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Napoli. Cittadini napoletani dispersi per il Mesico, non sono ancora tornati a casa

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Sono trascorsi quattro anni e mezzo dalla scomparsa dei tre napoletani dispersi in Messico. Una storia di cui ormai non se ne parla più e che sembra sempre più avvolta nel mistero. Quali sono le falle che non permettono il ritrovamento, vivi o morti, dei nostri tre connazionali. Per riaccendere i riflettori su questa vicenda ripercorriamo tutti i fatti che hanno caratterizzato questa storia e gli elementi investigativi a disposizione delle autorità che sembrano brancolare nel buio dopo tutto questo tempo. La scomparsa dei tre uomini è stata denunciata il 31 gennaio 2018 e da allora sono tanti i fatti che si sono susseguiti. Partendo da quelli più recenti si sa che la Fiscalia messicana, una sorta di corrispettivo delle nostre procure, ha ripreso le ricerche a fine marzo 2022. La ripresa delle ricerche venne accolta dalla famiglia e dal legale che le rappresenta, l’avvocato Claudio Falleti, come un elemento di rinnovata speranza. La vicenda era completamente scomparsa dai media a partire da un anno prima.

Era, infatti, l’aprile 2021 quando vennero condannati due poliziotti per la sparizione di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. I due agenti Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia vennero condannati a 50 anni di carcere il 10 aprile 2021, una settimana dopo che ne era stata accertata la colpevolezza insieme a una terza agente imputata Linda Guadalupe Arroyo. La poliziotta ha, però, da allora fatto perdere le sue tracce durante una pausa del processo e non potrà essere quantificata la condanna ai suoi danni fino a quando non verrà catturata. I poliziotti vennero ritenuti colpevoli della sparizione dei due cugini avvenuta subito dopo quella di Raffaele Russo, avvenuta poche ore prima. Inoltre, avrebbero agito sotto il coordinamento del comandante della polizia locale e del suo vice a Tecatillan nello stato di Jalisco. Con loro c’era anche un quarto agente, morto in carcere. È chiaro, anche per via giudiziaria, che almeno i due cugini vennero consegnati ai narcos del “Cartel Jalisco Nueva Generation”. In cambio di una cifra corrispondente a soli 43 euro.

Nel febbraio 2020, era stato inspiegabilmente scarcerato mandando nello sconcerto i familiari degli scomparsi. In ogni caso il suo coinvolgimento nella vicenda aveva sempre mantenuto dei contorni misteriosi che sono rimasti tali con il suo decesso. La sua uccisione fu di fatto un colpo durissimo alle indagini che erano riprese a giugno 2020 dopo il primo lockdown per la pandemia da Coronavirus. Prima della pandemia, così come anche dopo, l’unica pista era quella che riguardava i quattro agenti oltre alle intercettazioni su El Quince. Proprio un braccio di ferro con il ministero degli Esteri, culminato con una protesta clamorosa a Roma dove i familiari si incatenarono all’esterno della sede del ministero, portò a un rinnovato impegno di Luigi Di Maio che però non ha prodotto alcun miglioramento nelle ricerche.

Tra promesse mancate e piste fasulle le ricerche non hanno mai prodotto alcun risultato e adesso sembrano essersi di nuovo arenate dopo lo slancio annunciato sei mesi fa. Gli unici a non essersi ancora arresi sono i familiari dei tre scomparsi che però vedono sempre più assottigliarsi le loro speranze di poter avere almeno indietro i corpi dei loro cari, tra indifferenza istituzionale, e un muro di omertà che ha sepolto l’indagine fin dal suo inizio. Il resto è nelle mani del governo messicano e solo una nuova pressione del prossimo titolare della poltrona alla Farnesina potrebbe smuovere un po’ la acque e dare nuove speranze.

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A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Ciccio Graziani, allenatore

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“È vero che ho perso una finale di Champions League, ma almeno l’ho giocata. Raspadori? È più una sottopunta anche perché i centravanti che vanno a battere i calci d’angolo non mi sono mai piaciuti. Può fare il trequartista perché ha tecnica, velocità e intuito. Possiamo dire che il Napoli ha indovinato anche Raspadori. Io ero molto preoccupato e lo sono ancora perché siamo solo alla 7ª giornata. Dicevo che quello che hai perso era più importante di quello che è arrivato a parte Kvaratskhelia. Per il fatto che arrivavano Raspadori e Simeone dicevo che fossero alternative a quelli che giocano. Gli unici titolari erano Kim e Kvaratskhelia. Mi sono sbagliato e sarei felicissimo se il Napoli centrasse un traguardo storico. Ero perplesso sulla partenza di Fabian Ruiz per Ndombele che non conosciamo bene, avevo delle perplessità tra chi è andato via e chi è arrivato, ma questa squadra mi sta smentendo e sono felicissimo per tutto l’ambiente napoletano. Il Torino? Sta giocando bene e ha più competitività. Si è rinnovata e ha tanti giocatori bravi, ma ha il problema di segnare poco. Manca nella fase conclusiva. Se concretizza di più le occasioni che crea, potrebbe diventare importante in questa stagione per un posto in Conference. 

