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Politica

Italia, Meloni a 360°: “Non ho mai temuto di non riuscire a fare un governo”

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Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un passaggio dell’ultimo libro di Bruno Vespa, ha così affermato:

“Non ho mai temuto davvero di non riuscire a fare un governo, anche se ho preso in considerazione l’ipotesi di presentarmi in Parlamento senza un accordo preventivo con tutti gli alleati, quando alcune proposte mi sono sembrate irricevibili. Nonostante io fossi andata incontro a tutti senza sfogliare il manuale Cencelli, perché i numeri avrebbero detto altro. Ma a me interessava formare una squadra che funzionasse, un governo inattaccabile, serio, adeguato, ben calibrato. E credo di esserci riuscita”.

Poi, sul rapporto con Salvini: “Con Salvini si è stabilito un rapporto nuovo e diverso. Ha capito quel che si poteva e quel che non si poteva fare, e mi ha aiutato a cercare soluzioni. In certe situazioni lui mi ha chiesto di aiutarlo, in altre io l’ho chiesto a lui. Franchezza reciproca senza polemiche. Un mediatore? Be’, il fatto di non schierarsi aprioristicamente con Berlusconi mi ha aiutato molto”.

Poi, per quanto riguarda Silvio Berlusconi: “Con lui c’è stata qualche incomprensione in più, figlia del passaggio di testimone. Quando si vivono certi momenti epocali, è fatale che ci siano delle scosse. Non so quanto sia stato ben consigliato all’inizio, ma devo riconoscergli la lucidità di capire quali fossero alla fine le priorità per non deludere chi aveva creduto in noi, e nel ritorno dopo undici anni ad un governo politico di centrodestra. Il suo discorso sulla fiducia pronunciato al Senato è stato bello e importante, e sono stata contenta di applaudirlo”.

Infine, ha parlato del suo incontro con il presidente francese Macron:

“Gli abbiamo illustrato la nostra decisione di difendere il marchio made in Italy. Ho contestato l’atteggiamento predatorio che la Francia ha manifestato in qualche occasione, ho trovato una perfetta comunità d’intenti nella difesa della sovranità alimentare, alla quale anche la Francia tiene molto. Abbiamo parlato di Libia, immigrazione, infrastrutture. Ma la lealtà e la franchezza potranno portare soltanto vantaggi ai nostri rapporti. L’ho trovato assolutamente d’accordo su questa linea”.

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Pd, parla la deputata Schlein: “Parte da noi una storia nuova, che possa dare ciò che merita a questo Paese”

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La deputata Elly Schlein è intervenuta all’incontro ‘Parte da noi’ in corso a Roma, dove ha parlato della sua probabile candidatura alla segreteria del Pd. Ecco le sue parole:

“Parte da noi una storia nuova, che possa costruire l’alternativa che merita questo Paese. Il governo Meloni ha già dimostrato il suo volto, criticando anche la manovra, che è contro i poveri. Siamo qua per far partire un percorso collettivo, per un contributo alla ricostruzione di un nuovo Pd di cui abbiamo bisogno. Questo processo costituente è un’occasione. Portiamo le nostre proposte. Non siamo qua per fare una partita da resa dei conti identitaria, ma per fare il nuovo Pd, tenere insieme la comunità e salvaguardare il suo pluralismo, le sue diversità, ma senza rinunciare ad un’identità chiara, comprensibile e coerente. Non è una sfida da leggere nella divisione fra riformismo e radicalità, c’è un campo comune: come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile. Siamo qua non per fare una nuova corrente, siamo un’onda non una corrente nuova. Non ci saranno mai gli schleiniani”.

Poi, ha proseguito: “La visione del futuro che parte da noi parte da tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà. Le destre non ne parlano, è come se vivessero in un altro paese. Il disegno di Calderoli sull’Autonomia differenziata affonda le radici nel progetto leghista di secessione, va rigettato. Non tutte le leadership femminili sono femministe, non ce ne facciamo niente di una premier donna che non aiuta le altre donne, che non ne difende i diritti. Nella manovra, si restringe opzione donna e si differenziano le donne sulla base dei figli. Mi auguro che Meloni voglia ritirare la querela a Saviano, non si possono colpire gli scrittori e le scrittrici”.

Poi, aggiunge: “A Renzi, che dice di averci portato in Parlamento, dico di non dimenticare che per quanto mi riguarda, a portarmi in Parlamento furono 50 mila preferenze. Renzi ha il merito di aver spinto me e tanti altri fuori dal Pd, con una gestione arrogante. Ha ridotto il Pd in macerie e poi se n’è andato. Io mi rimetto in viaggio, per riascoltare la base, i circoli. La fase costituente non può finire con le primarie, anche dopo servirà il coraggio di cambiare. Serve una cosa nuova, perché quello che siamo stati fino a qua non basta. Non sprechiamo la Costituente, è una sfida, non la vince chi si candida ma una comunità. Bisogna valorizzare una nuova classe dirigente, con amministratrici e amministratori. Se lo facciamo insieme io ci sono, non mi tiro indietro, costruiamo insieme questa candidatura, per dimostrare che io posso diventare la segretaria del nuovo Pd. Insieme a voi, voglio diventare la segretaria del nuovo Pd”.

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Lega Nord, parla Bossi: “Siamo qui per rinnovare la Lega, non per distruggerla”

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L’ex leader della Lega Umberto Bossi, è intervenuto questa mattina presso il castello di Giovenzano a Pavia, in occasione del primo incontro pubblico del Comitato Nord che lui stesso ha fondato. Ecco le sue dichiarazioni:

“Siamo qui per rinnovare la Lega non per distruggerla, perché altrimenti faremmo solo un piacere al centralismo romano. Ma tanta gente, nostri militanti, mi sta chiedendo da tempo: ‘Bossi, fai qualcosa!’. E noi non potevamo stare fermi”.

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Migranti, parla Mattarella: “Questione cruciale per la stabilità e prosperità dell’Ue, sfida da affrontare insieme”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a parlare della questione migranti, intervenendo all’ottava edizione della Conferenza Rome Med-Mediterranea Dialogues:

“La gestione dei flussi migratori è una questione decisiva e globale, che appare vano pensare possa eclissarsi. Diplomazie, organizzazioni nazionali e internazionali a cominciare dall’Ue, sono chiamate a un impegno comune. Sono in gioco la vita, il destino e la dignità di esseri umani. E’ una questione cruciale per la stabilità e la prosperità dell’Ue e del nostro vicinato meridionale. Tutto ciò deve spingerci ad affrontare insieme tali sfide, in uno spirito di forte solidarietà”.

Poi, aggiunge: “Ancora una volta siamo di fronte al bivio. Cosa permette di guardare al progresso dell’umanità? La guerra o la pace? Dobbiamo partire da quei principi, posti alla base della nostra convivenza civile e fondati nel quadro delle Nazioni Unite. Per consolidare il sistema multilaterale e renderlo più democratico, occorre fare riferimento all’uguaglianza fra gli Stati, rifuggendo da una polarizzazione a livello internazionale e da un’esasperazione di diversità, certo esistenti, che un dialogo efficace può contribuire a ridurre”.

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