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San Giuseppe Vesuviano: discute con l’amico e lo aggredisce con una mannaia e un coltello. Arrestato.

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Ieri sera gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in via XX Settembre per la segnalazione di una persona ferita.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato una persona la quale ha indicato l’appartamento in cui, poco prima, vi era stata una lite tra due uomini di cui uno, ferito, si trovava ancora disteso sul divano; inoltre, la vittima dell’aggressione ha raccontato che poco prima, dopo aver discusso con un suo coinquilino, quest’ultimo aveva prelevato da un cassetto della cucina una mannaia e un coltello per poi colpirlo in varie parti del corpo.
In quei frangenti, gli operatori hanno visto un uomo scendere le scale dello stabile e, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e da alcuni coinquilini, lo hanno riconosciuto identificandolo per A.M.R.J., 36enne bengalese con precedenti di polizia e irregolare sul territorio nazionale, e lo hanno arrestato per tentato omicidio aggravato

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Acqua risorsa pubblica: scontro aperto tra Roberto Fico e Vincenzo De Luca

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Il principio idraulico stabilisce che l’acqua si muove per caduta. Ed in caduta libera, da ieri, rischia di essere il rapporto, peraltro mai stato idilliaco, tra Roberto Fico e Vincenzo De Luca.

Il casus belli è la delibera di giunta regionale approvata dall’esecutivo Fico che, in autotutela, ha deciso di ritirare la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric Spa (Gestione Risorsa Idrica Campana, società destinata a gestire il sistema della grande adduzione primaria nella regione).

“Sono convinto – ha detto Fico – che la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua debba rimanere in mano pubblica”. Poco prima della delibera di giunta, anche l’ex governatore regionale, nel suo appuntamento social del venerdì, ha affrontato il tema della gestione dell’acqua. Ed ha lanciato un allarme su una possibile «visione ideologica» della materia. Anche per De Luca l’acqua deve restare un bene pubblico gestito dalle istituzioni, ma senza escludere il coinvolgimento di investitori privati, che secondo l’ex governatore sono necessari per sostenere gli investimenti e le manutenzioni delle reti.

Dunque, tra l’attuale Presidente della Regione ed il suo predecessore, lo scontro appare evidente: da un lato Fico, che vuole un modello totalmente pubblico per la gestione della risorsa idrica, dall’altro De Luca che invoca la sinergia pubblico/privato. Tra l’altro la decisione in autotutela approvata dall’attuale esecutivo, pone un bel problema sul ruolo e sulla figura politica di Fulvio Bonavitacola. Deluchiano di ferro, Bonavitacola per dieci anni ha avuto, nella giunta De Luca, la delega al ciclo integrato delle acque. La decisione di ritirare la selezione del socio privato della Gric Spa, blocca le scelte avviate proprio da Bonavitacola e dalla precedente amministrazione regionale. In Campania torna di grande attualità il referendum abrogativo votato nel giugno 2011. Gli italiani furono chiamati a votare su un quesito che rappresenta uno dei pochi esempi recenti di raggiungimento del quorum previsto dalla Costituzione per essere valido. Quel quesito, sottoposto a votazione, prevedeva l’abrogazione della norma che consentiva di affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica solo a soggetti privati scelti a seguito di gara di appalto. Il “Sì” vinse in maniera alquanto netta. Oggi la Campania è al centro di due opposte visioni sulla gestione della risorsa idrica e lo scontro Fico/De Luca rischia di determinare non pochi problemi alla maggioranza di governo regionale e in generale al “campo largo” targato Pd/M5S.

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Ercolano celebra le donne: l’8 marzo ingresso gratuito al Parco Archeologico

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Anche il Parco archeologico di Ercolano aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura in occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo, che prevede l’ingresso gratuito per tutte le donne nei musei e nei luoghi della cultura statali su tutto il territorio nazionale.

Nell’occasione, il Parco accoglierà gratuitamente tutte le visitatrici per l’intera giornata, partecipando alle celebrazioni e alle attività di sensibilizzazione dedicate alla ricorrenza.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per promuovere la partecipazione culturale, valorizzare il patrimonio storico-artistico e rafforzare il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di riflessione, dialogo e crescita sociale.
    E il mese di marzo, riserva una serie di novità importanti al Parco con esperienze immersive e percorsi tematici che permettono di esplorare la città antica attraverso nuove modalità di visita, tra innovazione tecnologica e approfondimento storico. E’ il caso di ‘Veni, Vidi, Hercvlanevm – Virtual Reality Experience’, un viaggio immersivo nel tempo grazie ai visori di realtà virtuale, che consentono di esplorare l’antica Ercolano ricostruita in 3D e comprenderne spazi, architetture e vita quotidiana. E c’è anche l’appuntamento con ‘I luoghi del cibo a Ercolano – Itinerari tematici’: un percorso guidato tra botteghe, cucine, forni e spazi pubblici il 6 e 20 marzo per scoprire abitudini alimentari e vita quotidiana degli abitanti dell’antica città.

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Il patto di sangue è rotto, San Giovanni torna l’inferno dei clan.

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NAPOLI – colpi secchi, sordi, esplosi in rapida successione nel cuore pulsante del Rione Villa, a San Giovanni a Teduccio. Mezzogiorno, l’ora in cui la città vive, lavora e, soprattutto, l’ora in cui i bambini dell’istituto comprensivo “Vittorino da Feltre” si preparano a tornare a casa. È in questo scenario di quotidiana normalità che è stato trucidato Salvatore De Marco, 34 anni, nipote del boss Ciro Rinaldi, meglio noto come “Mauè”.

L’agguato non è stato solo un’esecuzione, ma un brutale segnale di potere. I killer hanno agito con una precisione chirurgica e una spavalderia agghiacciante, incuranti della folla e della vicinanza alla scuola. De Marco è caduto sotto una pioggia di piombo che non gli ha lasciato scampo. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la rete di “specchietti” (i segnalatori) che hanno monitorato ogni suo movimento, consegnandolo al commando di morte.

Questo omicidio non è solo un fatto di sangue tra clan; è un nuovo e gravissimo allarme sicurezza per l’intera città. Quando la camorra torna a sparare alla luce del sole e in zone densamente frequentate, il messaggio è chiaro: lo Stato viene sfidato sul terreno della quotidianità.

Il timore degli inquirenti è che l’uccisione di De Marco possa riaprire ufficialmente il fronte della guerra tra i Rinaldi e i D’Amico (legati ai Mazzarella). Una faida storica che ciclicamente torna a bagnare di sangue le strade dell’area orientale, trascinando con sé la serenità di migliaia di cittadini onesti.

Non si può più parlare di “episodi isolati”. La sicurezza a Napoli sta scivolando verso una zona d’ombra dove il controllo del territorio sembra passare di mano tra lo Stato e le cosche. Sparare vicino a una scuola significa colpire il futuro, calpestare ogni senso di civiltà e dichiarare che nessun luogo è davvero “sicuro”.

Mentre le forze dell’ordine presidiano il Rione Villa nel tentativo di prevenire la risposta del clan Rinaldi, resta l’amarezza di una città che si ritrova a contare i bossoli sull’asfalto. La magistratura indaga sul movente, ma la condanna dei residenti è già unanime: Napoli non può e non deve tornare agli anni bui delle faide a cielo aperto.

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