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Nazionale

Elezioni Politiche. Il Cdx per l’uninominale di Casoria sceglie Monica Maisto

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CASORIA – È cominciata ufficialmente la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche del 25 settembre prossimo.

Ieri sera alle 20:00 sono state ufficializzate tutte le candidature e i vari territori sono venuti a conoscenza dei propri potenziali rappresentanti in Parlamento.

Sei le coalizioni in corsa. Il centrodestra sul nostro territorio, per l’uninominale, punta tutto sulla sorella dell’ex Consigliere regionale Giuseppe Maisto.

Infatti è Monica Maisto la candidata per la Camera dei Deputati per il centrodestra nel Collegio uninominale di Casoria. Avvocato 45enne, nata a Villaricca (Na). Laureata in Giurisprudenza presso l’ Universita’ Federico II di Napoli nel 2001. Imprenditrice impegnata nel settore sociosanitario e riabilitativo. Da sempre impegnata nel campo sociale. Fondatrice e Presidente dell’ associazione “Le Giraffe”, associazione no profit impegnata con progetti finalizzati alle attività di inserimento per soggetti svantaggiati. Dal 2015 partecipa attivamente con la Lega Missionaria Studenti e ad attività di missione di volontariato nei Paesi dell’ America Centrale.

La sfida nel collegio a nord di Napoli dove insiste anche la nostra redazione si fa ardua e avvincente, infatti Monica Maisto avendo tutte le carte in regola per interpretare il ruolo che le è stato affidato dal coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello, si dovrà scontrare con Vincenzo Spadafora del centrosinistra e altri delle altre coalizioni.

Ma la candidata del centrodestra non dovrebbe temere confronti dato che i sondaggi commissionati da Minformo.com danno il centrodestra al 31,8% contro il 22,3% del centrosinistra, ovviamente la verità la stabiliranno solo le urne.

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Napoli

Elezioni Politiche. Napoli si conferma una nazione a parte. Nel resto d’Italia vince il centrodestra a Napoli il M5S

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NAPOLI – In gergo, noi napoletani, quando andiamo all’estero siamo soliti dire: “Nun ce sta niente a fa, c’avimma sempre distinguere” ed è vero. Napoli è una piccola nazione nella nazione. Siamo la terza repubblica all’interno dello stivale dopo San Marino e Città del Vaticano e lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni politiche.

Mentre il resto d’Italia si tinge di blu, ai napoletani invece piace il giallo, quello dell’assistenzialismo, del pressapochismo, della sprovvedutezza, del precariato della politica e dell’incompetenza.

Mentre gli italiani portano agli onori della cronaca politica Giorgia Meloni col suo 26,06% nella coalizione di centrodestra vincitrice di queste elezioni col 43,87%, a Napoli si registra la vittoria del Movimento 5 stelle col 41,36% facendo registrare sette dei nove seggi uninominali assegnati al partito di Conte.

Una visione della politica in controtendenza da sempre quella dei napoletani, che da sempre con le proprie scelte relegano la propria città ai margini della società.

Adesso sarà bello vedere, magari con la guida di Giorgia Meloni chissà, come si comporterà il futuro governo di centrodestra, nei confronti della città di Napoli, che non solo non ha preferito il programma dei conservatori italiani ma che presenta pure un’Amministrazione targata PD.

Purtroppo a farla da padrona nella vecchia capitale del Regno di Napoli è ancora quel sentimento personalistico che consente ad ogni singolo individuo di pensare prima e solo ai propri interessi. Per intenderci, il sentimento del “si salvi chi può”.

Ed è proprio quel sentimento, basato sulla voglia di tutelare e rinforzare i sussidi del Reddito di Cittadinanza che ha permesso al partito di Conte di far entrare in Parlamento gente semianalfabeta che pone la nostra città ai margini della futura agenda politica.

Si miei cari lettori, avete letto bene: semianalfabeti.

Perché chi ha votato il M5S in realtà non conosceva affatto i personaggi che questa legge elettorale balorda ha consentito di far eleggere. Una legge che ai partiti tradizionali, almeno a Napoli, gli si è ritorta contro.

E ora!? Ora i napoletani non hanno più alcun alibi. Se le cose, in questa città, per i prossimi cinque anni, non andranno secondo i loro desideri, a partire dalla conferma del Reddito di Cittadinanza, sarà solo ed esclusivamente colpa loro.

