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Napoli. Muore un cameriere cadendo dal terrazzo, aveva solo 36 anni

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Un italiano di 36 anni – Diego Mandola, originario di Sapri, in provincia di Salerno – è morto ieri in Francia per le gravi ferite riportate cadendo dal terrazzo al quarto piano della propria abitazione a Thonon-les-Bain, cittadina francese sul lago di Ginevra. Diego Mandola lavorava come cameriere presso un ristorante del posto, una zona turistica. Ora la salma del 36enne è a disposizione delle autorità francesi che stanno indagando sulle cause e hanno disposto l’autopsia. La tragedia ha suscitato commozione a Sapri, dove Diego Mandola era molto conosciuto. 

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“Il Giro racconta”: il medico e scrittore Gian Paolo Porreca ha presentato il suo libro al Villaggio dei Ragazzi

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Nella splendida cornice della Sala Chollet della Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo”, stamane, alle ore 10.30, il noto medico e scrittore napoletano Gian Paolo Porreca ha presentato il suo ultimo e appassionante lavoro: “Il Giro racconta: la meravigliosa storia della Corsa Rosa e dei suoi 115 arrivi in Campania“, edito dalla casa editrice Le Varie. Il racconto, che ha già conquistato il cuore degli appassionati e non delle due ruote, è la meravigliosa storia della Corsa Rosa organizzata dalla Gazzetta dello Sport dal 1909 al 2021 ed è impreziosito da due inediti sul ciclismo dei giornalisti Gianfranco Coppola e Gian Paolo Ormezzano.

Per l’occasione sono stati presenti, tra gli altri, il Sindaco della Città di Maddaloni, Andrea De Filippo, il Commissario Straordinario del Villaggio, Felicio De Luca, l’ex direttore del Giro d’Italia Carmine Castellano, il Presidente Regionale FCI, Giuseppe Cutolo, il Delegato provinciale CONI, Michele De Simone e l’ex ciclista professionistacampione ai Giochi olimpici di Tokyo del 1964, Angelo Damiano. Ospite d’onore dell’evento è stato il ciclista Cristian Moreni, vincitore della tappa Terracina – Maddaloni del Giro del 2000.

Gli organizzatori della presentazione, che rientra nel programma dei festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo (Patrono di Maddaloni), sono stati Angelo Letizia, direttore sportivo e di gara e Amedeo e Luigi Marzaioli, fratelli del compianto Alberto, il campionissimo maddalonese che ha segnato in modo indelebile la storia sportiva della città di origine. Tanti, infatti, sono stati i risultati sportivi conseguiti da questo campione, che nel corso di una carriera lunga ha pedalato per migliaia di chilometri nelle strade del mondo, scalando le vette mitiche del Giro d’Italia, della Vuelta di Spagna e del Tour di Francia, A moderare l’incontro è stato invece il giornalista di Giornalenews Vincenzo Lombardi. “Siamo onorati di aver potuto ospitare ancora una volta un evento culturale di così grande prestigio, che si traduce in un viaggio tra i ricordi e i grandi protagonistidel Giro d’Italia.

La presenza di tanti conoscitori di questo sport meraviglioso è stata l’occasione per mostrare anche ai nostri studenti che una buona disciplina sportiva spesso aiuta nel raggiungimento di traguardi personali e professionali importanti.Lo sport, per riprendere le parole di Papa Francesco, è uno strumento educativo potentissimo, capace di creare comunità integrate ed inclusive”, ha commentato il Commissario Felicio De Luca. 

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Torre del Greco: si allaccia abusivamente alla rete idrica. Arrestato.

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Ieri sera, gli agenti del Commissariato di Torre del Greco hanno effettuato un controllo presso un esercizio commerciale di via Montagnelle dove, con il supporto di personale tecnico della GORI, hanno accertato che il titolare aveva creato un sistema abusivo di fornitura idrica per il proprio locale, allacciando le tubature di alimentazione dell’acqua ad un misuratore con matricola abrasa. Gli operatori hanno, altresì, constatato che per quell’attività commerciale non vi era alcun contratto di fornitura idrica. D.L., 36enne di Torre del Greco con precedenti di polizia, è stato arrestato per furto aggravato e danneggiamento.

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Sanità, Nursing Up De Palma: In Friuli Venezia Giulia decolla finalmente il tanto atteso piano dell’infermiere di famiglia

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«Ci giunge notizia, in queste ore, che, la Regione Friuli Venezia Giulia, una delle realtà territoriali dove la carenza di personale, in questi anni, a partire dalla pandemia, ha maggiormente pesato sul delicato equilibrio del sistema sanitario pubblico locale, con una voragine di 8mila infermieri presente già prima dell’emergenza Covid-19, si è letteralmente rimboccata le maniche e ha messo in piedi il tanto atteso piano operativo dell’infermiere di famiglia/comunità. Abbiamo conferma del chiaro impegno della Regione nel voler ricostruire la sanità territoriale nell’ambito del DM/77, che evidenzia, diremmo finalmente, leggiamo testualmente, come “l’infermiere sarà il punto di riferimento per la comunità sull’assistenza infermieristica generale, presente in modo connettivale nei diversi setting territoriali”. 

