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Calcio

Calcio. Napoli. Spalletti, lo stop dei Mondiali non avrà conseguenze

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NAPOLI – “Non vedo dalla sosta per i Mondiali in Qatar vantaggi o svantaggi per noi.
Tutti i club devono affrontnare questa sosta, qualcuno ha qualche calciatore in più ai Mondiali, ma poi la valutazione è anche che non giocare partite di alto livello fa perdere forma a qualche giocatore e invece in Qatar restano belli carichi”. Lo ha detto il tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, alla viglia del match contro l’Atalanta, rispondendo sulle conseguenze dello stop per i Mondiali per il Napoli capolista. “Dal punto di vista nostro – ha detto Spalletti – non temiamo quel periodo perché abbiamo una squadra sana, calciatori che sanno gestirsi e metterci qualità professionale. Per essere un professionista al 100% devi avere un comportamento corretto fuori dal campo e abbiamo molti calciatori che sono allenatori di loro stessi”. Il Napoli con i calciatori che non andranno ai Mondiali farà un ritiro in Turchia in date non ancora ufficializzate, con amichevoli per tenere alta la forma”

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Attualità

Caos Juventus, si dimette l’intero Cda. Agnelli: “La compattezza è venuta meno”

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Le dimissioni dell’intero Cda della Juventus, avvenute nella giornata di ieri, hanno sicuramente lasciato sotto choc il mondo del calcio italiano. Infatti, si chiude una vera e propria era in casa bianconera, un periodo fatto di successi ma anche di scandali, con questi ultimi che hanno probabilmente accelerato tale decisione.

Al momento, le ipotesi più probabili, sono da ricercare soprattutto nelle vicende giudiziarie riguardanti plusvalenze e compensi strani, corrisposti agli agenti dei giocatori minorenni. Inoltre, uno dei motivi principali, riguarda il bilancio sempre in rosso, spesso rimpinguato dalla Exor, la cassaforte di famiglia.

Tuttavia, come riporta anche ‘La Gazzetta dello Sport’, il coinvolgimento dell’organo nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, oltre alle ultime contestazioni della Consob, che hanno fatto slittare per due volte l’assemblea degli azionisti, avrebbero rappresentato la spinta decisiva per fare un passo indietro.

Intanto, l’ormai ex presidente Andrea Agnelli, ha voluto congedarsi con questa lettera:

“Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus, con un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio d’indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa, che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca, sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati, per storia e DNA, a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia, raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium; 9 scudetti maschili consecutivi; i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime; il J|Medical; 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il J|Museum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari, e questo può essere fatale. In quel momento, bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme, dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita. La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: ‘And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music’.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…”

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Calcio

Qatar2022, oggi il via ai mondiali di calcio: l’ultimo ballo di Messi e CR7

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Messi o Ronaldo, Ronaldo o Messi. Questo l’amletico dilemma che ha accompagnato l’ultimo ventennio di calcio, contraddistinto dalle imprese e dalle gesta di questi due grandi fuoriclasse, capaci di dividere l’opinione pubblica e di unire sotto un’unica stella milioni di sportivi nel mondo.

Quello che inizia oggi in Qatar sarà il loro ultimo mondiale, la loro ultima apparizione nella competizione più importante del pianeta; l’uno di fronte all’altro, come in quest’iconico scatto. Il loro dualismo sintetizzato da una foto, nella quale entrambi sono impegnati in una partita di scacchi su una valigia del noto marchio francese ‘Louis Vuitton’, perché la vittoria è uno stato mentale come loro stessi affermano, e loro hanno vinto tanto, tutto.

Adesso manca l’ultimo sforzo, vincere l’unico trofeo che manca a entrambi, quello che li consegnerebbe ancora di più alla storia. Siamo sicuri che ci proveranno, che tenteranno in qualsiasi modo a trascinare le proprie nazionali verso la vittoria finale; nel mondiale più discusso e inusuale di sempre. Non sappiamo chi la spunterà, o se alla fine usciranno entrambi sconfitti, ma quel che è certo, è che sarà uno spettacolo unico assistere al loro ultimo ballo, al loro ‘The Last Dance’. Buon mondiale a tutti!

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Calcio

Mondiali Qatar 2022, parla Infantino: “Critiche ingiuste, sarà il più bello spettacolo mai visto”

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Domani inizia il mondiale in Qatar, ma non si placano le polemiche nei confronti della manifestazione, viste le tante limitazioni imposte e la densa nube di mistero che l’avvolge.

Pertanto, il presidente della Fifa Gianni Infantino, è sceso in campo per difendere il Paese dalle varie accuse mosse a suo carico, e lo ha fatto nella conferenza stampa inaugurale:

“Oggi ho belle sensazioni. Mi sento qatariota, mi sento africano, mi sento arabo, mi sento migrante, mi sento gay, mi sento un lavoratore migrante. Sono un figlio di lavoratori migranti. I miei genitori hanno lavorato molto duramente e in difficili condizioni. Ricordo come gli immigrati venivano trattati alle frontiere, quando volevano le cure mediche. Quando sono diventato presidente della Fifa, ho voluto vedere qui le sistemazioni dei lavoratori stranieri e sono tornato alla mia infanzia. Ma come la Svizzera a poco a poco è diventata un esempio d’integrazione, così sarà per il Qatar”.

Poi, ha proseguito: “Quello che sta accadendo in questo momento è profondamente ingiusto. Le critiche al Mondiale sono ipocrite. Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3000 anni, dovremmo scusarci anche nei prossimi 3000, prima di dare lezioni morali agli altri. Noi creiamo frontiere, rendiamo molte persone illegali nel tentativo di entrare nei nostri Paesi e molte ancora perdono la vita; in Qatar i lavoratori stranieri hanno tutto, anche l’assistenza sanitaria. Queste lezioni morali sono solo ipocrisia. Sono stato spesso ‘bullizzato’ da bambino, per il mio accento italiano in Svizzera e per i capelli rossi, ora sono orgoglioso di essere qui e di questo evento, che sarà il più bello spettacolo calcistico mai visto. Se si è orgogliosi della propria strada e si è convinti che sia quella giusta, bisogna aiutare gli altri a percorrerla”.

Chiosa finale dedicata al divieto di bere birra all’interno degli stadi:

“Personalmente, penso che i tifosi possano sopravvivere senza bere birra per tre ore”. 

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