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Politica

Regione Lazio, Zingaretti annuncia: “Domani firmerò le mie dimissioni”

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Il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato le sue dimissioni, nel corso di una conferenza per il rapporto di fine mandato. Ecco le sue parole:

“Domani mattina firmerò le mie dimissioni. Firmerò le mie dimissioni dopo l’intervento alla Corte dei Conti, al decimo giudizio di parifica del rendiconto della Regione Lazio. Ho ascoltato la conferenza stampa di ieri. Io penso che in questo modo, Conte rompe l’alleanza di centrosinistra che governa il Lazio, senza motivo, perché la Regione non ha mai autorizzato e mai autorizzerà nessun inceneritore. Lo abbiamo deciso noi da anni, e non lo decide certo Giuseppe Conte. Non serve che ce lo ricordi”.

A tal proposito, l’assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato, ha così commentato:

“L’assenza delle colleghe M5s al rapporto di fine mandato di Zingaretti, è uno sgarbo istituzionale. E segna una rottura definitiva”.

Tuttavia, non si è fatta attendere la replica di una delle assessore assenti, l’esponente M5S Roberta Lombardi:

“Sono assente giustificata, sto a Rimini. Anche perché non avrei motivo, per non rivendicare i risultati di questo ultimo scorcio di legislatura. Oggi, approviamo definitivamente come giunta anche il piano energetico regionale e il piano di transizione di Civitavecchia”.

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Il Consigliere Musto chiede ripristino dello stato dei luoghi dello stadio di San Pietro a Patierno

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Il Consigliere comunale di Napoli Luigi Musto chiede all’Amministrazione di ripristinare il luoghi dello Stadio di San Pietro a Patierno dopo l’atto di vandalizzazione ” Ho appreso, con sconcerto, da numerose segnalazioni e da riviste locali, di atti vandalici, perpetrati la scorsa notte, su una parte dello stadio Comunale di San Pietro a Patierno, con danneggiamenti evidenti all’impianto elettrico e di illuminazione, alle recinzioni e su parte del manto erboso sintetico.

Un complesso, sito nella parte nordorientale di Napoli, fondamentale per diverse società
sportive che vi svolgono attività, anche serali, imprescindibili per i giovani del luogo. Nello stigmatizzare l’accaduto ad opera di ignoti che non hanno rispetto per i beni comuni, e in particolar modo per una struttura così importante per il benessere psicofisico dei ragazzi del
quartiere, chiedo che siano attivate in tempi rapidi tutte le misure per restituire lo stadio alla
comunità nella sua piena fruibilità
.”

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Politica

Assemblea ANCI, Meloni ai sindaci: “Il governo interverrà per ridare centralità ai comuni”

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Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un video messaggio, all’assemblea dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Ecco le sue parole:

“Penso che sia arrivato il momento di affrontare il tema della responsabilità degli amministratori locali. E’ assolutamente necessario, per come la vedo io, definire meglio, a partire dall’abuso d’ufficio, le norme penali che riguardano i pubblici amministratori, norme il cui perimetro è oggi così elastico da prestarsi a interpretazioni che sono troppo discrezionali. Non possiamo lasciare in balia gli amministratori. Ve lo annuncio: il governo interverrà”.

Poi, sul tema della legge di Bilancio, il premier ha affermato:

“Sono dispiaciuta di non poter partecipare in presenza, non avrei mai mancato la presenza di persona, come sapete non siamo in una condizione di normalità. Il governo è nato in un periodo particolare per la nascita di un governo, in cui ci sono scadenze molto complesse, come la legge di Bilancio, sulla quale stiamo lavorando al massimo della velocità”.

Poi, aggiunge: “Purtroppo, abbiamo la spada di Damocle del caro energia, che drena le risorse. Gli interventi per calmierare, ci costano circa 5 miliardi di euro al mese: stiamo studiando le proposte arrivate, se non interverrà la Commissione Europea, sarà difficile far fronte a questi costi”.

Invece, per quanto riguarda il piano nazionale di ripresa e resilienza, Meloni afferma:

“Dobbiamo verificare con l’Ue le misure più idonee ad aggiornare il Pnrr. Come ha detto il presidente Mattarella, il Pnrr è un appuntamento che l’Italia non può eludere, una straordinaria opportunità per modernizzare l’Italia: perché le risorse non rimangano sulla carta sono importanti Comuni, Province e Regioni”.

Sul tema delle riforme del Presidenzialismo e dell’Autonomia Differenziata, ella assicura:

“Il nostro lavoro intende muoversi sulla base della Costituzione: la maggiore autonomia delle regioni non significa creare disparità tra i cittadini, ma consentire alle regioni che più sono indietro di recuperare”.

