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Storia

Riapre ‘La Casa dei Vettii’, il direttore del Parco: “Una casa simbolo, una Cappella Sistina di Pompei”

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Riapre al pubblico dopo circa 20 anni ‘La Casa dei Vettii’, considerata il gioiello tra i più noti e celebrati di Pompei, affascinante per la sua storia e per la raffinatezza dei suoi ambienti. In particolare, essa è caratterizzata da scene mitologiche, quadri erotici, racconti per immagini, con un tripudio di natura e cultura per sollecitare i sensi e l’intelletto.

Il cantiere è stato avviato nel 2002 e poi ripreso nel 2016, sotto la direzione dell’allora direttore Massimo Osanna, e che ha impegnato in questi anni decine di diverse professionalità, dagli archeologi e restauratori agli architetti, passando per ingegneri strutturisti ed esperti del giardinaggio.

Pertanto, in occasione della sua inaugurazione, alla quale ha preso parte anche il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel ha così dichiarato: “Una casa simbolo, una cappella Sistina di Pompei. Nel panorama dei beni culturali è uno dei cantieri più complessi e impegnativi degli ultimi decenni”.

Infine, lo stesso Zuchtriegel conclude: “L’abbiamo riaperta e non si chiude più”.

Attualità

Blitz dei carabinieri, ritrovata scultura del Duomo di Milano sparita nel 1943

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Importante ritrovamento avvenuto a Vallefoglia, nelle Marche, dove è stata rinvenuta una gargolla del Duomo di Milano, una scultura in marmo a forma di drago alato, che faceva parte della guglia numero 6, ed è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano.

In particolare, il fregio ornamentale del peso di 250 kg per un metro e mezzo di altezza, si era staccato dopo un bombardamento degli Alleati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, che aveva danneggiato il Duomo.

Pertanto, il pezzo è stato trovato in possesso di un gallerista marchigiano, ora indagato per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale, poiché voleva venderlo ad una fiera d’antiquariato in Olanda.

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campania

Napoli. Addio allo storico “Pasticciello” “Porteremo tutti nei nostri cuori” queste le parole dei proprietari

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Domenica si sono chiuse le porte di una bottega napoletana molto speciale: il Pasticciello di Lucia Taglialatela. Punto di riferimento dal 1984 nel Rione Luzzatti, portava avanti una tradizione familiare antichissima, ultracentenaria (era diretta prosecuzione della precedente pasticceria Barriciello, sita in via Carbonara fondata dalla nonna di Lucia nel 1917) con grande passione e con immenso amore. Emozionante l’addio di tutto il Rione nel weekend di chiusura del negozio, con migliaia di persone accorse solamente per salutare i proprietari, Enzo e Lucia. 

Nessun fallimento o dissidio familiare, semplicemente il naturale iter delle cose. Di conseguenza anche la chiusura è stata bizzarra: sono state stappate bottiglie di spumante, si sono ricevute lettere, fiori, piante, doni di ogni genere. È stata scritta anche una poesia su uno dei loro prodotti più amati, il pagnottiello. Il noto napoletanista Amedeo Colella, che conosce sin da bambino l’attività della famiglia Taglialatela, ha caramente lanciato su FB un evento di saluto al Pasticciello e sabato scorso era presente anche lui, con quell’affetto che solo un’antica e radicata conoscenza può creare. “Di solito sono le inaugurazioni che si festeggiano, qua si festeggia la chiusura… perché questo rimane un punto di storia”, le parole di Colella sull’attività della famiglia Taglialatela.

“Cari amici, si conclude per noi un ciclo importantissimo, durato una vita intera. Abbiamo compreso che è giunto il momento di ritirarci e di destinare le nostre energie a noi stessi e ai nostri nipotini.  Vi porteremo nei nostri cuori perché voi siete stati il nostro motore e la nostra ispirazione: nessuno di voi è solamente un cliente per noi ma tutti siete persone con cui abbiamo intrecciato rapporti umani che niente e nessuno potrà mai annullare, neanche una porta chiusa o un’insegna rimossa.

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Attualità

San Casciano come Riace, rinvenute oltre 24 statue in bronzo

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Importante ritrovamento avvenuto presso gli scavi di San Casciano dei Bagni, in Toscana, dove sono state rinvenute oltre 24 statue in bronzo di pregevole fattura, cinque delle quali alte quasi un metro, tutte integre e in perfetto stato di conservazione.

Si tratta di una scoperta sensazionale, che ha attirato l’interesse dell’archeologo Jacopo Tabolli, docente dell’Università per Stranieri di Siena, il quale ha così dichiarato:

“Una scoperta che riscriverà la storia, e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo. Un tesoro assolutamente unico, che si accompagna ad un’incredibile quantità di iscrizioni in etrusco e in latino, e al quale si aggiungono migliaia di monete, oltre ad una serie di altrettanto interessanti offerte vegetali”.

Infine, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ha espresso così il suo pensiero:

“Un ritrovamento eccezionale, che ci conferma una volta di più, che l’Italia è un paese fatto di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”.

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