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Scippa un cellulare sulla Circumvesuviana e poi scappa: inseguito e arrestato

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Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti nel pomeriggio di ieri in via Brecce a Sant’Erasmo, dove hanno notato un uomo che alla loro vista è scappato, mentre alcuni testimoni lo indicavano come l’autore del furto di un cellulare.

A quel punto, i poliziotti l’hanno inseguito, raggiunto e bloccato in via Galvani, trovandolo in possesso del cellulare. Tuttavia, proprio in quegli istanti è sopraggiunta la vittima, la quale ha raccontato agli agenti di essere stata derubata poco prima dall’uomo, a bordo del treno della Circumvesuviana.

Pertanto, l’uomo è stato identificato in A.A., 33enne napoletano con precedenti di Polizia, arrestato per furto con strappo.

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Sanremo, la rivincita dei ‘vecchietti’: Ariston in delirio per Albano, Morandi e Ranieri

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Ieri sera, è andata in scena la seconda serata del Festival di Sanremo, dove a monopolizzare l’attenzione generale sono stati tre ‘vecchietti’: Gianni Morandi, Albano e Massimo Ranieri. Infatti, i tre big della canzone italiana hanno sfoderato il loro repertorio in un medley da brividi, che ha riportato alla mente le loro sfide infinite sul palco dell’Ariston.

Tuttavia, la serata sanremese ha visto l’esordio in quest’edizione di cantanti del calibro di Giorgia e Articolo 31, ma anche di piacevoli conferme come Madame e Colapesce-Di martino, oltre al debutto assoluto di Lazza e LDA.

Pertanto, il messaggio più importante arriva da Pegah e Drusilla Foer, che parlano dei diritti negati in Iran, con questa toccante lettera scritta dall’attivista:

“In Iran non sarei potuta essere così vestita e truccata, e non avrei potuto parlare di diritti umani da un palcoscenico, perché sarei stata arrestata o forse addirittura uccisa. E per questo ho deciso, insieme a tanti miei coetanei, che la paura non ci fa più paura e di dare voce ad una generazione cresciuta sotto un regime di terrore. La parola Paradiso deriva dal termine persiano ‘pardis’, giardino protetto. Allora io mi chiedo: esiste un paradiso forzato? Ahimè, sì. Come si può chiamare un posto dove il regime uccide persino i bambini? Dal 16 settembre 2022, dalla morte di Mahsa Amini, il popolo iraniano sta sacrificando con il sangue il diritto a difendere il proprio Paradiso. Io vi ringrazio, perché ricordate al mondo che la musica è un diritto umano”.

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Suicidio assistito, donna italiana deceduta in Svizzera: aveva 89 anni

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Paola R. è una donna italiana di 89 anni malata di Parkinson in forma gravissima, che nella mattinata odierna è deceduta in una clinica svizzera, dove ha potuto ottenere il suicidio assistito.

Ecco le sue parole prima di morire: “Non sono autonoma in nulla, tranne che nel pensiero”.

In particolare, ad accompagnarla sono state Felicetta Maltese e Virginia Fiume, due attiviste della campagna Eutanasia Legale, lanciata dall’associazione Luca Coscioni, che rischiano ora dai 5 ai 12 anni di carcere per disobbedienza civile.

Pertanto, la stessa Paola ha voluto spiegare in una lettera le sue motivazioni, poiché avrebbe voluto morire nella sua casa a Bologna:

“La decisione è maturata nel tempo. Dal 2012 un inizio di malessere, diagnosticato nel 2015. Un graduale e lento decorso verso la totale immobilità. Ora sono vigile in un corpo diventato gabbia, senza spazio né speranza. Anzi stringe, ora dopo ora, inesorabile la morsa. La diagnosi è un parkinsonismo irreversibile e feroce, arrivato ad uno stadio che non mi consente più di vivere”.

Come riferisce l’avvocato e segretaria dell’Associazione Coscioni Filomena Gallo:

“Paola è stata costretta ad andare all’estero, a causa di una discriminazione tra malati scaturita dalla decisione con cui la Corte costituzionale nel 2019, ha depenalizzato l’aiuto al suicidio solo per malati in determinate condizioni. Nel nostro Paese, infatti, è legale solo quando la persona che ne fa richiesta è affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, pienamente capace di prendere decisioni ed è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, come nel caso di Federico Carboni, che lo scorso giugno ha potuto accedere al suicidio assistito”.

Poi, ha aggiunto: “Paola, invece, non poteva accedere all’aiuto al suicidio in Italia, perché non era in possesso di uno dei requisiti previsti dalla sentenza della Consulta 242/2019 relativa al caso Cappato-Antoniani, ovvero non era tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. La Corte Costituzionale ha più volte sollecitato il Parlamento ad emanare una legge che, senza discriminazioni, rispetti le scelte di fine vita. Per questo, saranno ancora una volta i tribunali ad intervenire sui singoli casi e, ancora una volta, dinanzi alla mancanza di volontà politica, sarà la giurisprudenza a tutelare i diritti delle persone”.

A tal proposito, Virginia Fiume e Felicetta Maltese, si recheranno domattina presso la caserma dei carabinieri Sezione Polizia Giudiziaria di Bologna accompagnate dall’avvocato Marco Cappato, il quale si autodenuncerà in quanto legale rappresentante dell’associazione Soccorso Civile, che ha organizzato e finanziato il viaggio verso la Svizzera. Ecco le loro dichiarazioni:

“Ogni minuto passato con la signora Paola è stato un inno alla vita. Accompagnarla in questo viaggio e scegliere di autodenunciarci, significa mettere a disposizione la nostra libertà per proteggere un diritto umano fondamentale”.

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Napoli, divampa la protesta degli studenti contro il 41Bis: occupata L’Orientale

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Divampa la protesta all’istituto universitario ‘L’Orientale’ di Napoli, dove alcune decine di studenti hanno tenuto un’assemblea nel pomeriggio presso la sede di Palazzo Giusso, al termine della quale hanno esposto uno striscione recante la scritta ‘Orientale Occupato contro il 41Bis. Alfredo libero’.

In particolare, l’assemblea è stata convocata per discutere della vicenda relativa all’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame ormai da mesi, come forma di protesta contro il regime del 41Bis cui è sottoposto.

Pertanto, all’assemblea hanno partecipato centinaia di ragazzi, uno dei quali ha così spiegato:

“Nel corso dell’assemblea abbiamo valutato quanto sta accadendo. Poi, abbiamo deciso di fare qualcosa anche per richiamare l’attenzione, così come è già avvenuto in altre città di Italia. Noi siamo al fianco di Cospito che sta protestando, noi siamo contro il 41 bis che è una misura che dev’essere subito abolita”.

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