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Caso Pogba, il fratello Mathias promette rivelazioni scottanti: “Tutti meritano di conoscere la verità su di lui”

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Una vera e propria bufera si è abbattuta su Paul Pogba, centrocampista della Juventus, che sarebbe al centro di alcune scottanti rivelazioni fatte dal fratello Mathias su di lui e sul compagno di nazionale Kylian Mbappé. In particolare, questa notte è stato pubblicato sui social network un video alquanto controverso, che fa trapelare una faida familiare, dato che gli avvocati di Paul hanno intenzione di sporgere denuncia per tentativo di estorsione.

Lo stesso Mathias, ha così dichiarato sui social:

“Penso che non sia sfuggito a nessuno il gran rumore mediatico sul suo trasferimento, i suoi problemi e il suo infortunio, senza parlare del suo documentario catastrofico. Pubblico questo video perché credo che i tifosi francesi, italiani, inglesi e spagnoli, del mondo intero, oltre che i fan di mio fratello e ancor più della nazionale, i suoi compagni di squadra e i suoi sponsor, meritino di sapere certe cose, per decidere se meriti veramente ammirazione, rispetto e l’amore del pubblico, ma anche il posto in nazionale, di essere titolare nella Juventus e considerato una persona degna di fiducia, nonché un modello per i giovani”.

Inoltre, il 32enne, gemello di Florentin, anche lui calciatore, se l’è presa anche con l’avvocata Rafaela Pimenta, che ha preso le redini della scuderia dopo la morte di Mino Raiola, definendola “l’avvocata, l’amica, la confidente che mio fratello chiama seconda madre”. Poi, aggiunge: “Vi farete un’idea sulla sua integrità, la sua professionalità e la sua lealtà, e se merita di prendere in mano la società di Raiola, se merita di rappresentarne i giocatori e gestirne gli interessi, e quelli dei futuri giocatori e delle loro famiglie”.

Tuttavia, arriva la replica dei legali del ‘Polpo’, che fanno il paio con le dichiarazioni della madre del francese, Yeo Moriba:

Purtroppo, i recenti post di Mathias Pogba sui social network non ci stupiscono, e fanno seguito a reiterate minacce estorsive. I fatti sono stati denunciati un mese fa alla Polizia italiana e a quella francese, e non ci saranno ulteriori commenti sulle investigazioni in corso”.

L’impressione è che questa storia non finisca qui, dato che Mathias ha promesso notizie ‘esplosive’ anche su Mbappé, fuoriclasse del calcio mondiale, che però si è detto sereno riguardo questa situazione.

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Nursing Up De Palma: «Pronto soccorsi italiani nel caos, ed infermieri ormai costretti a navigare in un mare in tempesta.

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«Siamo alle prese con un triste bollettino di guerra, di cui non ci resta che fornire, quasi quotidianamente, amari aggiornamenti: la realtà dei pronto soccorsi italiani rappresenta, ahimè, lo specchio fedele delle criticità del nostro sistema sanitario. E i contenuti delle notizie che dobbiamo raccontare alla collettività con i nostri comunicati stampa, oltre a essere poco edificanti, delineano palesemente quali siano le condizioni con le quali sono costretti a convivere i nostri operatori sanitari. Inutile nascondersi: la cronaca dei giornalisti con cui siamo costantemente a contatto, da Nord a Sud, non fa altro che corroborare gli attendibili report dei nostri referenti locali che vivono sul campo la desolante realtà degli infermieri dei pronto soccorsi.

Le problematiche a cui facciamo riferimento difficilmente escludono territori virtuosi: i mesi trascorrono inesorabili, ma i pronti soccorsi rappresentano più che mai l’ago della bilancia per soppesare la qualità effettiva del nostro SSN. Il bilancio è sotto i nostri occhi. Turni disumani, carenza di personale, caos organizzativo, strutture vetuste, episodi di violenza ben oltre i limiti della tollerabilità umana ai danni degli operatori sanitari che diventano il macabro capro espiatorio dei disservizi con cui fare i conti, vere e proprie fughe di professionisti verso altri reparti o peggio ancora verso altri paesi, e dulcis in fundo, ma c’è davvero poco da gioire, bandi di assunzione che vanno letteralmente deserti per reperire personale, dal momento che le condizioni offerte non rispecchiano in alcun modo le competenze degli infermieri e tanto meno fanno il paio con il mutato costo della vita che mette letteralmente in ginocchio i nostri colleghi.

E allora scattano le dimissioni in massa, con l’incredibile paradosso che aziende sanitarie già economicamente in affanno, sono costrette a pagare quello stesso medico, che ora si appoggia a cooperative, e che poco prima lavorava nel pubblico, ben 120 euro all’ora. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «Una vera e propria emergenza, da Nord a Sud, di cui stranamente nessuno osa parlare, su cui la politica tace e fa finta di nulla da troppo tempo. Come avevamo fatto alcuni mesi fa, analizziamo le situazioni regione per regione e questa volta è il centro-sud a finire nel mirino della nostra inchiesta.