E ancora, “non sarà solo un infermiere che eroga prestazioni ma si renderà “attivatore” di vicinato”, adoperandosi “per promuovere interventi di promozione e educazione alla salute per innescare e sviluppare stili di vita sani”. Numeri alla mano, in Friuli, quindi è stato avviato un percorso che porterà, entro il 2025, a rendere attivi sul territorio 400 infermieri di famiglia e comunità. Va anche riconosciuto il merito, alla Regione Friuli, nonostante le palesi carenze strutturali, non certo gravi, parliamoci chiaro, come quelle delle vicine Lombardia, Veneto e Piemonte, di essersi sempre attivata per sanare determinate lacune e, ancora numeri alla mano, attraverso il confronto diretto quotidiano con i nostri referenti locali, non possiamo che attribuirle il meritato ruolo di Regione virtuosa, dal momento che, prendendo in esame la dotazione organica del personale infermieristico del SSR negli ultimi 6 anni, nel Friuli Venezia Giulia si evidenzia anche come sia stato fatto ogni sforzo per aumentare il numero di professionisti. 

Si è passati, difatti, da 7.352 infermieri del 2017 ai 7.808 registrati a giugno 2022, cifre che parlano chiaro». Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «L’elogio alla Regione Friuli e al suo Governatore, nonché al vicepresidente con delega alla salute, Riccardo Riccardi, ci pare doveroso, ma ci riporta, nel contempo, all’amara e triste realtà di altri territori, dove invece il piano operativo tanto decantato dell’infermiere di famiglia non è di fatto mai decollato. Non dimentichiamoci quanto tempo è trascorso da quella famosa legge sull’infermiere di famiglia che avrebbe dovuto inserire, e solo inizialmente, ben 9600 unità in tutta Italia, e ad oggi ci pare chiaro che non sono stati raggiunti neanche metà di questi numeri.

Non vorremmo, nel caso del Friuli Venezia Giulia, essere di fronte all’ennesimo sassolino gettato nell’oceano. Ci spingono a doverose riflessioni, i contenuti del cosiddetto “DM 71”, ovvero il provvedimento, approvato e varato come DPCM lo scorso 21 aprile, che indica i profili chiave dell’assistenza territoriale dell’immediato futuro. Siamo di fronte ‘alla colonna portante’, alle fondamenta di un edificio altissimo ancora tutto da costruire, ma questa è ancora una fase cruciale, ed occorre porre le basi per evitare che il palazzo crolli al primo soffio di vento.

Lo avrete capito bene, ci riferiamo alla Missione 6 del Pnrr, quella che riguarda appunto il rapporto strettissimo e delicato tra gli operatori sanitari e la collettività. Non possiamo certo far finta di non comprendere che siamo di fronte ad una occasione da non perdere, lo diciamo da mesi, dal momento che le risorse a disposizione sono davvero ingenti e superano, nella totalità della sola missione 6, i 15 milioni di euro (oltre 7 sono solo i miliardi a disposizione per gli obiettivi da raggiungere entro il 2026 nei punti che riguardano la ricostruzione totale della sanità territoriale).

Non possiamo essere pienamente soddisfatti – dice ancora Antonio De Palma, di fronte a contenuti che a nostro avviso, ancora stentano a cogliere quelle solide premesse con cui questa Missione 6 era stata presentata. E ci riferiamo naturalmente, per ciò che ci riguarda direttamente come sindacato delle professioni sanitarie, al ruolo chiave degli infermieri di famiglia che a nostro avviso, almeno a giudicare dai contenuti di questo DPCM, stenta davvero ad esplodere in positivo, come tutti ci eravamo augurati.

Dove sono le indispensabili assunzioni? Non dimentichiamo, infatti, che tra Ospedali di Comunità e Case di Comunità saremo di fronte, entro il 2026, tempo di scadenza per l’inizio della messa in atto della Missione 6, a un nuovo fabbisogno di oltre 30mila infermieri. (30.485 unità), una per tutte si prenda in considerazione l’accurata indagine del 2021 di Luoghidicura.it E stiamo parlando degli infermieri di famiglia, che dovranno avere un ruolo chiave anche nell’ambito dell’organizzazione degli stessi Ospedali di Comunità.

Ci rivolgiamo alla nuova squadra di Governo che in questi giorni va formandosi, ed in particolare a colui che sarà chiamato ad assumere l’incarico di nuovo Ministro della Salute. Non è assolutamente immaginabile, alla luce del fiume di denaro a disposizione del Pnrr (ricordiamo che sono soldi dell’Europa concessi a tranche, seguendo rigorosamente il progresso dei progetti in corso), che si possa ancora una volta compiere l’ennesimo salto nel vuoto. Non è possibile che le fin troppo impellenti necessità di una sanità territoriale da ricostruire da zero, quelle dettate proprio dai contenuti e dalle direttive della Missione 6, non abbiamo quella priorità che meritano, con il serio rischio di un misero fallimento».».

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