D’altronde è da un mese che non si fa altro che dire che Giorgia Meloni, una volta eletta, si batterà affinché sarà abolita la misura del Reddito di Cittadinanza e con Conte, oramai relegato all’opposizione, quali garanzie avranno i percettori? Nessuna. Ecco perché la cosa utile da fare è sempre quella di informarsi sulla vita politica del proprio Paese e non alzarsi dalla sedia solo quando si deve votare, scegliendo, tra l’altro, sempre quello che fa più comodo a se stessi.

Purtroppo per Napoli e per i napoletani l’aforisma che recita: “Il livello culturale della politica che amministra un Paese è di pari livello a quello di chi lo elegge” non è mai stato così attuale.

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Editoriale

Elezioni Politiche. Conte si vanta del Reddito di Cittadinanza ma il padre del provvedimento è Luigi Di Maio

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ROMA – È incredibile come l’ex Premier Conte abbia messo su una campagna elettorale interamente fondata sulla menzogna e basata sulla memoria corta degli italiani. Ne va dato atto all’ex Premier che grazie a queste suoi “valori”, se così li possiamo chiamare, è stato in grado di far risalire il proprio partito nei sondaggi, portandolo fino al 12,2% dei consensi nazionali.

Ma, come diceva il buon Don Peppino Diana, per amore della verità non taceremo, come facciamo da sempre noi di Minformo, e per questo dobbiamo informare i nostri lettori e follower che l’attuale leader del M5S dimentica di aver approvato fino a Luglio del 2022 tutti i provvedimenti fino ad allora prodotti dal Governo Draghi. In due mesi Giuseppe Conte è stato in grado di fare un’operazione di ricostruzione di verginità politica in soli due mesi, andando in giro per l’Italia in manica di camicia, giusto per dare un’immagine di sé che si avvicinasse sempre più ad un uomo del popolo, presentandosi come un martire dell’agenda politica sociale violata, dimenticandosi che per tre dei quasi cinque anni della scorsa legislatura è stato lui il Premier.

Colui che ha firmato i provvedimenti dei monopattini e dei banchi a rotelle e che portò l’Italia all’ultimo posto in Europa come organizzazione e approvvigionamento vaccini negli anni della pandemia. Conte è stato quello che grazie al famoso bonus del 110% ha permesso la speculazione sulle materie prime dell’edilizia e infine se ne va in giro per l’Italia rivendicando la misura del Reddito di Cittadinanza.

Un provvedimento fortemente voluto dalla base del M5S di cui Conte non ne ha fatto mai parte, visto che lui è sempre stato espressione dell’elite pentastellata, quella stessa elite entrata nel partito grillino ai tempi dei favori dei sondaggi.

Se tra i candidati ci dovesse essere uno che si dovrebbe vantare del provvedimento quello sarebbe Luigi Di Maio, oggi candidato con Impegno Civico nella coalizione di centrosinistra insieme al PD.

Luigi Di Maio da sempre, insieme a Beppe Grillo e al direttorio del vero Movimento 5 Stelle è stato colui che ha firmato la Legge da Ministro del Lavoro ed è quello che attualmente dovrebbe avere l’ardire di rivendicare un tale provvedimento giusto o sbagliato che sia. Questo poi, lo stabiliranno gli italiani alle urne.

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Napoli

Elezioni Politiche. I consiglieri forzisti di Napoli prendono le distanze da Fulvio Martusciello e dalle sue scelte sui candidati.

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NAPOLI – Lo avevamo anticipato ieri (leggi qui) che si sarebbe scatenato una valanga di dichiarazioni e comunicati stampa da alcuni scontenti di Forza Italia in merito alla nomenclatura presentata ai nastri di partenza di questa campagna elettorale e come si può leggere stamattina dall’Ansa, i primi a prendere le distanze dal modus operandi del coordinatore regionale azzurro sono i consiglieri napoletani.

I consiglieri comunali di Napoli di Forza Italia Salvatore Guangi e Iris Savastano con un comunicato “prendono le distanze” dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello dopo la pubblicazione delle liste dei candidati alle Politiche.

    “Ancora una volta – dicono – abbiamo appreso senza alcuna condivisione, i nomi presenti in lista, anche per quelli riferiti al collegio della città di Napoli dove poteva esserci il coinvolgimento di uno dei consiglieri della nostra città.

Si era discusso di nomi da mettere in lista per la città che non abbiamo poi più ritrovato. Parole e strette di mano a cui poi non si è dato seguito. Dispiace che si parli prima di condivisione, squadra, esperienza e professionalità e poi rimangano solo concetti astratti. Un periodo di riflessione servirà per valutare questi comportamenti ancora molto, o forse mai si riuscirà difficili da accettare”.

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