Chi ha fatto l’affare tra Napoli e Juventus in difesa? Tra Bremer e Kim, l’affare lo ha fatto il Napoli. In questo momento gli azzurri hanno capitalizzato molto con le spese e con le prestazioni. Kvaratskhelia vale già 40 milioni. Nazionale? Le strutture di tante società importanti italiane sono fatiscenti. Ci sono società che non hanno ancora un proprio centro sportivo. Dobbiamo investire di più sui giovani italiani. Guardando anche tante squadre di Serie A e Serie B, ci sono giocatori che vengono dall’estero e tolgono spazio ai nostri giovani. Anche Raspadori sta venendo fuori, assomiglia a Paolo Rossi nel modo di giocare. Il presidente del PSG? È uno di quelli che inquinano il calcio. Dai 28/29 milioni di euro a Neymar per vincere il campionato francese. Io vedo giocatori normali che guadagnano 3/4 milioni di euro. Zielinski? Fabian Ruiz aveva caratteristiche molto differenti dal polacco, ma bisogna conoscere il carattere del ragazzo che è uno che subisce, non reagisce. Zielinski a me è piaciuto anche negli anni passati, ma l’unico giocatore che non toglierei mai dal campo è Lobotka. Io quando vedo il Napoli ci vedo tanti giocatori bravi, ma in quel centrocampo il modo di giocare di Lobotka è spettacolare”.

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Risultato delle elezioni eletti e sconfitti in Campania alla Camera e al Senato

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Si conosceranno entro la giornata di oggi tutti i nomi dei deputati ed i senatori eletti in Campania, 38 tra i primi e 18 tra i secondi, quando sarà possibile avere i dati definitivi a livello nazionale per la ripartizione dei seggi che vengono assegnati col sistema proporzionale. Prima di addentrarci in una prima carrellata (già possibile) di vincitori e sconfitti, ha senso analizzare alcuni significativi dati generali del voto a Napoli ed in Campania. 

Ancora più grave la situazione a Napoli, con soltanto il 49,74% degli aventi diritto che hanno votato: poco più che alle comunali del 2021 (47,17%), ma molto meno rispetto alla politiche del 2018 (60,52%).Per quanto riguarda i risultati dello spoglio, al Senato il primo partito in Campania è il Movimento 5 Stelle col 34,9%, poi la coalizione di centrodestra col 33,2% (FdI 18%, FI 10,7%, Lega 4,1%, Noi Moderati 0,6%), la coalizione di centrosinistra col 22,3% (Pd 15,7%, Verdi-Sinistra 2,7%, +Europa 2,1%, Impegno Civico 1,5%), poi Azione-Iv 5,3%, Unione Popolare 2%, Italexit 1,4%, Mastella 1,2%. Alla Camera invece i risultati sono questi: Movimento 5 Stelle col 34,6%, poi la coalizione di centrodestra col 32,2% (FdI 17,4%, FI 9,7%, Lega 4,4%, Noi Moderati 0,7%), la coalizione di centrosinistra col 22,1% (Pd 15,5%, Verdi-Sinistra 2,8%, +Europa 2%, Impegno Civico 1,8%), poi Azione-Iv 5,2%, Unione Popolare 2%, Mastella 1,4%, Italexit 1,1%, Italia Sovrana e Popolare 0,8%, Animalisti 0,2%, Partito Comunista Italiano 0,1%, Vita 0,1%.

