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Genova, sequestrato quadro Rubens a Palazzo Ducale: indagate 4 persone

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I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale hanno sottoposto a sequestro il quadro ‘Cristo risorto appare alla madre’ del pittore fiammingo Rubens. Pertanto, quattro persone sono ora indagate per esportazione illecita di opera d’arte.

Stando ad una prima ricostruzione, il dipinto sarebbe stato fatto uscire dall’Italia come appartenente genericamente alla scuola fiamminga, per poi essere autenticato come Rubens a Praga. Tuttavia, le indagini hanno consentito di accertare che il quadro apparteneva ad una famiglia genovese, che lo avrebbe venduto a 300 mila euro ad un mercante, il quale lo avrebbe rivenduto a sua volta ad un altro privato, per oltre 3 milioni di euro.

In seguito, l’opera è tornata in Italia ed esposta per la prima volta al Ducale. In particolare, il quadro raffigura il Cristo risorto in piedi davanti a due donne inginocchiate, che raffigurano entrambe figure femminili che rappresentano la Madre di Gesù.

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Nuova giornata di disagi per la mobilità a Napoli: al via i test sul nuovo treno, per cui la linea sarà interrotta

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È arrivato il giorno del nuovo stop alla metropolitana di Napoli. La linea 1 infatti resterà chiusa, dalle 9 alle 17, per i test sul secondo dei nuovi treni. Come già accaduto il 1 febbraio, non sono state predisposte navette sostitutive. Nuovi test dovrebbero essere previsti per giovedì prossimo. Il servizio in direzione Piscinola riprenderà alle 16.52 da Garibaldi, alle 16.45 da Municipio, alle 16.46 da Vanvitelli; in direzione Garibaldi invece alle 16.45 da Materdei, alle 16.45 da Rione Alto e alle 16.48 da Piscinola. Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, si trova al centro di una vertenza sindacale nazionale, e di notte non c’è disponibilità del personale dell’agenzia addetto alle verifiche del materiale rotabile.

“Le prove dei treni sono per me così importanti che dovendo scegliere il male minore, in questa fase di forte agitazione sindacale, purtroppo il male minore è chiudere alcune ore di mattina la linea 1 – sono le parole dell’assessore Edoardo Cosenza – Questa settimana accadrà giovedì. È dolorosissimo, però per noi immettere un secondo treno significa portare ai cittadini un miglioramento molto grande, perché il tempo di attesa scenderebbe a 10 minuti e mezzo” Dopo queste prove dinamiche, per le quali non basterà un solo giorno, bisognerà poi fare soltanto 5000 km, ma questo è un fatto nostro interno, possiamo farlo di giorno, di notte, non ci sono problemi. Alcuni degli stop giornalieri, questo devo precisarlo, si fanno per i vecchi treni”.

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Napoli. Senzatetto, in città sono più di 1400 al freddo

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L’inverno napoletano sta attraversando, in questi giorni, quello che dovrebbe essere il suo momento di freddo più intenso. Temperature vicine allo zero, che rendono questi giorni particolarmente duri per chi non ha un tetto sotto il quale trovare riparo. L’accoglienza ai clochard, tema quindi quandomai d’attualità, è l’argomento di cui abbiamo discusso con Benedetta Ferone, responsabile dei servizi per i senza fissa dimora della Comunità di Sant’Egidio. “C’è uno sforzo importante in corso, una sinergia costruttiva tra Comune, Chiesa di Napoli e associazioni. È vero che i posti non bastano, ma stiamo lavorando insieme e c’è disponibilità da parte di tutti i soggetti coinvolti a continuare a farlo. 

Vorrei anche aggiungere: c’è bisogno di tutti. È vero che serve l’aiuto delle istituzioni, strutturale, un aiuto imprescindibile. Però è tutti insieme che possiamo fare la differenza”. “Noi come Comunità di Sant’Egidio abbiamo aperto un’accoglienza da freddo da inizio dicembre, ma si è subito riempita. La Chiesa di Napoli ha aperto Santa Maria del Trionfo in via Foria e ora aprirà una tensostruttura esterna riscaldata.” “Mi spiego: normalmente serve il permesso di soggiorno per accedere ad un dormitorio pubblico. L’assessore Trapanese, su nostra richiesta, ha disposto una stanza al piano terra nell’ex dormitorio pubblico alla quale si accede senza la necessità di mostrare il permesso di soggiorno.

