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I crimini ambientali nell’Unione Europea: una minaccia per l’ecosistema e la società

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UNIONE EUROPEA – I crimini ambientali sono una delle maggiori minacce non solo per gli ecosistemi e le specie protette, ma anche per la nostra economia e la nostra società. Danneggiano le attività economiche, l’integrità dei territori e delle comunità che vi abitano, minacciando l’esistenza stessa di habitat già fragili.

Nonostante l’Unione Europea sia una delle principali destinazioni e snodi di transito per il commercio illegale legato ai crimini ambientali e una regione soggetta ad un incremento dei crimini ambientali all’interno del suo territorio, la mancanza di attenzione da parte dei responsabili politici e della autorità di enforcement, unitariamente ad un’azione efficace, coerente e integrata, rappresentano i due principali ostacoli per il debellamento del fenomeno.

Il fattore che maggiormente impedisce di contrastare i crimini ambientali è la mancanza di una definizione condivisa: non esiste una delimitazione esaustiva di cosa siano i crimini ambientali, né a livello globale ed europeo, né, nella maggior parte dei casi, a livello nazionale. E, quindi, i provvedimenti amministrativi per contenere azioni illegali risultano limitate nella loro efficacia.

Ogni Paese adotta sistemi di diritto diversi sul tema (alcuni propri del ramo amministrativo, altri del settore penale), e perciò spesso uno stesso reato viene punito in modo significativamente diverso da un Paese all’altro. È anche difficile collegare il reato a chi lo ha commesso, perché i reati avvengono su terreni privati o aree montane, e a questo si aggiunge una natura spesso transnazionale del reato.

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Education at a Glance 2022: in Italia ancora troppo pochi i laureati

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ITALIA – Secondo il report Education at a Glance 2022 redatto dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in Italia sono ancora troppo pochi i laureati.

In numeri sono chiari: tra il 2000 e il 2021, sottolinea lo studio, i livelli di istruzione in Italia sono cresciuti più lentamente della media registrata tra gli altri Paesi Ocse. Nel nostro Paese infatti in questi due decenni la quota di giovani tra i 25 e i 34 anni che ha conseguito un titolo universitario è aumentata del 18% (dal 10% del 2000 al 28% del 2021), una percentuale al di sotto della media, fissata al 21%.

L’Italia resta così uno dei pochi Paesi Ocse in cui la laurea non è il titolo più diffuso tra i giovani appartenenti a questa fascia di età. Ciò di certo rappresenta un problema non indifferente poiché un titolo di studio terziario generalmente garantisce migliori livelli occupazionali e, di conseguenza, anche retributivi.

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Caro bollette, Giovani Confapi Napoli annuncia la chiusura di due strutture ricettive e tre ristoranti

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NAPOLI – «Il caro bollette ha già fatto le prime vittime nella nostra regione: due strutture ricettive e tre ristoranti nell’area sud della provincia di Napoli chiuderanno a fine mese perché impossibilitati a pagare bollette che sono arrivate a rincari del 600 per cento». Lo ha affermato il Presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli, Massimo Di Santis.

«Ho avuto comunicazione dagli imprenditori che ottobre sarà l’ultimo mese di lavoro- aggiunge – perché già a settembre hanno bruciato sostanzialmente tutto l’utile dell’estate appena trascorsa. Per pagare le successive bollette, dicono, dovrebbero indebitarsi. Il gioco, arrivati a questo punto, non vale la candela».

«E la cosa preoccupante è che nelle stesse condizioni si trovano tanti piccoli e medi imprenditori alle prese con il pagamento di utenze che non sono più sostenibili. È necessario – conclude – che il Governo di prossima nomina attui subito una modifica all’impianto normativo delle politiche energetiche e sganci il costo del gas da quello dell’energia elettrica e che, soprattutto, impedisca manovre speculative ai danni dei cittadini da parte delle multinazionali del settore».

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Indice criminalità 2022, Napoli prima per furti con strappo e rapine di motocicli

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NAPOLI – Secondo l’Indice della criminalità 2022 del Sole 24 Ore si conferma Milano la città con più furti rilevati, verificatisi in particolar modo negli esercizi commerciali e zone di sosta. La città metropolitana è settima per denunce di violenze sessuali; seconda per rapine in pubblica via; terza per associazioni per delinquere.

Segue Milano, Rimini (complice i flussi turistici) successivamente Torino, Bologna, Roma, Firenze e Napoli che si posiziona al decimo posto.

La geografia dei reati 2021 conferma, poi, una serie di scenari ormai consolidati: Milano capitale dei furti in generale davanti a Rimini e Roma; Barletta in cima alla classifica di quelli d’auto; Napoli prima per furti con strappo e di motocicli, ma anche di contrabbando. E, ancora: Gorizia in cima alla classifica delle truffe e delle frodi informatiche; Vibo Valentia prima per minacce.

Emergono però una serie di novità come il primato di La Spezia nei reati legati agli stupefacenti – incluso lo spaccio – e quello di Matera sul fronte delle denunce di incendi.

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