CAMPANIA: Tiene banco l’incredibile caso del pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli, paradossalmente chiuso da agosto 2020. Come si ricorderà, questo nosocomio fu convertito a ospedale Covid durante la Pandemia. Da mesi e mesi la collettività partenopea attende la riapertura del presidio di pronto intervento, ed esisterebbero e come le condizioni, secondo i nostri referenti, da parte della direzione sanitaria, per favorire la riapertura, dal momento che, se il problema di fondo è la mancanza di personale, alcune recenti direttive regionali imporrebbero, nelle procedure concorsuali, ai medici neo assunti, di dover prestare obbligatoriamente servizio nei pronto soccorsi per un tempo non inferiore a due anni.  La piaga, di non poco conto, riguarda una sanità cittadina che, senza il pronto soccorso del San Giovanni Bosco, a Napoli, finisce con il pesare come un macigno su un Cardarelli che già da tempo rischia di implodere.

ABRUZZO: Carenza di personale all’acme, tempi di attesa lunghissimi. La riduzione di posti letto in ospedali come quelli di Popoli e Penne si scarica tutto sul pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, che somiglia sempre più a una polveriera, con malati anche in gravi condizioni che attendono ora prima di essere visitati e talvolta con un solo infermiere di turno al triage che deve occuparsi di decine di pazienti.

SARDEGNA: Di recente abbiamo già denunciato la situazione delicatissima degli infermieri sardi, con una nostra manifestazione e un nostro sciopero presso il Brotzu di Cagliari. La sanità territoriale sarda, con al primo posto i pronto soccorsi, sembra essere giunta all’acme della tolleranza».

LAZIO: Il pronto soccorso dell’ospedale San Camillo somiglia sempre più a un ring di pugilato. Gli episodi di cronaca nera si susseguono ripetutamente, con pazienti e parenti di pazienti fuori controllo, e con infermieri sempre più vittime di vili aggressioni, abbandonati letteralmente a se stessi», conclude De Palma.

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Perdite nel gasdotto Nordstream, UE: “Fughe non avranno impatto sulle forniture”

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RUSSIA – Sospetti e polemiche si sono scatenate a seguito delle tre falle createsi nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 che hanno provocato sensibili cali di pressione, nonchè una perdita nel Mar Baltico. Il risultato è stato quello di far schizzare in alto il prezzo del gas del 9,8% a 191 euro al MWh ad Amsterdam, mentre i danni alle pipeline vengono definiti “senza precedenti” dallo stesso operatore di Nord Stream.

“Fughe non avranno impatto sulle forniture”. Per Kiev si tratta di “un attacco russo e un’aggressione contro l’Unione” rassicura l’Unione Europea. Da Donbass, Kherson e Zaporizhzhia, arrivano i primi dati sui referendum pro annessione a Mosca: per i filorussi oltre il 95% avrebbe votato a favore. “Il salvataggio delle persone nei territori in cui si sta svolgendo il voto è al primo posto”, ha detto Vladimir Putin in un incontro per discutere dei lavori stagionali sul campo.

“La Federazione russa – ribadisce Dmitry Medvedev – ha diritto a utilizzare armi nucleari se necessario”. Intanto, proseguono proteste e scontri con la polizia nella regione russa del Daghestan, dove i manifestanti sono scesi in piazza contro Putin. Gli Usa: “Pronti ad accogliere chi fugge dalla Russia per chiedere asilo”. 

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Tappa a Napoli per il ciclista per la pace Mykola Zhyriada

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NAPOLI – Ha fatto tappa a Napoli il ciclista ucraino Mykola Zhyriada partito in bici da Udine per diffondere il suo messaggio contro la guerra. All’ingresso di Palazzo San Giacomo l’incontro con gli assessori al Welfare e alle Politiche Giovanili, Luca Trapanese e Chiara Marciani.

“E’ importante ricordare, come ci diceva Myka, che la guerra esiste ancora e che purtroppo sembra diventato solo un titolo a cui non dedichiamo più tutta l’attenzione che invece dovremmo. Bisogna continuare a pensare a questo evento così tragico e brutale che continua a poca distanza dal nostro paese, a lui quindi un ringraziamento per questo segnale che ci ricorda invece l’importanza di dire ancora stop alla guerra”.
Dichiarazione Assessore Marciani

“Napoli è stata una delle città più accoglienti d’Italia, siamo riusciti a costruire una rete che è andata al di là dell’amministrazione locale ma che ha coinvolto anche la diocesi, la Prefettura, la Procura. Abbiamo lavorato tantissimo. abbiamo accolto oltre 7.000 persone ucraine, soprattutto donne e bambini, con una forte attenzione alle disabilità e questa città ha dimostrato come sempre una grande accoglienza”.
Dichiarazione assessore Trapanese

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