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AFRAGOLA. Zanfardino e Migliore espulsi da Pensiero Comune

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AFRAGOLA – Riceviamo e pubblichiamo:

“Pensiero Comune è un gruppo politico che alle scorse elezioni Amministrative di Afragola ha appoggiato la candidatura e contribuito in maniera consistente alla vittoria del Sindaco Antonio Pannone ma che non ha mai perso di vista l’obiettivo di lavorare solo ed esclusivamente per il bene collettivo ed è proprio per quest’ultimo motivo sentiamo il bisogno di comunicare quanto segue:

In merito alle dichiarazioni dei due consiglieri comunali di Afragola Benito Zanfardino ’82 e Giuseppe Migliore apparse su un organo di stampa locale dove si dichiaravano politicamente in linea con le decisioni del Sindaco Antonio Pannone e visto il loro comportamento taciturno e allineato alla maggioranza avuto stamattina nell’aula consiliare in occasione del Consiglio Comunale che doveva sancire alcuni provvedimenti, secondo il nostro avviso molto discutibili ai fini del benessere collettivo, apprendiamo con stupore e un po’ di indignazione il comportamento autonomo, individualistico e personalistico dei due Consiglieri che fregiati ancora della nostra effige decidono in assenza di partecipazione e confronto democratico con il nostro organismo di cambiare linea politica passando dall’appoggio esterno a quello dell’Amministrazione locale.

Pertanto, dopo aver verificato il loro atteggiamento in contrasto con la linea politica finora condivisa con la dirigenza, il Consiglio di Direzione ha deciso, in data odierna, di adottare provvedimenti di espulsione per entrambi i soggetti sopra citati”.

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Afragola. Allarme baby-gang, sassi contro le abitazioni

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Sassi lanciati contro le finestre e le abitazioni. Allerme baby-gang ad Afragola, in provincia di Napoli. Qui un gruppo di ragazzini sta prendendo di mira le residenze di alcuni professionisti con delle sassaiole notturne. A denunciare il fenomeno messo in atto da giovani verosimilmente del rione Salicelle è uno dei professionisti da tempo vittima di questi gesti. «Non sono sassolini – dichiara la vittima, che preferisce rimanere anonima – sono sassi molto grandi che potrebbero anche uccidere se colpissero uno dei miei familiari. Questa notte uno dei sassi é entrato nel balcone distruggendo un oggetto – prosegue – sarebbe potuto entrare anche in casa creando grossi danni a persone». Il professionista annuncia la consegna delle immagini registrate dal suo sistema di videosorveglianza alle forze dell’ordine: «I colpevoli devono essere identifificati prima che succeda qualcosa di più grave».

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Chiudono due supermercati nel Napoletano, la scure sul Ipercoop di Afragola e l’Auchan di Nola

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Licenziamento per 176 lavoratori dei due supermercati ex Ipercoop ed ex Auchan-Conad, il primo al confine tra Acerra e Afragola, il secondo a Nola. È la più grande mazzata all’occupazione in provincia di Napoli dopo quella subita dagli operai della Whirlpool. Un duro colpo che porta la firma di una piccola azienda, la GDM, gestita da imprenditori del Napoletano. È un dramma umano che colpisce tante famiglie e che è stato generato da uno scenario imprenditoriale, economico e finanziario molto complesso e di difficile lettura. La GDM nel 2019 aveva rilevato il supermercato di Afragola-Acerra dalla Coop di Bologna e nel 2021 quello di Nola da Margherita distribuzione, controllata di un’altra cooperativa emiliana, la Conad, che a sua volta aveva acquisito l’impianto nolano dalla francese Auchan.

L’operazione della GDM era stata salutata da tutti, istituzioni e media in prima fila, come un vero e proprio salvataggio produttivo e occupazionale. I due impianti hanno quindi proseguito le attività sotto l’insegna della Coop, marchio gestito in franchising dalla GDM. Ma il flop era dietro l’angolo. Nel giro di pochi messi hanno chiuso prima il supermercato nel Vulcano Buono e poi quello alle Porte di Napoli. Contemporaneamente, a dicembre i responsabili dell’azienda hanno creato una seconda società, la Spesa srl, che ha acquisito solo i supermercati di Volla, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. L’organico della GDM è stato quindi separato in due tronconi. Quello contenente i 176 dipendenti di Afragola/Acerra e Nola è stato infine oggetto della procedura di licenziamento appena avviata.

Comunque non si sono registrati incidenti. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione locale. Il quadro è assai critico. Nel testo della procedura di licenziamento la GDM scarica tutte le colpe sulla Coop di Bologna, su Le Due Sicilie, sulla pandemia, sulla guerra, sull’aumento dei costi e sulla bassa affluenza della clientela nei centri commerciali Le Porte di Napoli e Vulcano Buono. 

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Napoli. Botti, coca e champagne, foto e video postati dalla moglie del boss sui social

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Arrestato per detenzione di droga, due giorni dopo era riuscito a ottenere gli arresti domiciliari. E nel Parco Verde, i suoi affiliati con la complicità della moglie gli avevano organizzato una festa a sorpresa, che rimarrà memorabile in questo posto davvero difficile. Fuochi artificiali, tanti da far impallidire quelli della notte di San Silvestro, cibo a volontà, champagne e prosecco a fiumi e decine di metri di strisce di coca, gratis per tutti. Dopo qualche giorno in cella Giovanni Ciccarelli era riuscito a ottenere gli arresti domiciliari nel Rione Salicelle, presso l’abitazione di una cognata. Ma, va sottolineato, in questo quartiere così come al Parco Verde, gli arresti domiciliari lasciano il tempo che trovano perché chi ci finisce continua a fare quello che faceva e per il quale era stato arrestato.

In questa condizione di ritrovata libertà si è sentito Giovanni Ciccarelli, che la sera del suo arresto fu salutato in silenzio da un centinaio di affiliati radunati nei pressi della compagnia dei carabinieri di Caivano, diretta dal capitano Antonio Maria Cavallo. Persone e famiglie intere che attesero qualche ora, fino all’uscita del boss in manette nell’auto dei militari che lo conducevano a Poggioreale. Ebbene, anche la camorra regge il suo consenso popolare. Soprattutto da parte dei boss, novelli e tragici «narcisi» che si specchiano nella loro immagine, trovando i riflessi nelle pagine web dei social. 

E poteva quella festa sfuggire alla delirante patologia narcisistica? Nemmeno per sogno. Foto e video della rimpatriata sono finiti regolarmente sui maggiori social, postati, cosi sembra, dalla stessa moglie del reggente per dare alla filiera dello spaccio il segnale che tutto era a posto. I carabinieri hanno inviato un dettagliato rapporto alla Procura di Napoli Nord raffigurando per il reggente della cosca il reato di evasione. Inevitabili sono scattate le manette, seguite da un nuovo e breve viaggio verso il carcere di Poggioreale.

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