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Casoria. Potenziato il trasporto scolastico per bambini autistici, la soddisfazione di Russo e di Cimmino

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Nonostante le difficoltà finanziarie dell’ente, l’amministrazione comunale di Casoria, per il nuovo anno scolastico 2022/2023, è riuscita a potenziare il trasporto scolastico per gli alunni autistici e con disabilità. I dirigenti scolastici delle scuole elementari, medie e superiori, dovranno far pervenire al comune il numero degli alunni che usufruiranno del trasporto scolastico. Enorme soddisfazione è stata espressa dall’assessore Vincenzo Russo che nei giorni scorsi ha dato la notizia sul suo profilo facebook: “L’amministrazione in queste ultime settimane ha lavorato intensamente per potenziare il trasporto scolastico per gli alunni con disabilità. Dobbiamo fare sempre di più e promuovere percorsi di inclusione. Sapete quanto ci tengo ai nostri bambini speciali e dobbiamo mettere in campo sempre nuove iniziative per loro.

La scuola ha l’obiettivo di facilitare l’inclusione dei bambini con autismo e allo stesso tempo, di supportare le famiglie. Noi come amministrazione non faremo mancare il nostro supporto”. Il presidente di Autismo Campania Onlus Salvatore Cimmino ha riferito: “Un trasporto scolastico funzionante per gli alunni con disabilità è il prerequisito dell’inclusione e garanzia del diritto all’istruzione ed educazione. Ritengo doveroso ringraziare tutta l’amministrazione del Comune di Casoria, in particolar modo l’assessore della Pubblica Istruzione l’avvocato Vincenzo Russo, che con il suo forte contributo è riuscito insieme alla giunta a potenziare il servizio di trasporto pubblico per gli alunni autistici e con disabilità in generale. Grazie al suo impegno garantiremo la frequenza dei nostri ragazzi rispettivamente per le scuole elementari, medie e superiori. Il mio auspicio è che l’azione del Comune di Casoria possa essere da monito per tutte le altre amministrazioni. Il Comune di Casoria, ancora una volta dimostra con il suo impegno attenzione sensibilità verso le persone con disabilità”.

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Governo, ecco come cambia il Decreto rave: escluse le manifestazioni

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Arriva l’emendamento del governo relativo al decreto rave, che riscrive il testo e cambia anche il numero dell’articolo, dal 434 Bis al 633 Bis. In particolare, l’emendamento limita il reato a “chiunque organizza e promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute o l’incolumità pubblica, a causa dell’inosservanza delle norme su droga, sicurezza e igiene”.

Tuttavia, si specifica così il tipo di occupazione, escludendo quelle degli studenti o le altre manifestazioni pubbliche. Inoltre, così facendo, il nuovo reato 633 Bis risulta riferito a situazioni precise, collegate alla violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene negli eventi, e a quelle sulle sostanze stupefacenti.

Pertanto, il nuovo testo riformula anche la norma, che già prevedeva la confisca obbligatoria, estendendo il provvedimento anche ai profitti dei rave party, per fungere da ulteriore deterrente. Resta invece la pena dai 3 ai 6 anni, soprattutto per chi organizza o promuove l’occupazione di terreni o edifici per lo svolgimento dei rave, con un’eventuale multa che va dai 1000 ai 10 mila euro.

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Manovra stipendi e giustizia sportiva: ecco cosa rischia la Juventus

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La bufera che si è abbattuta sulla Juventus, con le conseguenti dimissioni dell’intero Cda, costituito dal presidente Andrea Agnelli, dal vice Pavel Nedved e dall’amministratore delegato Maurizio Arrivabene, potrebbe lasciare degli strascichi alla società bianconera.

In particolare, l’inchiesta partita un anno fa sulle false fatture e sulle false comunicazioni sociali e al mercato, ha posto all’attenzione degli investigatori i bilanci di tre annualità, per i quali l’accusa ipotizza plusvalenze fittizie e manovre sugli stipendi dei calciatori durante la pandemia.

Intanto, a due giorni dalle dimissioni del presidente e dell’intero consiglio d’amministrazione, si registrano sul fronte penale eventuali richieste di rinvio a giudizio, per le quali si attende una decisione. Invece, sul fronte della giustizia sportiva, i tifosi ora si chiedono cosa rischi effettivamente la loro squadra.

Per quanto concerne la questione plusvalenze, essa era già stata oggetto di un’indagine della Procura sportiva, chiusa con la doppia assoluzione da parte degli organi di giustizia della Figc per la Juventus, così come per altri club.

Tuttavia, a preoccupare i vertici bianconeri, sono le scritture private tra la Juventus e i suoi calciatori, attraverso i quali si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione dei costi nei bilanci del 30 giugno 2020 e del 30 giugno 2021, omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati. Qualora la presunta falsificazione dei documenti contabili avesse consentito di ottenere l’iscrizione al campionato, c’è il rischio di pesanti sanzioni sportive che vanno da un’ammenda alle penalizzazioni in classifica o addirittura alla retrocessione.

Pertanto, detto della questione plusvalenze, che non dovrebbe preoccupare la Juventus in quanto già assolta in sede sportiva, è la manovra stipendi in epoca Covid-19 a far tremare la società torinese. Infatti, l’articolo 31 Comma 3 del codice di giustizia sportiva, prevede che la società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica.

Infine, lo spettro della retrocessione rappresenta un’ipotesi remota ma esistente, in quanto l’articolo 31 Comma 2 del codice di giustizia sportiva, punisce con la retrocessione la società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi, ottenga l’iscrizione ad una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni vigenti. Quindi, per arrivare a tale scenario, bisognerebbe dimostrare che la Juventus è riuscita a iscriversi alla Serie A in una delle tre annate prese in esame, grazie alla contestata falsificazione dei dati contabili di bilancio.

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Guerra in Ucraina, la Von der Leyen dichiara: “Creeremo un tribunale ad hoc per i crimini della Russia”

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La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha così dichiarato su Twitter, in merito alla questione relativa ai crimini di guerra commessi dai russi:

“La Russia deve pagare per i suoi crimini orribili. Collaboreremo con la Corte penale internazionale e contribuiremo alla creazione di un tribunale specializzato per giudicare i crimini della Russia. Con i nostri partner, ci assicureremo che la Russia paghi per la devastazione che ha causato, con i fondi congelati degli oligarchi e i beni della sua banca centrale”.

Poi, aggiunge: “Si stima che i danni subiti dall’Ucraina siano attorno ai 600 miliardi di euro. La Russia e gli oligarchi devono risarcire l’Ucraina e coprire le spese per la ricostruzione, e noi abbiamo gli strumenti perché la Russia paghi. Abbiamo bloccato 300 miliardi di euro delle riserve della banca centrale russa, e congelato 19 miliardi di euro degli oligarchi russi”.

Intanto, nelle prossime ore, l’esecutivo europeo invierà ai Paesi membri una proposta ad hoc, per consentire che le responsabilità della Russia possano essere giudicate davanti ad una Corte.

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