Queste ultime percentuali derivano dalla somma dei voti delle due circoscrizioni in cui è divisa la regione, Campania 1, relativa all’area metropolitana di Napoli; e Campania 2, relativa al resto delle province. Interessante approfondire il dato napoletano. I risultati in città infatti sono particolarmente diversi rispetto al resto del paese: il Movimento 5 Stelle è addirittura al 41,41%, il centrodestra al 26,89%, il centrosinistra al 21,6%, Unione Popolare al 2,6%. A Napoli il M5S vince tutti i 7 collegi uninominali per la Camera. Risultano quindi eletti Sergio Costa a Napoli Fuorigrotta, Gaetano Amato a Torre del Greco, Carmela Auriemma ad Acerra, Dario Carotenuto nel collegio Napoli San Carlo all’Arena, Antonio Caso a Giugliano in Campania, Carmela Di Lauro nel collegio Somma Vesuviana e Pasqualino Penza nel collegio di Casoria.

Altri sicuri sconfitti “eccellenti” Sandro Ruotolo a Torre del Greco, Paolo Siani, l’ex ministro Vincenzo Spadafora (candidato con Di Maio), il vicepresidente della giunta regionale, il deluchiano Fulvio Bonavitacola. Al centrodestra vanno 5 uninominali della circoscrizione Campania 2: Gianfranco Rotondi ad Avellino, Gerolamo Cangiano ad Aversa, Carmen Letizia Giorgianni a Caserta, Giuseppe Bicchielli a Salerno, Attilio Pierro ad Eboli.

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Napoli. Tutte le novità’ sulle terapie al congresso dei reumatologi

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La Reumatologia negli ultimi anni ha avuto un periodo di particolare evoluzione grazie alle importanti acquisizioni offerte dalla ricerca scientifica dal punto di vista della comprensione delle basi genetiche e dei meccanismi fisiopatologici delle malattie reumatiche. La più approfondita conoscenza della patogenesi ha permesso lo sviluppo e l’introduzione nella pratica clinica di farmaci biotecnologici e “small molecules”, farmaci per uso orale, che hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico alle malattie reumatiche, permettendo di raggiungere sempre di più la remissione di malattia, consentendo di proporre “una medicina di precisione”. Partendo da questi presupposti, il Congresso SIR Crei della Campania è stato pensato con l’intento di affrontare in maniera sempre più multidisciplinare i diversi aspetti delle malattie reumatiche coinvolgendo: dermatologi, gastroenterologi, oculisti, infettivologi, ortopedici ecc.”.

E’ quanto afferma Enrico Tirri, organizzatore del Congresso, Direttore della UO di Reumatologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e Consigliere Nazionale della SIR (Società Italiana di Reumatologia) alla vigilia del Congresso SIR e Crei (Collegio Reumatologi Italiani) Campania 2022, che si svolgerà a Napoli dal 30 settembre al 1 ottobre all’Hotel Renaissance Mediterraneo. Inoltre, Tirri aggiunge: “Sono in programma anche relazioni dedicate alle nuove linee di indirizzo, della Regione Campania, alla prescrizione dei farmaci biologici/biosimilari in artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante, che i reumatologi della Campania, per primi hanno prodotto a livello nazionale”.

Al Congresso saranno presenti Roberto Gerli, Presidente della Società Italiana di Reumatologia e Daniela Marotto, Presidente del Collegio dei Reumatologi Italiani; l’appuntamento vedrà la partecipazione attiva di molti giovani reumatologi afferenti a strutture reumatologiche universitarie, ospedaliere e territoriali della Campania. Parteciperanno in qualità di Presidenti onorari del Congresso Raffaele Scarpa e Stefano Stisi. Saranno, inoltre, presenti figure di spicco della reumatologia italiana tra cui:

Francesco Ciccia Professore Ordinario di Reumatologia Università della Campania “L. Vanvitelli”, Roberto Caporali Professore Ordinario di Reumatologia dell’Università di Milano, Giandomenico Sebastiani Direttore UOC di Reumatologia Ospedale San Camillo di Roma e Presidente eletto della Società Italiana di Reumatologia,  Antonio del Puente Professore Associato di Reumatologia Università di Napoli Federico II di Napoli e tanti altri. Gli aspetti dermatologici delle malattie reumatiche saranno relazionati da Gabriella Fabbrocini Professore Ordinario di Dermatologia dell’Università di Napoli Federico II. Si parlerà anche di Covid e malattie reumatiche con Alessandro Perrella Direttore UOC Malattie Infettive Emergenti ad alta contagiosità Ospedale Cotugno di Napoli.

Sarà presente con una relazione sui farmaci biosimilari anche Ugo Trama, Dirigente Responsabile Politiche del Farmaco della Regione Campania. I pazienti reumatologici saranno rappresentati al Congresso da diverse associazioni dei malati reumatici che parteciperanno ad una tavola rotonda a loro dedicata.

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