È un tipo di accesso facilitato che è possibile anche al centro di via Bernardo Tanucci”.”Esatto, vediamo come va. Speriamo Anm sia tollerante e faccia entrare i senza fissa dimora prima della mezzanotte. Ne abbiamo parlato con l’assessore, è troppo tardi l’ingresso a quell’ora quando fa freddo. La nostra accoglienza apre alle 19.30 e siamo proprio al limite”.Sì, i posti al momento sono tutti occupati e c’è il problema di reperirne di ulteriori. Inoltre manca una risposta per le donne senza documenti, per le coppie, e per le persone con cani. C’è stata una forte richiesta anche da parte di queste categorie, ma al momento non è stato possibile rispondere positivamente

Come Comunità di Sant’Egidio sono ormai 30 anni che aiutiamo i senza fissa dimora, e nel tempo sono state tante le persone che con noi hanno fatto percorsi di uscita dalla strada. È un reinserimento sociale che comincia anche solo dall’avere un letto in cui dormire, dal fare due chiacchiere a cena, dal riappropriarsi di una dimensione sociale, di condivisione”.“Si può aiutare in due modi. Direttamente e di persona, innanzitutto segnalando, quindi essendo vigili quando si è in strada. Soccorrendo chi non è coperto abbastanza ad esempio, offrendogli una bibita calda, oppure facendo presente se c’è un problema più complesso. La seconda cosa che si può fare è raccogliere dei beni utili ad affrontare il freddo: sacchi a pelo, coperte, thermos”.

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Sanremo, Benigni celebra la Costituzione: “Un sogno fabbricato da uomini svegli, a noi il compito di realizzarlo”

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Roberto Benigni torna a Sanremo per rendere omaggio ai 75 anni della Costituzione italiana, sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sua figlia Laura. Il suo è un inno alla Costituzione, “la più bella che si potesse immaginare”, alla libertà, “ideale prezioso e mai scontato”, e alla pace.

Il premio Oscar ci mette poco per catalizzare l’attenzione degli spettatori sul suo monologo, suscitando ilarità anche nel capo dello Stato, il quale applaude e ride, oltre che portarsi la mano sul cuore quando l’attore e regista cita il padre Bernardo tra i padri costituenti.

Pertanto, Benigni inizia raccontando la sua emozione:

“Mi batte il cuore, è davvero un’edizione speciale del festival, è tutto nuovo, anche l’Ariston, la scenografia è meravigliosa, ci sono tanti debuttanti. E poi c’è una grande novità, per la prima volta il presidente della Repubblica. Sono felice che lei sia qui, presidente, ma le faccio notare una cosa: lei è al secondo mandato. Amadeus al quarto e ha già prenotato il quinto, pensa di fare il sesto, il settimo. Mi chiedo: è costituzionale? Presidente bisogna fermarlo, è un colpo di Stato, si è montato la testa, vuole pieni poteri, sta organizzando la marcia su Sanremo, si vuole prendere tutto, è una dittatura”.

Poi, continua: “Ma ad Amadeus perdoniamo tutto, è veramente una persona dolcissima, un bravissimo presentatore, un grande direttore artistico, è riuscito a ospitare un presidente della Repubblica per la prima volta a Sanremo: non ci credevo, anzi non ci credo neanche adesso. Amadeus, ce l’hai il binocolone? Presidente non vorrei mancarle di rispetto, ma per favore si tolga gli occhiali, si metta di profilo, voglio vedere se è lei il presidente misterioso”.

Poi, ritorna serio: “La Costituzione c’entra anche con Sanremo, perché è un’opera d’arte e canta la libertà e la dignità dell’uomo, ogni parola sprigiona una forza evocativa e rivoluzionaria come le opere d’arte, butta all’aria tutto il soffocamento, l’oppressione, l’ingiustizia e la violenza di prima, è uno schiaffo al potere, ci fa sentire che viviamo in un Paese che può essere giusto e bello, ci dice che il mondo può essere senza violenza. La Costituzione è un sogno fabbricato da uomini svegli, è una cosa che può accadere una volta nella storia di un popolo, se c’è una canzone che le assomiglia è l’incipit di Volare. E se a volte ci mettono anni per fare una legge, la Costituzione l’hanno fatta in pochissimo tempo, è stata come una folgorazione, una visione, eppure erano 556 persone a scriverla, divise su tutto escluso sull’essere unite per scrivere la Costituzione più bella che si potesse immaginare”.

Benigni continua enumerando gli articoli della Costituzione:

“Tra gli articoli c’è l’imbarazzo della scelta, l’1, il 2, il 3, il 4, il 9, l’11 celeberrimo come una poesia, che dice che l’Italia ripudia la guerra: pensate la forza, la bellezza, la perentorietà di chi ha scritto questa frase. Se questo articolo lo avessero adottato anche gli altri, non esisterebbe più la guerra sulla faccia della terra, nessuno Stato potrebbe invadere un altro Stato. L’articolo 21, il mio preferito e il più importante: il pilastro di tutte le libertà dell’uomo. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Un linguaggio semplice che sembra scritto da un bambino, di una forza e bellezza che si rimane stupiti. Ma se l’hanno scritto ce ne era bisogno, perché durante il ventennio fascista non si poteva pensare liberamente. In Paesi molto vicini a noi gli oppositori vengono carcerati e incatenati, solo perché mostrano il volto o i capelli, o perché ballano e cantano. Quanto è meraviglioso e straordinario che in Italia tutti abbiano diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Ce lo dobbiamo ricordare. La cosa migliore per il futuro è ricordarsi di avere il passato ben presente. L’ultima pagina della Costituzione è rimasta bianca: A noi i padri costituenti hanno lasciato una sola cosa da fare, far diventare questo sogno realtà”.

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