Infine, conclude parlando della guerra in Ucraina:

“Voglio mandare un abbraccio al  sindaco di Leopoli. Il governo italiano continuerà a essere fieramente schierato a sostegno della causa ucraina”.

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Afragola

AFRAGOLA regredisce perché in aula siedono veri e propri mendicanti della politica

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AFRAGOLA – “O cchiu buon ten ‘a zella!” diceva sempre il mio papà. La politica a nord di Napoli non mi appassiona più, tanto meno quella ad Afragola, oramai abitata solo da rigattieri e saltimbanchi della politica.

Una classe dirigente con una qualità umana bassissima a livelli sotterranei, neanche paragonabile a quella dei mendicanti che chiedono l’elemosina perché anche la povertà ha il suo valore, una condizione più prossima allo stile dei rom che elemosinano per accumulare ricchezze con un impiego alquanto discutibile poiché la loro cultura e lo stile di vita che conducono gli impedisce di brillare in società.

Più o meno questo è quanto avviene ogni volta che c’è un cambio casacca nel Consiglio comunale afragolese dove gli spostamenti non sono mai dettati da ideali o bene collettivo ma solo ed esclusivamente dall’interesse personale.

Ad Afragola non esistono i Consiglieri comunali ma i Consiglieri di prebende. È quella razza umana tesa a tirare la giacca ad un capo politico qualsiasi pur di accumulare agi e ricchezze sfruttando quel po’ di consenso elettorale collezionato, a volte, anche in maniera discutibile.

È quest’ultimo caso, senza tema di essere smentiti, quello dei Consiglieri Benito Zanfardino ‘82 anche lui dopo il cugino passato in Fratelli d’Italia – sarà una peculiarità del tutto familiare chissà – e Giuseppe Migliore che dall’appoggio esterno perché mortificati dal Sindaco e dal resto della maggioranza, oggi, dal nulla tendono a dichiarare attraverso un articolo giornalistico redatto dal collega e amico Francesco Celardo: “Vogliamo essere una diretta espressione del Sindaco e condividerne ogni singola scelta”. Ma stanno parlando dello stesso sindaco che a distanza di un anno non ha riconosciuto un bel niente al loro gruppo consiliare? E sul gruppo consiliare pure ci sarebbe da fare qualche riflessione e magari la tratteremo dopo. Voglio ricordare ai nostri lettori che il duo Zanfardino-Migliore oltre a non aver mai avuto rappresentanza nell’esecutivo e non aver ricevuto nessuna riconoscenza neanche al margine della lottizzazione dei sottogoverni, sono stati anche mortificati e trattati sempre come l’ultima ruota del carro. Allora com’è che all’improvviso si dichiarano fedelissimi del Sindaco ai limiti del federalismo?

Semplice. Le promesse fatte da chi davvero mantiene i fili ad Afragola e che purtroppo, per gli afragolesi, continua a mantenerli grazie al prezzo basso, dettato proprio dalla qualità umana, che hanno alcuni consiglieri comunali.

Infatti, da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo pare che ai due consiglieri siano stati promessi un posto di lavoro per uno e uno per il fratello dell’altro.

Ovviamente il posto di lavoro per un Consigliere comunale può essere anche fittizio, nel senso che basti presentare una lauta busta paga al Comune, magari da dirigente d’azienda che percepisce circa € 5mila mensili e ottenere il rimborso – grazie anche alle “numerose” commissioni consiliari che si espletano – e dividere a metà con l’imprenditore che si prende oneri e rischi.

È così che funziona la politica a certi livelli. Basta collezionare dai 300 ai 500 voti per garantirsi un posto sugli scranni dell’aula consiliare e poi “vendersi” quella posizione su qualsiasi cosa, fregandosene dei problemi della città, della gente e di chi li ha votati.

Il metodo più semplice è quello di fare il vitellino, mettersi sotto la tetta di qualche capo politico e succhiare fino a quando non esce più il latte.

Ovviamente, i due trasformisti di cui sopra, oggi hanno scelto una mucca a cui già troppi succhiano il latte ma questo è il “bello” della politica afragolese, loro si accontentano anche delle gocce prive di siero, basti che servano a sbarcare il lunario.

Ma una domanda a me sorge spontanea: questo passaggio in maggioranza sotto quale effige lo avranno mai fatto? Sotto quella di “Pensiero Comune”? E se è si, tutto questo il capo politico di “Pensiero Comune” Raffaele Mosca – anche lui mortificato e bistrattato da quest’Amministrazione fino all’aver subito veti e out out, nonché bastoni tra le ruote anche dal punto di vista professionale – lo sa? È d’accordo? Saremo proprio curiosi di sapere la posizione dei tre. Ma questa è un’altra storia. Per adesso ci accontentiamo della triste realtà appena raccontata.

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