877 (lunedì, martedì e giovedì dalle 9:30 alle 13:30; mercoledì dalle 14:00 alle 18:00)

Email: progettoasso@arcimediterraneo.it

PEC: progettoasso@pec.arcimediterraneo.it

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